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n. 1 GENNAIO-FEBBRAIO 2010 EDITORIALE SERVIZI
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POLITICHE
/ UN NUOVO CORRETTIVO Una città a misura di famiglia Agenzia
per la Famiglia - Comune di Parma Il
Comune di Parma ha istituito un’Agenzia trasversale con il compito di
promuovere il ben-essere delle famiglie. Un primo tentativo in tal senso
coincide con il lancio di un quoziente innovativo che consente di
rimodulare la tariffazione dei servizi comunali e i sistemi contributivi
di sostegno alle famiglie. Il "Quoziente Parma" – parametro di cui si è molto parlato in questi mesi in Italia – si riferisce all’omonima città emiliana: il Comune, infatti, ha messo a punto un quoziente sul quale rimodulare il sistema di tariffazione dei servizi comunali (scuole dell’infanzia, nidi, servizi socio-assistenziali, ecc.) e dei sistemi contributivi di sostegno in una logica "a misura di famiglia", personalizzata "caso per caso" e senza le sperequazioni del sistema a scaglioni. Il sistema di calcolo del "Quoziente Parma" permette di valutare la famiglia secondo quattro criteri: 1) la numerosità dei componenti; 2) la condizione dei figli a carico ed eventuali affidamenti; 3) la situazione lavorativa dei genitori; 4) la presenza di disabilità in famiglia e la specifica tipologia di disabilità. Il modello che sta alla base del "Quoziente Parma" è caratterizzato da un meccanismo di aggiustamento dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), l’indice utilizzato a livello nazionale per la determinazione della situazione reddituale di richiedenti un servizio alle pubbliche amministrazioni.
Dall’Isee al Quoziente Parma Il principio cui si ispira l’Isee – consentire l’accesso ai servizi e alle agevolazioni in base all’effettiva situazione economica del richiedente – è senz’altro valido e universalmente accettato; tuttavia alcuni meccanismi di calcolo, e in particolare la scala di equivalenza, risultano non essere equi e addirittura penalizzanti per le famiglie numerose. L’applicazione del "Quoziente Parma" al sistema tariffario stabilito con il tradizionale sistema di calcolo, determina la riduzione della tariffa normale del singolo servizio erogato dall’amministrazione comunale (calcolata in base all’Isee sostenuto), dando luogo alla nuova "Tariffa Parma" o "Tariffa a misura di famiglia" (che avrà un valore più basso quanto più alto sarà il valore assoluto del "Quoziente Parma"). Il "Quoziente Parma", quindi, in valore percentuale, rappresenta lo sconto da applicare alla tariffa. La tabella 1 individua e riassume i punteggi di riferimento per la funzionalità del "Quoziente Parma", esplicitando puntualmente il rapporto di miglioramento che si realizza rispetto alla pesatura della famiglia già derivante dall’applicazione dell’Isee. Da questa pesatura si determina la riduzione della tariffa, tanto maggiore quanti più saranno i componenti della famiglia e i carichi di cura che essa assorbe. Grazie al QP ogni nucleo familiare potrà beneficiare di tariffe scontate in funzione del suo carico familiare: numero di componenti, condizione dei familiari a carico, presenza di affidamenti, situazione lavorativa dei genitori, presenza di persone con disabilità e tipologia della disabilità (vedi tabella 1). L’applicazione del Quoziente Parma consente di non modificare la struttura dell’Isee, ma riesce a migliorarne gli effetti, realizzando attraverso un modello innovativo, un miglioramento del trattamento della singola famiglia in relazione alle componenti del nucleo familiare e alla situazione del singolo caso.
Un organismo di collegamento La nuova modalità di calcolo matematico supera, inoltre, la parametrazione per scaglioni – come si vede dalla tabella 2, che presenta il caso di una famiglia composta da due genitori lavoratori dipendenti con figli minori a carico – a vantaggio di una curva lineare, più equa e proporzionale (non scaglioni, ma conteggi "caso per caso"; ciascuno con un proprio dato, diverso dagli altri). Con l’Agenzia per la famiglia il Comune di Parma, a partire dal luglio 2007, si è dotato di un organismo interassessorile, per dare avvio ad un governo della città a "misura di famiglia". Le finalità che intende perseguire sono: promuovere il ben-essere della famiglia, far crescere l’associazionismo familiare, lavorare assieme con gli Assessorati e le altre agenzie, in una prospettiva trasversale e sussidiaria, svolgere un ruolo di governance rispetto alle forze sociali ed economiche del territorio. La sperimentazione avviata costituisce un’esperienza innovativa di grande interesse. Obiettivo di primaria importanza è inoltre coordinare e sostenere progetti di rete sussidiari alla famiglia, condivisi e partecipati da più attori sociali (associazioni, istituzioni, cooperative, mondo economico e famiglie), affinché a Parma – con il contributo di tutti – cresca e si consolidi attorno alla famiglia un vero ben-essere, affinché le istituzioni non vengano percepite come un "altro distante", ma come un alleato o un partner con cui gettare solide basi per "essere ed agire". L’Agenzia per la Famiglia diventa dunque laboratorio di nuove politiche, in grado di confrontarsi e di fare squadra con altre città italiane ed europee che vogliano realizzare un welfare che concepisce la famiglia come risorsa e non come problema. Caratterizzata dalla sua trasversalità rispetto alla struttura comunale, opera in modo capillare e sussidiario, stringendo forti legami fra pubblica amministrazione e società civile (tra cui rappresentanti del mondo dell’Università, del non profit e dell’associazionismo). Un lavoro di squadra Tale agenzia ha successivamente coinvolto (con successo) le associazioni familiari a livello locale, riunite nella Consulta, e nazionale, grazie alla collaborazione con il Forum delle associazioni familiari (che raccoglie oltre 50 associazioni italiane), avviando così diversi progetti, di cui alcuni già in essere. Ne citiamo qualcuno a titolo di esempio: la "Parma Family Card", il "Laboratorio Famiglia", il "Network europeo di città della famiglia", e non ultimo il "Quoziente familiare" per l’abbattimento delle tariffe. L’Agenzia per la famiglia si è inoltre dotata della collaborazione di un autorevole e permanente comitato scientifico, che coinvolge diversi docenti universitari ed esperti, attraverso un protocollo strutturato con il Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia, Milano). |
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