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Se vissuta come segno di una
realtà che tornerà a ricomporsi, la vedovanza trasmette al mondo un vivo e forte
messaggio di speranza. Fenomeno
antico, la vedovanza ha assunto in questo nostro secolo una nuova dimensione, strettamente
legata ai mutamenti demografici in atto. Si è fortemente ridotta lincidenza della
vedovanza giovanile, e, conseguentemente, dei secondi matrimoni dei vedovi e delle vedove,
e ormai nella maggior parte dei casi vedovanza vuol dire solitudine dellanziano. È
ricorrente, nel vissuto delle coppie che si inoltrano nella terza e nella quarta età, il
tema del "morire insieme" (le cronache registrano spesso casi, non troppo
sorprendenti, di coniugi che muoiono a brevissima distanza luno dallaltro, per
lincapacità psicologica di accettare una perdita che appare definitiva e
irreparabile). Ma, ammesso che di fortuna si tratti, essa arride soltanto a pochi: nella
maggior parte dei casi i coniugi rimasti vedovi e soprattutto le donne più giovani
alletà del matrimonio e insieme più longeve devono compiere da soli ancora
un lungo tratto della vita.
Si apre a questo punto un bivio: prendere la strada della nostalgia, del
rimpianto, talora del rancoroso ripiegarsi sul passato, oppure imboccare il più difficile
e accidentato percorso di unesistenza che continui ad essere dotata di senso, anche
se non più ricca e intensa come quella di un tempo?
Per il bene delle persone e della società stessa, occorre che chi vive
in situazione di vedovanza sia incoraggiato a percorrere la seconda via, non la prima.
Laiuto dei familiari, la vicinanza della comunità cristiana, una rete di amicizie
sufficientemente vasta e articolata svolgono un ruolo fondamentale per rompere il cerchio
di solitudine che rischia di gravare come una cappa di piombo sulla realtà della
vedovanza. Nulla e nessuno potrà prendere il posto dellassente; ma una profonda
differenza intercorre tra una vedovanza intesa come vuoto e una intesa invece come
"memoria" nel senso forte del termine, che è un ricordare ma anche un
attualizzare e insieme un progettare il futuro. Il ricordo del passato, in questo modo, si
illumina e si trasfigura e apre la strada a nuove forme di presenza e di impegno, sia pure
quasi sempre nelle forme umili e schive della famiglia.
È proprio questo, quello della vita quotidiana, il banco di prova di
una vita che, nella vedovanza, rischia di apparire povera e orfana e che può invece
diventare ricca di significato attraverso le esperienze forti della dedizione, del
servizio, della vicinanza ai poveri e agli emarginati. Perciò la vedovanza
soprattutto quella vissuta come "segno" di un mondo che è stato rudemente
diviso dalla morte ma tornerà a ricomporsi trasmette al mondo un vivo e forte
messaggio di speranza.
LA DIREZIONE
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