La Domenica.

10 luglio 2011

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / A

Your browser doesn't support java1.1 or java is not enabled!

 

  




La Domenica n. 42 del  10 luglio 2011 - Home Page

 




   



 

    

Liturgia della Parola: Is 55,10-11; Sal 64,10-14; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23
  
Ritornello del salmo responsoriale e accompagnamento
    
Proposte per i canti
  

«ECCO, IL SEMINATORE USCÌ A SEMINARE» 

«Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; .... Un’altra parte cadde sul terreno buono».LA profezia di Isaia (I Lettura) ci suggerisce la prospettiva con cui ascoltare il brano di Matteo. La Parola seminata è efficace e non ritorna a Dio senza avere prodotto il suo effetto. Questa è la speranza che anima Gesù quando racconta la parabola del seme (Vangelo).

Nonostante il rifiuto che il suo annuncio incontra, Gesù rimane certo che la parola che il Padre gli ha affidata porterà un frutto sorprendente! Ciò non toglie nulla alla responsabilità che dobbiamo esercitare come ascoltatori. Occorre vigilare per rendere la nostra vita terreno accogliente, rimuovendo tutti gli ostacoli che possono chiudere orecchi e cuore all'ascolto.

Riguardo a queste chiusure Gesù ci chiede di fare attenzione soprattutto a una, la più grave: udire senza comprendere, guardare senza vedere. È l'atteggiamento di chi ascolta, ma senza decidersi per Gesù. Le parabole di Gesù non mirano soltanto alla nostra comprensione, ma alla nostra conversione. Decidendoci per lui, sarà proprio la relazione con la sua persona, il seme efficace a renderci terreno buono, capace di accoglienza.

fr Luca Fallica,
Comunità Santissima Trinità di Dumenza

   
Il 16 luglio a Palmi (Reggio Calabria)
IL CULTO POPOLARE ALLA MADONNA DEL CARMINE

«SUPRA n'artaru c'è na gran Signura, / Madonna di lu Carminu si chiama: / a ccu nci cerca grazzii nci li duna, / a ccu avi lu cori affrittu nci lu sana ! / E jeu, Madonna mia, ti ndi cercu una: / l'anima netta e lu cori chi t'ama!». E in lingua italiana: «Sopra l'altare c'è una gran Signora, / Madonna del Carmine (Ella) si chiama: / a chi Le cerca grazie gliene dona, / a chi ha il cuore afflitto glielo sana! / E io, Madonna mia, te ne cerco una: / l'anima pulita e il cuore che t'ama!».

La statua della Madonna del Carmine di Palmi (RC).

Così i Calabresi si rivolgevano a Maria, quale Madre amorevole. Il Santuario carmelitano di Palmi risale al 1540 e, come tutta la Calabria, vanta un antico rapporto con l'Ordine Carmelitano, perché il culto mariano importato dall'Oriente dai Crociati fu diffuso dai Carmelitani della Regione che aprirono, a partire dal XIII secolo, ben 47 conventi. Il culto a Palmi nei secoli scorsi era ravvivato da grande devozione al punto che la gente "apriva" i bagni di mare il giorno della Madonna del Carmine (16 luglio).

Ma la città di Cilea ha un motivo in più per venerare la Madonna del Carmelo: il 15 novembre di ogni anno ricorre la "memoria del patrocinio della Vergine" . Infatti, dalla fine di ottobre 1894, si verificarono violentissime scosse di terremoto e i fedeli, terrorizzati, ma fiduciosi, organizzarono una processione con la statua della Beata Vergine del Carmelo, ogni giorno fino al 16 novembre, quando lo scisma miracolosamente si fermò.

Filippo Marino (filippo.marino489@alice.it).

Seguiamo i Testimoni luminosi

MADRE STELLA CIVERIATI

Zelo, preghiera e sacrificio contraddistinsero la sua vita.

Fu presto attratta dalla spiritualità della vita consacrata. Nata nel 1904 in Argentina, con la famiglia tornò in Italia (1921), e all'età di sedici anni entrò nell'Istituto delle Suore Benedettine di Voghera (PV), dove studiò, perfezionandosi nella lingua italiana.

L'adorazione per Eucaristia e l'amore per la Sacra Famiglia furono l'anima del suo apostolato. Con il sostegno di don Emilio Scaglia (1886-1956) suor Stella fondò l'Istituto delle Suore Sacramentine Espiatrici di Voghera (1926).

Cristina Santacroce


   


PREGA CON IL VANGELO

Cristo prese la semente… e la gettò nel suo orto, cioè nella Chiesa, che è l'orto ben curato, esteso su tutta la terra per mezzo della predicazione del Vangelo, circondato dalla siepe della disciplina, ripulito dalle erbe cattive grazie al lavoro apostolico, allietato dai frutti dei fedeli: i gigli delle vergini, le rose dei martiri, il verde dei confessori. È un orto che profuma dei fiori dell'eternità.

Pietro Crisologo, Sermone 35. A cura di L. Gambero


   

PREGHIERA DEI FEDELI
(si può adattare)

C - Fratelli, rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio Padre che ci garantisce la potente efficacia della sua Parola nel rispetto della libertà dell'uomo.

Lettore - Preghiamo insieme e diciamo:

Assemblea - Benedici il tuo popolo, Signore.

1. Per il Papa, i Vescovi, e tutta la Chiesa, perché con l'assiduo impegno dell'evangelizzazione, l'ascolto della Parola e la forza dello Spirito rendano al mondo un'autentica testimonianza di fede. Preghiamo.

2. Per ogni comunità cristiana ed ogni famiglia, perché imparino ad ascoltare, leggere ed amare la sacra Scrittura per diventare sempre più terreno buono che accoglie con frutto il seme della Parola di Dio. Preghiamo.

3. Per la pace in tutte le nazioni, in ogni angolo della terra e nel cuore di ogni uomo, perché risuoni dappertutto la Parola del Vangelo portatrice di salvezza e di vita nuova. Preghiamo.

4. Per la nostra comunità, perché il seme della Parola del Signore germogli e fruttifichi e si compia il regno di Dio in mezzo a noi. Preghiamo.

Intenzioni della comunità locale.

C - Sii benedetto, Padre per la tua parola santa che semini tra noi con abbondanza, possa, con la tua benedizione crescere in noi e portare frutti di carità per il tuo amore e per la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.


  

LITURGIA DEL GIORNO

XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

(11-16 luglio) Liturgia delle Ore: III Settimana
   

11 L San Benedetto, abate, patrono d'Europa. Festa (bianco). Gustate e vedete com'è buono il Signore. San Benedetto, con la sua famosa Regola divenuta modello di vita per tutto il monachesimo occidentale, ha realizzato il significato del suo nome: «Renderò grande il tuo nome e sarai per tutti una benedizione» (Ant. d'ingresso). Sant'Olga; San Leonzio. Pr 2,1-9; Sal 33,2-11; Mt 19,27-29.

12 M Voi che cercate Dio, fatevi coraggio. Opp. Non nascondere il tuo volto al tuo servo, Signore. Con la lettura del libro dell'Esodo, che iniziamo da oggi, riviviamo l'epopea della liberazione del popolo di Dio. Il rimprovero di Gesù alle città dove ha operato prodigi deve farci riflettere: i doni del Signore portano frutto in noi? Santi Nabore e Felice; San Giovanni Gualberto. Es 2,1-15; Sal 68,3.14.30-34; Mt 11,20-24.

13 M Misericordioso e pietoso è il Signore. Il mistero di Dio è impenetrabile anche per i più grandi sapienti. Ma si rivela a chi, consapevole della propria piccolezza, accoglie il Figlio. Sant'Enrico (m.f.); Santa Clelia Barbieri; Beato Giacomo da Varazze. Es 3,1-6.9-12; Sal 102,1-4.6-7; Mt 11,25-27.

14 G Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza. Il Signore invita tutta l'umanità sfinita e oppressa: solo in lui, Maestro mansueto e misericordioso, troverà finalmente pace. San Camillo de Lellis (m.f.); Beata Angelina da Montegiove. Es 3,13-20; Sal 104,1.5.8-9.24-27; Mt 11,28-30.

15 V San Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Le nostre comunità cristiane non sempre sono esenti da una certa mentalità farisaica, attenta alle regole più che alle persone, più incline alla condanna che alla misericordia. San Vladimiro di Kiev. Es 11,10 – 12,14; Sal 115,12-13.15-18; Mt 12,1-8.

16 S Il suo amore è per sempre. Due modelli sono messi a confronto nel vangelo: quello dei farisei, che complottano per togliere di mezzo un rabbi per loro fastidioso; quello di Gesù, vero Servo di Dio, che agisce con discrezione e porta speranza ai più derelitti. Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (m.f.); Beata Irmengarda. Es 12,37-42; Sal 135,1.23.24.10-15; Mt 12,14-21.

Agatino Gugliara, ssp

 

[17 D XVI Domenica del T.O. / A (Santa Marcellina; Sant'Alessio) Sap 12,13.16-19; Sal 85,5-6.9-10.15; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43].