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Venire attaccati. Trovarsi nel pericolo.
Affrontare esami e gare. Avere amici. Dalla quinta alla terza media cambiano notevolmente
i vissuti diurni che divengono materia di quelli notturni. Lo rileva anche una ricerca
dellarea milanese.
Larrivo della preadolescenza è annunciato da segnali contrastanti che gradualmente
caratterizzeranno i maschi e le femmine. Ignorata per troppo tempo, questa età risulta
invece fondamentale per lo sviluppo evolutivo.La preadolescenza potrebbe essere definita come la condizione di chi non
è più bambino ma non è ancora adolescente. De Pieri e Tonolo (1990) la definiscono
«letà delle grandi migrazioni», poiché in questo periodo i ragazzi si distaccano
dal proprio corpo infantile, debbono ridefinire le loro relazioni rispetto alla nicchia
familiare per risimbolizzarle in una prospettiva autonoma, dando spazio e investimento
affettivo al gruppo dei pari età e quindi confrontandosi con il sociale.
Sul piano della maturazione cognitiva è in questo periodo che gradualmente si passa
dalla logica delle operazioni concrete a quella formale, conquistando così la
possibilità di ridefinire le diverse appartenenze in cui ci si trova coinvolti, da quella
religiosa a quella scolastica, a quella sociale.
La vicenda trasformativa individuale, perciò, si alimenta e viene modellata dal
realizzarsi di questi cambiamenti, veri e propri punti di non ritorno che impongono, nella
specificità delle storie individuali, di affrontare separazioni e sfide dopo le sicurezze
dellinfanzia e della latenza. Per questo Blos (1979) rivendicava una propria
specificità psicologica per la preadolescenza, identificata come lo scenario in cui si
avvia il disimpegno dagli oggetti damore primari, genitori o loro sostituti, e la
progressiva scoperta e il coinvolgimento in relazioni oggettuali adulte. Si realizza così
la seconda nascita, paragonata da Blos a quella della fenice che rinasce dalle sue ceneri:
infatti, il processo di individuazione si realizza solo attraverso il risorgere della
pregenitalità, che assume tuttavia caratteristiche specifiche a seconda
dellappartenenza di genere.
I primi segnali della conclusione della latenza e dellarrivo della preadolescenza
maschile sono quindi un aumento della motilità, caratterizzata dallirrequietezza e
dallagitazione, la comparsa dellingordigia, di attività sadiche e anali, ben
testimoniate da una passione per il linguaggio "sporco" e contemporaneamente dal
disprezzo per la pulizia, dallimpegno per la produzione di rumori onomatopeici e da
una passione per gli odori utilizzata astutamente da Pennac (cfr. Come un romanzo,
Feltrinelli, 1992). Caratteristica di questo momento della vicenda evolutiva maschile è
langoscia di castrazione, considerata da Blos il tema centrale della preadolescenza
maschile, che riguarda la madre fallica, arcaica, un sinistro e minaccioso gigante-donna,
che viene estesa e sperimentata nei confronti di tutte le donne, coetanee comprese.
Le preadolescenti, invece, della pregenitalità vivono soprattutto gli aspetti
fusionali e legati allaccudimento, sicché il loro tema centrale sembra essere
quello della coppia bambino-madre confusi tra di loro, da contrastare attraverso
comportamenti esageratamente iperattivi e indipendenti e con unattenzione esagerata
verso laltro sesso, così da esorcizzare il rischio della passività cui fatalmente
condannerebbe il confronto con lattività che caratterizza le rappresentazioni della
madre arcaica. Compaiono così nelle preadolescenti comportamenti da "donnina"
ma anche da "maschiaccio", mentre nelladolescente maschio desideri e
identificazioni femminili sono rilevabili soltanto con lanalisi, perché sono,
invece, profondamente repressi.
Non dobbiamo tuttavia mai dimenticare che dei cambiamenti di questa età sono
protagonisti individui consapevoli: cioè, in un linguaggio psicoanalitico, la regressione
è accompagnata comunque dalla presenza della parte dellIo legata alla realtà e
capace di autosservazione, permettendo la riduzione e la regolazione dei pericoli
dellindifferenziazione e della perdita di sé.
È necessario sottolineare landamento oscillante di questi fenomeni,
caratteristica che sta alla base delle difficoltà che il mondo adulto, affamato di
stabilità, manifesta a contatto con gli adolescenti, ondivaghi e sfaccettati. Tutti gli
autori sottolineano come la seconda nascita, che marca il passaggio dalla famiglia alla
società, sia, molto più della prima, attraversata da condizionamenti socioculturali.
Abbiamo deciso perciò di presentare un intervento psicopedagogico a marcatura
psicoanalitica condotto lanno scorso in una cittadina dellhinterland milanese,
finanziato dalla Provincia di Milano, rivolto ai ragazzi delle quinte elementari e a
quelli di seconda e terza media. Punto di partenza dellintervento è stata
naturalmente la consapevolezza della difficoltà dellattraversamento della
situazione intermedia tra infanzia e adultità, anche perché la famiglia di oggi,
caratterizzata in genere dal lavoro di entrambi i genitori, è abituata ad allearsi o a
delegare alle istituzioni parecchi compiti relativi alla cura e alla crescita dei figli.
Essa, infatti, bravissima e sacrificale nellascolto e nella realizzazione dei
desideri del bambino e della bambina, è molto meno disponibile e attrezzata quando si
tratta di fronteggiare la separazione e il percorso verso lautonomia dei suoi figli,
che preferisce simbolizzare sempre piccoli e bisognosi di dipendenza, accudimento e
protezione, mentre il sociale, a cui bisognerebbe indirizzarli e che sarebbe perciò
necessario promuovere, viene maleficato e respinto, rappresentato come fonte di stress per
gli adulti e senzaltro molto pericoloso per i propri cuccioli.
Una lunga consuetudine di lavoro formativo nelle classi ci aveva convinte della
necessità di utilizzare con i ragazzi testi da loro prodotti per coinvolgerli da subito
attivamente nel lavoro in classe. Ora, negli ultimi anni, si è venuta affermando la
convinzione in chi si occupa dei sogni che in essi si svolga una rielaborazione strategica
degli accadimenti diurni: quindi i sogni dei ragazzi dovevano per forza attenere alle
difficoltà dei compiti evolutivi. Si propose così ai ragazzi, dopo aver presentato a
grandi linee il lavoro che si voleva fare con loro, di raccontarci i loro sogni.
Registrati individualmente e poi successivamente trascritti, i racconti venivano elaborati
e riproposti alla classe in due incontri successivi, ciascuno della durata di due ore.
I sogni e la discussione sul loro contenuto potevano così fare il punto sulle ansie,
sulle difficoltà e sulle paure che si debbono affrontare nella situazione di mezzo,
quando si cerca di passare dal mondo infantile al mondo adulto. Ciò implica
preliminarmente di fissare gli aspetti che per i ragazzi caratterizzano ciascuna di queste
fasi della vita delluomo. Ogni classe dà così vita a un suo schema, scritto a
maiuscole sulla lavagna, che resta la cornice di riferimento per il lavoro comune
successivo sui sogni delletà di mezzo. È infatti a partire dallo schema, che
possiamo sintetizzare in queste opposizioni, che ciascuna classe personalizzerà con una
sua scelta di significati: dipendenza-autonomia; desiderio-regola; bisogno-capacità
che sarà possibile per ogni sogno individuare la situazione, il problema-compito che
il protagonista deve affrontare, con quali strumenti, grazie a quali aiutanti.
Contenuti onirici
In quinta elementare, in accordo con le
più importanti ricerche condotte a livello internazionale sui contenuti dei sogni dei
bambini, è presente un gran numero di animali, accompagnati da re, regine, draghi,
personaggi dei cartoni e video-games. Inoltre, vi è una sostanziale omogeneità
nei racconti dei maschi e delle femmine: sono infatti comuni modalità e struttura del
racconto, come le tematiche, i nemici, gli aiuti, le soluzioni trovate. Tuttavia è già
possibile mettere in evidenza una prima separazione dei due percorsi di genere, destinata
ad approfondirsi negli anni successivi.
I sogni delle femmine sono più centrati sulla relazione: raccontano di separazioni con
il mondo dei genitori in generale e dalla madre in particolare e di incontro con i
coetanei. Nei maschi al genitore è assegnato un ruolo di protezione e di aiuto, ma la
relazione in sé non è descritta. Unaltra distinzione riguarda i sogni di gare e
competizioni, centrati più sul giudizio degli altri nelle femmine, più sulle proprie
capacità nei maschi.
Sia nei maschi che nelle femmine, il vissuto più frequente è di tipo persecutorio.
Spesso i sogni raccontano di lotte e di conflitti. Il nemico è in genere difficile da
determinare (mentre nei più grandi ha contorni ben definiti) e spesso è percepito come
una generica minaccia. Quando viene identificato, può trattarsi di una persona, un
mostro, un carro armato, un animale feroce, un essere fantascientifico accomunati da
caratteristiche che tendono a ripresentarsi: dimensioni straordinarie, grande forza, a
volte poteri magici e soprannaturali.
Il confronto con il sognatore (non più onnipotente come nellinfanzia), non può
che essere impari e sfavorevole; la paura prevalente è quella di essere mangiati,
schiacciati, annientati: «cera un carro armato che veniva contro di me e mi voleva
schiacciare...»; «...ho due tartarughe e ho sognato che erano divenute grandi grandi;
rimasto solo in un mondo sperduto... e mi mangia...»; «...cerano tre serpenti...,
hanno morso me e mia sorella...; una signora ci ha salvato ma quando siamo tornati,
avevano ucciso tutta la mia famiglia».
Il pericolo arriva sempre quando padre o madre si allontanano, non sono presenti o non
stanno attenti. Mentre nei sogni degli alunni delle medie il pericolo si incontra fuori
casa, per i ragazzi di quinta invece arriva in casa, quando si è soli e perciò più
indifesi: «...ero con mio papà in casa; va a chiudere la porta e improvvisamente arriva
unombra, non so cosè...»; «...se mio padre perdeva, io morivo..., cioè mi
trovavo davanti dei mostri giganti...».
La soluzione del conflitto è ancora talvolta a marcatura onnipotente: avviene un
miracolo, si beve una pozione, viene scoperta una formula magica. Per esempio: «sono
entrati dei mostri, io sono indietreggiato e mi sono spuntate le ali e iniziavo a
volare...»; «...loro mi avevano catturato e legato, avevano ucciso mio cugino, allora
volevo vendicarlo..., ho messo tutte le mie potenze e ho spaccato tutte le corde...».
Talvolta è il padre che, forte e competente, torna sulla scena e riesce a opporsi ai
mostri.
Gli amici sono presenti ma, come anche per i ragazzi di seconda, sono compagni di
avventura o di disavventura, e non rappresentano un punto di riferimento saldo. Nella
discussione in classe, a conferma di ciò, gli amici sono giudicati importanti e
divertenti (con loro si può parlare di moda, di giornalini, di giochi, di piccoli
problemi), ma non sono affidabili quando ci si trova di fronte a problemi seri da
risolvere.
Tra le femmine, nel quadro dellattenzione alla relazione che, come si è detto,
le distingue, comincia a serpeggiare una differenziazione tra compagni e amici veri e
propri, con i quali fare esperienze e scambiarsi confidenze. In molti sogni ci si fanno
dei regali, si dorme a casa dellamica, si va in gita o in vacanza insieme. Il tema
degli amici è collegato ai sogni di separazione rispetto a persone care, caratterizzati
dal ritrovarsi soli, senza punti di riferimento sostitutivi rispetto a quelli
dellinfanzia: in altri termini, la separazione è ricca di promesse ma
sostanzialmente temuta.
Un altro tema molto presente è quello delle gare e degli esami, in cui il protagonista
è esaminato, può vincere o perdere, è chiamato a dimostrare le proprie capacità e
competenze. Spesso si tratta di racconti di gare sportive, in cui è centrale la
competizione, intesa come contrapposizione tra un noi e un loro, a volte con un vissuto
persecutorio: «...giocavamo a pallone, però continuavano a farci cadere a terra e
sbattere la faccia...».
Vi sono anche sogni di esame vero e proprio in cui il protagonista è chiamato a
superare un compito utilizzando e dimostrando le proprie capacità (o facendo ricorso
ancora una volta a soluzioni un po miracolose): «...sono entrato in un labirinto e
dovevo superare varie prove, avevo molta paura però mi è venuto il coraggio e ci sono
riuscito...»; «...stavo per fare gli esami e le prove scritte erano andate male, mi
rimanevano solo le prove orali e, insomma, alla fine sono finita male..., solo che mancava
un bambino per le scuole medie e alla fine hanno scelto me...».
Molto presente in quinta, ma destinato a sparire nelle medie, è il tema di vincere
soldi o trovare oggetti preziosi, che può essere visto come onnipotenza infantile, ma
anche come desiderio di adultità, perché sono i soldi che rendono possibili molti
comportamenti adulti: «trovo un portafoglio pieno di gettoni e di tessere rare...»; «un
camion passa, era pieno di soldi e davanti a casa mia ha un incidente e sono usciti tutti
i soldi, li ho presi tutti e ho comperato una televisione nuova e grande».
In seconda media, il tema più frequente e presente in pari misura sia nelle
femmine che nei maschi è quello di essere attaccati, inseguiti, minacciati. Il
protagonista è in relazione con un nemico e prevale un contenuto persecutorio: «...sogno
persone brutte che mi inseguono e mi sento triste perché mi inseguono senza un
motivo...» (m); «cera un uomo che mi perseguitava, una specie di assassino che
voleva uccidere tutti i ragazzi della mia età» (f).
Per entrambi il pericolo o la minaccia sopraggiungono fuori di casa, in un mondo
estraneo, lontano dal raggio di protezione dei genitori, in luoghi bui come: cantine,
sotterranei, strade di notte. Oppure il pericolo si trova nel bosco, usato proprio come
metafora delluscita dal mondo materno per incontrare quello paterno, sociale. Questa
uscita sembra appunto comportare rischi, insicurezze, difficoltà da superare.
Sempre sottolineando le costanti per maschi e femmine, ci sono alcuni sogni in cui chi
perseguita è il professore nei confronti del quale non si ha alcuna possibilità di fuga:
«...la prof ogni volta che sbagliavo una virgola mi urlava dietro..., si trasforma in un
lupo e mi mangia...» (m); «...il prof diventa un mostro e ci mangia..., anche quelli
delle altre classi...» (f).
Qualche differenza tra maschi e femmine rispetto a questo tema si trova nelle modalità
di contrastare il nemico: nei racconti dei maschi si assiste a numerosi tentativi di
resistere e combattere (nelle guerre); mentre nelle femmine è meno presente la
possibilità di sconfiggere il nemico: infatti la protagonista, quando non muore, può
solo fuggire o interrompere il sogno (che indicherebbe un eccesso di ansia e
unincapacità di risolvere positivamente il sogno).
Una seconda differenza è la presenza, nei racconti delle femmine, del gruppo di
amiche, gruppo che tuttavia non ricopre ancora il ruolo di aiutante. Infatti la struttura
del sogno non si modifica e finisce comunque, anche in presenza delle amiche, con la fuga
o il risveglio. Per trovare il tema del gruppo dei pari come risorsa reale onde affrontare
le difficoltà bisogna arrivare in terza media.
Segue: Nel
sogno le tappe della crescita - 2
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