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EDITORIALE

Una circolarità benefica

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 4 aprile 2000 - Home Page È dalla famiglia che ciascuno riceve il primo impulso verso gli altri, genitori o fratelli che siano, tanto da divenire l’uno per l’altro artefici del benessere di tutti.

Ogni persona possiede un suo concetto di benessere che approda in uno stile di vita del tutto personale. Sono tanti i modi di concepirlo e viverlo, perché esso è per sua natura un concetto ambiguo. I più superficiali si riferiscono immediatamente al denaro: gode di grande benessere che dispone di grosse somme per sé e per la famiglia. Gli idealisti dicono che il denaro non è tutto e che, anzi, conta poco perché il valore della vita risiede altrove. Gli spiritualisti trovano nella pace evangelica l’impareggiabile "ben stare", che compensa ogni privazione e modera anche la più vistosa abbondanza.

Restringendo la visuale, ci fermiamo sul benessere, sul benestare (con se stessi, con gli altri); sul sentirsi bene e al proprio posto nelle relazioni con gli altri, avere una sana comprensione dei propri e altrui limiti.

Ben-essere, dunque, non equivale soltanto a "ben funzionare" e nemmeno a ottima organizzazione del tempo da destinare alla cura degli altri. I conflitti, la competizione, la contrattazione e la negoziazione sono aspetti costitutivi il benessere, ma ciascuno di questi aspetti è insufficiente a esaurirlo. Certamente, il conflitto esasperato è un ostacolo al buon funzionamento della relazione, tuttavia può essere una risorsa perché induce i duellanti a riflettere sulle proprie posizioni. Una conflittualità manifesta potrebbe giovare alla chiarezza della relazione.

Le divergenze dovrebbero essere discusse, anche platealmente, se occorre; le emozioni intense vanno espresse ai massimi livelli; piangere, ridere, urlare, saltare di gioia, manifestare paura sono comportamenti che non disdicono la persona che sa gestire le emozioni senza soccombervi.

L’attenzione al bello, al cibo, al sano divertimento è tipica delle persone che si vogliono bene e che non trascurano di stare bene insieme anche mentre sono occupate in lavori impegnativi e di responsabilità. Soltanto così viene creato lo spazio necessario all’amore, agli affetti, ai rapporti interpersonali, al potere inteso come capacità di raggiungere gli obiettivi, di motivare le persone a fare le cose con partecipazione.

Attorno al tavolo della rivista abbiamo convocato gli estensori del sesto Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia e altri studiosi che hanno elaborato riflessioni sul tema per trasformarle in idee-forza. Ancora una volta si è portati a concludere che il dare e il ricevere sono una realtà circolare che si protrae nel tempo. Chi crea benessere, ne riceve. Chi riesce a influenzare rimane influenzato.

LA DIREZIONE

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