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SOMMARIO
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NUOVE RISORSE PER I DISABILI di Vinicio Albanesi Attualmente le risposte alla disabilità sono migliorate. A una maggiore produzione legislativa bisogna aggiungere una sempre più diffusa cultura dellattenzione nei confronti di chi non è totalmente autonomo. Un ulteriore passaggio verso una società civile che sappia garantire i diritti dei più deboli sarà quello in cui potranno funzionare i servizi e gli inter-venti predisposti dallo Stato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . NON SOLO ASSISTENZAdi Carmen Mattei Il portatore di handicap è sempre stato connotato negativamente con un linguaggio che assumeva come principio le sue mancanze fisiche o psichiche. Su queste basi, sin dalla fine dellOttocento, i provvedimenti nei suoi confronti sono sempre stati di carattere puramente assistenziale. La Costituzione italiana prima e nel 1980 lOms hanno contribuito alla creazione di norme e definizioni utili per promuovere un riconoscimento del disabile in quanto persona e non oggetto di beneficenza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .I
FIGLI PIÙ AMATI La nascita e la vita di un handicappato comportano per la famiglia, intesa come unità sistemica, molteplici difficoltà e problemi sia nella prospettiva degli interventi di riabilitazione del figlio disabile, sia per alleviare le sofferenze esistenziali e pratiche dei genitori. La prima informazione, le relazioni intrafamiliari, i rapporti con le strutture educative e socio-sanitarie e lisolamento sociale sono solo alcuni dei problemi che le famiglie devono affrontare. Tra le soluzioni necessarie e più urgenti vi è lindividuazione di un "operatore unico" con compiti di sostegno, consulenza e rappresentanza della famiglia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ATTUARE INTERVENTI PRECOCIdi Salvatore Nocera I servizi per gli interventi precoci, lintegrazione scolastica, lavorativa e sociale sono le principali richieste che provengono dal mondo della disabilità e dellemarginazione. In ciascun ambito i ruoli del volontariato e del terzo settore sono, comunque, fondamentali, e lo spirito della recente normativa, orientato alla realizzazione di servizi pubblici e del privato sociale in rete, non è che una conferma dei bisogni esistenti in questo campo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .TUTELARE
LA PERSONA Lintegrazione delle persone handicappate è disciplinata dalla Legge-quadro 104/92 che ha individuato servizi e interventi prevedendo il coinvolgimento delle diverse istituzioni, ma anche del privato-sociale, allinterno di un sistema integrato di rapporti. In alcune regioni sono state promosse buone politiche sociali al riguardo, in altre la rete territoriale dei servizi è ancora inadeguata. Levoluzione della normativa italiana ha trovato riscontro e sostegno nelle politiche adottate dallUnione europea per migliorare le condizioni di vita dei disabili in ambito europeo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .«LASCIATECI
PROVARE!» La Legge 68 sul collocamento dei disabili ha visto la luce dopo anni di confronto parlamentare accendendo una nuova speranza per oltre 250 mila iscritti. Si tratta di una legge moderna e flessibile, che traduce in norma il meglio delle esperienze di inserimento sociale e lavorativo realizzate nel nostro Paese; favorisce lincontro tra domanda e offerta con il collocamento mirato, per inserire il disabile nel posto a lui più congeniale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .UNO
STRUMENTO DI LIBERAZIONE? La telematica potrà cambiare la vita dei disabili, più nel futuro che nel presente, con una certezza, però: la velocità del cambiamento è in continua accelerazione. Attualmente sono numerosi gli strumenti che permettono allutente di agire direttamente (mailing list, dei newsgroup, chat) e che offrono diverse possibilità nel campo del lavoro e della vita sociale. Resta, tuttavia, il pericolo che le nuove tecnologie, aiutando il disabile a comunicare da casa propria, contribuiscano allemarginazione di chi le utilizza trascurando, a causa loro, il rapporto fisico con gli altri. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .TANTE
CASE SENZA SPECCHI I disabili del sud subiscono doppiamente i disagi della loro condizione, soprattutto a causa di una radicata e diffusa cultura della vergogna e della negazione. Solo recentemente le famiglie hanno iniziato un cammino di liberazione volto a realizzare progetti concreti per combattere lemarginazione. Lo Stato, come nel resto del Paese, è quasi totalmente assente e lo suppliscono i volontari, il privato e i piccoli organismi locali. |
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