15 luglio 2001
XV DOMENICA TEMPO ORD.


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La Domenica n. 41 del 15 luglio 2001 - Home Page

    

Liturgia della Parola: Dt 30,10-14; Sal 18,8-11; Col 1,15-20; Lc 10,25-37
   

DIVENTARE PROSSIMO DELL’ALTRO

IL cammino dell’uomo non è un percorso alla cieca, senza meta. La liturgia oggi ci mostra la premura di Dio nel dare il giusto indirizzo all’itinerario della nostra vita. Si parla di Legge, proprio come di una via per arrivare sicuri al porto, che è la nostra felicità con Dio.

La prima lettura ci propone la conclusione della lunga catechesi sulla Legge di Dio fatta nel libro del Deuteronomio (30,10-14): Dio non tiene nascosta«Invece un Samaritano passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione» (Cf Luca 10,33). all’uomo la sua volontà. Egli ha rivelato la sua parola tramite i profeti, si è fatto vicino con la sua alleanza.

Nel Vangelo (Luca 10,25-37) il buon Samaritano è l’immagine del Figlio di Dio che si fa prossimo, è l’esempio della nuova legge che si basa sull’amore del fratello e non su prescrizioni e decreti. La legge antica non viene annullata, ma raggiunge la pienezza e il compimento nella perfezione dell’amore. Il termine "pienezza" ricorre anche nella seconda lettura (Colossesi 1,15-20), dove l’apostolo Paolo in un inno molto ricco presenta Cristo come immagine di Dio. Egli non è un semplice profeta, ma il Figlio di Dio, che porta a compimento la rivelazione stessa. In Cristo Dio ha posto la pienezza della divinità, perché da lui la vita divina fluisca su tutti gli uomini e sulla Chiesa, di cui egli è il "capo", come in un corpo.

Elide Siviero

    
La Vergine Maria del monte Carmelo

MADRE E SORELLA

I PRIMI eremiti latini che si riunirono in Palestina sul monte Carmelo dedicarono a santa Maria la loro chiesetta e si chiamarono fratelli della beata vergine Maria del monte Carmelo. In Europa ottennero conferma di questa identità spirituale e carismatica (1252 e 1379) e ricevettero da Maria il dono dello Scapolare, grazie al quale compresero più chiaramente come Dio volesse che lei, loro «sorella» nella fede e nell’esperienza del discepolato, fosse modello di vita quotidiana e di contemplazione.

I Carmelitani e le Carmelitane, chiamati a «meditare giorno e notte la Legge del Signore» (Regola, 7), sanno che Maria li precede e li accompagna nel cammino della sequela di Cristo: è «l’ancella» disponibile al compiersi della Parola (Lc 1,38) e in ciò trova la beatitudine (Lc 1,45), custodendo nel cuore tutto ciò che riguarda Gesù (Lc 2,19.51). Ella è radicalmente vergine, perché è libera per Dio, e questi la fa bella: è la «vergine purissima» e il «decoro del Carmelo». La fraternità che la lega alla Famiglia carmelitana è celebrata, dal secolo XIV, sotto il titolo della beata vergine Maria del monte Carmelo, o del Carmine.

La Madonna del Carmelo, Palmi (RC).
La Madonna del Carmelo, Palmi (RC).

Santa Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa, canta a lei così: «Vergine piena di grazia, io so bene che a Nazareth vivesti poveramente, senza chiedere nulla di più: né estasi, né miracoli, né rapimenti abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti. I poveri, gli umili, sono tanti su questa terra; essi possono, senza timore, alzare gli occhi a te. Tu sei l’incomparabile Madre che va con loro per la strada comune, per guidarli al cielo».

Marianerina de Simone

RICORDA IL «PERDONO D’ASSISI»

Dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto è possibile conseguire l’Indulgenza plenaria detta "della Porziuncola" o "Perdono d’Assisi" visitando una chiesa parrocchiale, o francescana, o altre chiese aventi l’indulto, e recitando il Padre nostro e il Credo. Entro i 15 giorni precedenti o seguenti si devono adempiere le tre solite condizioni: Confessione e Comunione sacramentale e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice (un Pater e Ave o altra preghiera a scelta).

   

PREGA CON IL VANGELO

IL DISCEPOLO SA FARSI PROSSIMO

Dio, nostro Padre, quante volte ho pensato all’umanità come a una stoffa intessuta da vari fili: legami di amore, di amicizia, di lavoro, di commercio, di politica, di sport, di vicinato. Oggi mi poni una domanda: Sai davvero farti prossimo? Non è solo un problema sociale. O Spirito Santo, fammi capire le parole di Gesù stesso sulla carità: «Amerai il Signore Dio tuo». «Amerai il prossimo come te stesso». L’amore del prossimo è inseparabile dall’amore di Dio. Splendida è la parabola del Samaritano. Egli supera le barriere di razza, cultura e religione: ama e aiuta. Ben diverso è stato l’atteggiamento del sacerdote e del levita che, pur vicini all’ebreo per razza e per religione, «passano oltre». Fa’ o Signore, che non mi fermi a chiedere chi è il mio prossimo, ma come so farmi prossimo del fratello che incontro.

o.z.

PAROLE DI VITA

XV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

(16 - 21 luglio) Liturgia delle Ore: III settimana
    

16 L Il nostro aiuto è nel nome del Signore. Gesù indica le condizioni per una totale adesione al suo messaggio: accogliere tutti, fare opere di misericordia, avere un amore che non conosce frontiere. Mem. fac. Beata Vergine Maria del monte Carmelo. 
Es 1,8-14.22; Sal 123; Mt 10, 34 - 11,1.

17 M La tua mano, Signore, mi pone al sicuro. Alcune città della Galilea rifiutano la predicazione di Gesù. Su di loro cadrà un giudizio così severo che supererà quello inflitto a Tiro e Sidone, indicate dagli Ebrei come città del peccato. Sant’Alessio;
Santa Marcellina.
Es 2,1-15; Sal 68; Mt 11,20-24.

18 M Benedetto il Signore, salvezza del suo popolo. Gesù benedice il Padre per aver rivelato i misteri divini ai poveri e ai piccoli, perché essi, più che i dotti e i sapienti, sono ben disposti ad accogliere i doni di Dio. Sant’Arnolfo; 
San Federico; Santa Marina.
Es 3,1-6.9-12; Sal 102; Mt 11,25-27.

19 G Il Signore è fedele al suo patto. Gesù chiama a sé quanti sono affaticati e oppressi, cioè coloro che sono senza guida e senza un sostegno sicuro nel loro cammino, assicurando loro il suo aiuto e conforto. Santa Macrina; Sant’Epafra. 
Es 3,13-20; Sal 104; Mt 11,28-30.

20 V Benedetto sei tu, Signore, nostra liberazione. Gesù parla del riposo sabbatico, che da lui non viene abolito, ma solo reinterpretato: le leggi di Dio non costringono l’uomo, ma lo liberano. La Domenica è il nuovo giorno del Signore. Sant’Elia; Sant’Aurelio di Cartagine. Es 11,10 -12,14; Sal 115; Mt 12,1-8.

21 S Eterna è la sua misericordia. Il testo evangelico riporta la profezia di Isaia sulla messianicità di Gesù che non è trionfalismo, ma servizio a favore della giustizia.
Mem. fac. San Lorenzo da Brindisi. Es 12,37-42; Sal 135; Mt 12,14-21.

g.c.