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è raro oggi abusare delle parole che fanno presa sulla pubblica opinione.
Tanto che si rischia di creare confusione. Fra i termini
"abusati", il perdono sembra di gran moda, mentre a nessuno
sfugge la difficoltà che la sua attuazione comporta.
Il perdono è un dono che viene fatto alle persone riconosciute degne
di rispetto, comprensione, relazione. Non semplice atto, ma processo che
prende l’avvio dall’ascolto dell’altro, della sua voce, della sua
diversità, delle sue peculiarità.
Vi sono situazioni all’interno della famiglia che più di altre
esigono la disponibilità alla riconciliazione. Certi tradimenti, certe
forme di incomprensione, di sottovalutazione, di violenza verbale e
psicologica innalzano barriere che tardano a cadere ostacolando il
dialogo, la mediazione, l’elaborazione dei vissuti dolorosi. Anche le
questioni ereditarie sono spesso causa di dissapori, rancori, odio. Sorge,
allora, la necessità di riconciliare gli animi fra i familiari.
Il denaro è quasi sempre fonte di divisione e rottura dei legami. Chi
fa dell’humor ritiene che le proprietà logorino chi non le possiede:
terreni, case, gioielli o quant’altro mettono a dura prova la
benevolenza fra i parenti. Dio sa quanto bisogno c’è, in simili
occasioni, di andare oltre la quantità degli averi per dare qualità alle
relazioni. Dopo una dura battaglia legale resta l’amarezza di non aver
fatto il possibile per evitarla.
Anche tra genitori e figli, fratelli e sorelle, marito e moglie si
creano momenti di tensione, fatica, incomprensione che richiedono la
capacità di riallacciare i legami che si sono allentati o inaspriti.
Il ritmo e la frenesia della vita quotidiana, fatta di lavoro e impegni
sociali, riducono al minimo le possibilità di confronto e dialogo
pacifici. Ben vengano, quindi, i luoghi di silenzio e raccoglimento,
atteggiamenti indispensabili per riappropriarsi delle energie necessarie
alla serenità dei rapporti.
Riconciliarsi con sé stessi, con la vita e con gli altri non è
operazione indolore. Non lo è nemmeno perdonare le offese, i soprusi, le
indelicatezze. Ma ogni persona, con il suo stesso esistere, è una bella e
unica pagina della vita umana. Sfogliare questo volume è un tale
privilegio che anche la fatica di vivere diventa più accettabile.
Ciascuno è parte dell’altro, ma contemporaneamente è anche una
irripetibilità. Bisognerebbe imparare a guardare l’altro con il
rispetto che esige la creatura fatta a immagine del suo creatore.