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n. 6/7
GIUGNO - LUGLIO EDITORIALE SERVIZI
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SOMMARIO GENITORI
AL BIVIO Si parte dal “momento magico” in cui nel bambino affiora la coscienza, e cioè il senso del sé, prima ancora che responsabilità etica: sentirsi soggetto delle proprie azioni – anche di quelle riprovevoli – ha a che fare con l’autostima e la fiducia verso l’adulto. Si conduce quindi un’analisi di quali siano gli atteggiamenti sani da parte dell’adulto che si pone come guida alla formazione della coscienza del bambino e dell’adolescente. Coerenza della norma e dignità della riparazione si presentano allora come piloni per costruire la possente arcata della coscienza. A partire – non dimentichiamolo – dalla maturità dell’adulto accompagnatore. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
LA
FORMAZIONE DELLA COSCIENZA L’autore descrive il formarsi della coscienza durante l’età evolutiva nel suo strutturarsi come coscienza sociale, morale e religiosa. Analizza la dialettica della libertà come passaggio dalla libertà psicologica alla libertà morale. Sottolinea il rapporto fondamentale che intercorre tra la norma e la coscienza. Rileva le competenze specifiche delle diverse strutture educative dalla famiglia alla scuola, dallo Stato alla Chiesa, e suggerisce alcuni criteri metodologici di intervento, sottolineando la necessità di adeguarsi alle diverse disponibilità educative di ciascun soggetto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
L’INCOSCIENZA
DI OGGI È difficile essere e agire da uomini. Dio è venuto incontro alla difficoltà che l’uomo affronta nell’analizzare, scegliere, impegnarsi nel bene; ma non lo solleva dalla dignità di essere responsabile della sua vita. Resta il principio che Dio ha lasciato il destino dell’uomo nelle sue mani, e che gli ha dato la capacità di diventare provvidenza a sé stesso con la sua intelligenza e la sua libertà. L’uomo non può, quindi, consegnare la sua vita al caso, agli eventi o ad altre persone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .IL
SANO INTRECCIO FRA DOVERE E PIACERE Il richiamo all’oggettività suona spesso come un appello all’ordine e alla disciplina. Di qui l’assurdo conflitto fra libertà e obbedienza. Grazie all’intreccio fra oggettività e soggettività, affermare: «lo faccio perché lo sento» e «lo faccio perché devo» equivale a dire che sono contento delle mie azioni. Ciò è possibile se usiamo la coscienza come organo del dialogo e non della solitudine dell’io. Essa è infatti luogo dell’invenzione e creazione soggettiva dove l’individuo interroga sé stesso e decide autonomamente, ma anche luogo della passività e dell’ascolto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L’ETICA
DELLA RESPONSABILITÀ L’etica della responsabilità nella società contemporanea oggi, come nel passato prossimo, ricopre un ruolo centrale, ma si incarna in un orientamento all’azione che ha perso la sua responsabilità verso gli altri. L’etica della responsabilità diventa monca, perde la componente relazionale e di creazione di legami sociali; la sua esaltazione (che si incarna nella logica della “biografia del fai da te”) si traduce in un suo indebolimento, i cui costi sono sia individuali che sociali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . LA
REALIZZAZIONE DELL’IDENTITÀ Qual è il fenomeno da cui partire per parlare di identità del soggetto? Nella libertà è riposto lo scrigno dell’identità originaria del soggetto. In essa si afferma l’identità e si mostra anche la sua essenziale relazionalità. La dote originaria della libertà deve essere formata per diventare pienamente sé stessa. La libertà umana ha bisogno della gratuita relazione ad altra libertà per entrare in possesso pieno di sé, per dar forma all’identità umana di cui essa è portatrice. L’identità, dunque, è insieme evento originario e processo storico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . UNA
RIVOLUZIONE MORALE Parlare di obiezione di coscienza significa interrogarsi anche sulla cultura del mondo giovanile. Quanto l’attuale situazione dei giovani favorisce l’elaborazione di scelte mature di obiezione di coscienza? Possiamo dar fiato unicamente alle letture più pessimistiche, che individuano unicamente le fragilità dei giovani, oppure ci troviamo in una situazione di passaggio nella quale si stanno profilando condizioni più favorevoli all’obiezione di coscienza? |
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