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È compito della post-modernità ritrovare stili
di vita che rispettino la diversità, favoriscano la parità con riflessi etici e
politici, con benefici sociali e familiari. Il
nostro è tempo di grandi trasformazioni. Le innovazioni tecnologiche vanno mutando
radicalmente la condizione delluomo, il suo modo dessere e persino i suoi
orientamenti esistenziali. Le forme e i tempi del lavoro, il rapporto con la natura, le
comunicazioni e le reti sociali sembrano, infatti, soggetti a una mutazione ben più
radicale di quanto non sia accaduto nel tempo delle formazioni industriali. La stessa
definizione delluomo pare ormai declinarsi verso mutati destini, tanto che la stessa
differenza, così rilevante nel passato, fra maschile e femminile sembra ormai fuori
questione. Sono comunque cambiati e questo è di tutta evidenza i codici con
cui vengono letti lessere delluomo e lessere della donna.
La cosa è forse più evidente, se parliamo della donna, anche se i mutamenti
dellesser uomo non sono meno problematici e sconcertanti. Del resto, se è vero che
il volto delluomo si dà solo allincontro del maschile e del femminile, è
chiaro che non cè mutazione da un lato che non comporti mutazione anche
dallaltro. Resta però che, almeno in prima battuta, le grandi battaglie del
femminismo costituiscono con il loro protagonismo i campi salienti della trasformazione.
Muoviamo dunque da questo altro, per ripercorrere la storia del femminismo e, soprattutto,
per indicare la sostanziale innovazione dei codici.
Lacquisto della parità dei diritti non può considerarsi una piena liberazione
della donna: la parità si è quasi sempre risolta nellappropriarsi semplicemente
delle funzioni esercitate sin qui solo dagli uomini, ma fermarsi a questo può significare
ancora una forma di soggezione, quella che appunto si limita soltanto ad acquisire i
modelli maschili della vita. Un limite questo che, daltra parte, viene ad essere
anche un limite delluomo che a suo modo sembra realizzare lideologia della
parità imparando a fare le stesse cose che da sempre la donna sapeva fare nel chiuso
della casa, ma oscurando con questo le possibilità di un suo ruolo specifico.
Il compito della post-modernità è quello che ci chiama a ritrovare o a inventare nel
concreto di una nuova situazione una specificità di stili e di modulazioni, una
diversità nella parità e nella reciprocità dei ruoli. E questo non è solo un compito
etico da giocarsi sul piano della formazione interiore: è anche un compito politico che
deve volgere a una diversa organizzazione del lavoro, delle partecipazioni sociali, delle
responsabilità familiari. È anche vero che un diverso assetto della vita sociale non
potrebbe mai attuarsi senza una crescita interiore delle coscienze e senza un rinnovato
impegno culturale. In tal senso un rinnovamento dei contesti sociali dovrebbe in ogni caso
accompagnarsi con una revisione di carattere culturale. In definitiva, una politica delle
cose non avrebbe senso senza la premessa di una politica culturale, senza un impegno che
coinvolga uomini e donne in una rinnovata coscienza della propria identità.
LA DIREZIONE |