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persona possiede un suo concetto di benessere che approda in uno stile di
vita del tutto personale. Sono tanti i modi di concepirlo e viverlo,
perché esso è per sua natura un concetto ambiguo. I più superficiali si
riferiscono immediatamente al denaro: gode di grande benessere che dispone
di grosse somme per sé e per la famiglia. Gli idealisti dicono che il
denaro non è tutto e che, anzi, conta poco perché il valore della vita
risiede altrove. Gli spiritualisti trovano nella pace evangelica l’impareggiabile
"ben stare", che compensa ogni privazione e modera anche la più
vistosa abbondanza.
Restringendo la visuale, ci fermiamo sul benessere, sul benestare (con
se stessi, con gli altri); sul sentirsi bene e al proprio posto nelle
relazioni con gli altri, avere una sana comprensione dei propri e altrui
limiti.
Ben-essere, dunque, non equivale soltanto a "ben funzionare"
e nemmeno a ottima organizzazione del tempo da destinare alla cura degli
altri. I conflitti, la competizione, la contrattazione e la negoziazione
sono aspetti costitutivi il benessere, ma ciascuno di questi aspetti è
insufficiente a esaurirlo. Certamente, il conflitto esasperato è un
ostacolo al buon funzionamento della relazione, tuttavia può essere una
risorsa perché induce i duellanti a riflettere sulle proprie posizioni.
Una conflittualità manifesta potrebbe giovare alla chiarezza della
relazione.
Le divergenze dovrebbero essere discusse, anche platealmente, se
occorre; le emozioni intense vanno espresse ai massimi livelli; piangere,
ridere, urlare, saltare di gioia, manifestare paura sono comportamenti che
non disdicono la persona che sa gestire le emozioni senza soccombervi.
L’attenzione al bello, al cibo, al sano divertimento è tipica delle
persone che si vogliono bene e che non trascurano di stare bene insieme
anche mentre sono occupate in lavori impegnativi e di responsabilità.
Soltanto così viene creato lo spazio necessario all’amore, agli
affetti, ai rapporti interpersonali, al potere inteso come capacità di
raggiungere gli obiettivi, di motivare le persone a fare le cose con
partecipazione.
Attorno al tavolo della rivista abbiamo convocato gli estensori del
sesto Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia e altri studiosi che hanno
elaborato riflessioni sul tema per trasformarle in idee-forza. Ancora una
volta si è portati a concludere che il dare e il ricevere sono una
realtà circolare che si protrae nel tempo. Chi crea benessere, ne riceve.
Chi riesce a influenzare rimane influenzato.