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N. 3 marzo 2004
Benito Spoletini
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MARZO - GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA
L’ACQUA:
bene e diritto dell’umanità Il 2003, anno che le Nazioni Unite
avevano proclamato come Anno dell’acqua, è passato senza che l’umanità
abbia trovato giovamento in esso: alle belle parole e ai buoni propositi
non sono seguiti fatti concreti positivi. CHI DOVEVA accogliere l’invito a non appropriarsi ingiustamente dell’acqua e a far sì che tutti potessero usufruirne - mi riferisco alle Istituzioni, a coloro che governano i popoli – è stato sordo alle esigenze della gente, alle istanze che venivano da più parti. Ed è stato cieco alle conseguenze che la mancanza e/o l’inquinamento dell’acqua porta con sé. Ci si chiede perché oggi, all’inizio del terzo millennio, un miliardo e 700 milioni circa di persone non ha ancora – e lo avrà in futuro? - a disposizione acqua potabile. E come mai ancora oggi sono milioni i bambini che muoiono per malattie legate e conseguenti ad acqua inquinata.
Bene inestimabile "Laudato si’, mi Signore, per sora acqua" cantava san Francesco d’Assisi nel Cantico delle Creature. E Petrarca: "Chiare, fresche e dolci acque". Sarebbe interessante sfogliare qualche antologia o rivisitare la letteratura per immergerci in pagine e versi su questo bene inesauribile che è l’acqua, fonte e culla di vita, sorgente rigeneratrice e purificatrice, alimento indispensabile per ogni essere vivente, considerata dal filosofo Talete (uno dei primi filosofi che la storia ricordi) ‘origine di tutte le cose’. L’acqua copre i 2/3 della superficie del Pianeta. Circonda ed avvolge la terra ferma; ha un percorso ciclico: dal mare (mari/oceani) evapora per diventare nuvola; discende sulla terra sotto forma di precipitazioni: pioggia, neve, grandine, nebbia. E qui scorre sulla superficie terrestre; si infiltra nel sottosuolo ove va ad alimentare le falde sotterranee, arriva quindi ai mari e agli oceani da dove evapora – come evapora attraverso la traspirazione delle piante - per formare le nubi e ricominciare il suo ciclo che si rinnova continuamente. Niente si perde nella natura, tutto si trasforma. Lo avevano ben compreso i filosofi antichi. Ma, nonostante la sua distesa immensa e la sua capacità rigeneratrice e rinnovatrice, non tutti gli uomini possono godere del suo beneficio, del suo dono. E non tutta l’acqua dell’universo è potabile. Lo affermano i dati dell’ONU secondo cui gli esseri viventi ne hanno a disposizione solo lo 0,08% del totale. L’aumento della popolazione con lo scorrere degli anni e dei secoli fa crescere il bisogno di acqua - si calcola che nei prossimi 20 anni aumenterà del 40% – per cui l’umanità si troverà a dover affrontare un problema di enorme importanza: dove reperire l’acqua? Come rendere potabile l’acqua che la stessa umanità ha inquinato con l’uso dissennato di prodotti nocivi, con il non rispetto della natura?
Fonte di vita insostituibile da salvaguardare È dunque un bene per l’umanità. Bene da rispettare, da custodire, da condividere. Ed è un diritto che nessuno può usurpare. L’acqua appartiene a tutti: agli uomini, agli animali, alla terra. Purtroppo non tutti hanno accesso all’acqua, e chi ne ha tanta spesso la spreca e la inquina. Alcuni dati da tenere presenti e che ci aiutano a valorizzare il dono inestimabile dell’acqua sono riportati nelle due tabelle. Secondo i dati del Comitato italiano per l’acqua, la situazione italiana non è rosea. L’acqua è un bene per l’umanità. Ma è anche e soprattutto un suo diritto. Noi, Paesi del Primo Mondo, consideriamo l’acqua un bene largamente disponibile. E ne facciamo un uso indiscriminato, non raramente dissennato. Non pensiamo che l’acqua appartiene a tutti, che ci sono intere popolazioni che per accedere ad essa debbono fare chilometri di strada. Non pensiamo che con la nostra logica del consumismo sprechiamo una quantità enorme di acqua. La inquiniamo attraverso l’uso di cosmetici, di detergenti, di pesticidi. E non pensiamo che, preferendo l’acqua minerale a quella del rubinetto – quando questa è potabile – facciamo gli interessi delle multinazionali che comprano le sorgenti idriche a prezzo irrisorio e vendono l’acqua di sorgente – è proprio acqua di sorgente quella così detta minerale ‘naturale o frizzante che sia? - e la vendono a peso d’oro. Anna Pappalardo
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