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SOMMARIO

      

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LA DIAGNOSI PSICHIATRICA
di Aristide Tronconi

Per effettuare una corretta diagnosi, la psichiatria odierna si serve principalmente di due strumenti: la classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi psichici e comportamentali (Icd) e il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Dsm). Alla luce delle informazioni ivi contenute, l’autore illustra i criteri secondo i quali fare diagnosi di pedofilia.

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DARE VOCE AL DISAGIO
di Claudio Foti

I genitori devono avere il coraggio di dare al figlio un codice per poter definire le proprie esperienze di bambino che deve affrontare un’esistenza complessa e ambivalente. Senza questo coraggio di parlare, gli adulti si risparmino il compito di dimostrarsi aperti al dialogo. La voce dei bambini, infatti, può essere ascoltata solo se si è capaci di ascoltarli fino in fondo. I bambini comunicano i loro problemi se intuitivamente avvertono che è alta la disponibilità emotiva all’accettazione di questi problemi.

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IL MONDO DEL PEDOFILO
di Franco De Masi

La pedofilia ha radici lontane nei secoli. Nella sua forma romantica denuncia la nostalgia di un’infanzia vissuta nell’isolamento oppure fatata, ma insoddisfacente. Spesso l’abusante ha subìto a sua volta abusi sessuali che gli hanno lasciato profondi traumi. Difficilmente se ne libererà, non vorrà crescere né divenire adulto responsabile. Quello che oggi appare un fenomeno nuovo è l’organizzazione sociale con interessi commerciali e turistici internazionali.

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PROTEGGERE TUTTI I BAMBINI
di Piercarlo Pazé

La legge n. 269/1998, coprendo dei vuoti legislativi che lasciavano libertà a manifestazioni perverse, punisce forme di pedofilia (definite come «nuove forme di riduzione in schiavitù») che si caratterizzano per lo sfruttamento commerciale dei bambini. Questo intervento legislativo si è reso necessario per porre un argine alla legittimazione di abusi. C’è infatti il pericolo di caduta di una cultura di protezione dell’infanzia con l’affermazione progressiva di una cultura che tollera e accetta la pedofilia. Sotto questa spinta essa diventa un dato comune delle relazioni sociali, come lo era stato in altri periodi e società.

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DEFINIRE MEGLIO I REATI
di Maria Paola Colombo Svevo

In molti Paesi europei la legge non conosce il termine "pedofilia". I drammatici avvenimenti verificatisi in Europa hanno svelato l’inadeguatezza di una politica comune capace di combattere questi reati di sfruttamento sessuale dei minori e le reti di criminalità che spesso si ramificano negli stati membri avvalendosi della libertà di circolazione e di espressione garantita dall’Unione europea. Il dibattito che ne è seguito ha prodotto una serie di iniziative sia per una definizione più precisa dei singoli reati di sfruttamento sessuale (abuso, pedofilia, turismo sessuale, pornografia infantile), sia per forme di cooperazione giudiziaria e di polizia.

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