N. 3 marzo 2003

Visione dinamica della storia
  
Olinto Crespi

La famiglia, pagina di Vangelo
   Bruno Simonetto

"Non temete"
   Primo Gironi

L’apostolato paolino
   Carla Romano

Un miracolo editoriale e carismatico
   Rosario F. Esposito

A servizio della catechesi 
   Sara Teti

"Andate da Giuseppe"
   Venanzio Floriano

Giovani controcorrente
   Angelo Montonati

Fino all’effusione del sangue
   Anna Pappalardo
   

Storia paolina – La chiesa del "Divin Maestro" ad Alba
   
Mercedes Mastrostefano

Quadrante – E zitte, le donne!
   Beatrice Immediata

Dal mondo dei media
  
Antonio Capano

Famiglia Paolina nel mondo
   
Notiziario

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A cura della Redazione

Un ricordo – Un martire dell’Eucaristia
  
A. Santonocito

Preghiamo per...

Cooperatore Paolino n. 3 marzo 2003 - Copertina

 

IN CAMMINO CON DON GIACOMO ALBERIONE

a cura di OLINTO CRESPI

Visione dinamica della storia
   

"Fare qualcosa per il Signore e per gli uomini del secolo XX" è stata l’aspirazione che impegnò intensamente la vita del Fondatore. Questo portò don Alberione a una larga visione della storia e della vita dell’uomo…

"ESCLUSA la dottrina della Provvidenza, - scriveva don Giacomo Alberione - la vita perde ogni senso e diviene un procedere cieco in balia delle forze fisiche e della malizia umana. Quando invece fede nella Provvidenza è viva, il senso della intera umana è ben definito, elevato, profondo: è Dio tutto conduce e fa convergere, non già un succedersi ed intrecciarsi di passioni ed interessi individuali. insegni bene la storia: al lume della ragione e della fede" (Pensieri, p. 24).

Guardando con fiducia al futuro, aggiungeva:

«Non perdersi d’animo; conservare sempre un sano ottimismo. La storia è maestra della vita, e le nostre passate esperienze ci fanno scuola per il futuro. Perduta battaglia, finché viviamo, vi è tempo a guadagnarne un’altra.

Tutto coopera al bene, quando si ha buona volontà. quello che riuscì bene daremo gloria a Dio, per quello riuscì male ci umilieremo pregheremo per riprendere meglio. Vi è anche un ottimo libro: L’arte di ricavare profitto dalle colpe.

La più terribile tentazione è la disperazione; ma la più comune è la semi-disperazione. La fede è la prima virtù, ma la seconda è la speranza. Onoriamo Dio e rendiamogli frequente omaggio, protestando di credere alla sua bontà. Ad un amico che faceva sue meraviglie a Cesare Cantù come avesse potuto scrivere tanto e così bene, rispose: ‘Perseverando’» (CISP, 1088). riflettendo con senso teologico sulla storia della salvezza, scriveva ancora: "La storia delle nazioni serve al più grande fatto storico, l’Incarnazione: per essa Dio è venuto a prendersi le creature, mettersi loro Capo e introdurle "nel gran giorno" al suo Regno…" (CISP, 27).

Poster ufficiale della beatificazione di don Alberione.

E, riflettendo con senso teologico sulla storia della salvezza, scriveva ancora: 

"La storia delle nazioni serve al più grande fatto storico, l’Incarnazione: per essa Dio è venuto a prendersi le creature, mettersi loro Capo e introdurle "nel gran giorno" al suo Regno…" (CISP, 27).

"Che cosa deve fare la Famiglia Paolina nel suo insieme, nel suo complesso? Manca di fare ciò che ha fatto il Maestro Divino: ‘Fare dei figli di Dio’. Ecco tutto…

Quante volte vi proponete il gran problema: ma… dove cammina, come cammina, verso quale mèta va questa nostra umanità che si rinnova ogni secolo almeno, anche di più, sulla faccia della terra? E l’umanità è come un gran fiume che va a gettarsi nell’eternità. Saran salvi? Saran perduti per sempre? Dedit eos potestatem filios Dei fieri ("Ha dato loro la dignità di diventare figli di Dio") (cfr Gv 1,12)" (Spiegazione delle Costituzioni, 261, 2003).

"Non sarà l’attività che salva il mondo, ma la grazia; non saranno coloro che operano solo esteriormente, ma i santi!" (Ipsum audite, I (1947), p. 27).

"Vi sia la persuasione che in questi apostolati si richiede maggior spirito di sacrificio e pietà più profonda…Salvare, ma prima salvarci! Occorrono dei santi che ci precedano in queste vie non ancora battute e in parte neppure indicate.

Non è affare da dilettanti, ma di veri apostoli. Cercare perciò i lumi necessari presso il tabernacolo; e le grazie di perseveranza per una universale mediazione di Maria Assunta in cielo" (CISP, 807).

"Per la fede vediamo in tutti gli uomini delle anime a cui siamo debitori di verità, di edificazione, di preghiera.

Per la fede si vedono negli uomini dei compagni di viaggio verso l’eternità e se ne deducono i doveri di mutuo aiuto" (Alle Famiglie Paoline, 1954, pp. 25-26).

"Tutti dobbiamo sentire l’umanità, la Chiesa e lo spirito universale di san Paolo…" (CISP, 179).

"Portare al mondo Gesù, Via, Verità e Vita. Non assorbire lo spirito del mondo, ma dare lo spirito di Gesù Cristo" (Prediche del P. M., 1957, p. 40).

"Molte nazioni sono povere perché mancano di Gesù Cristo. Nuove generazioni si affacciano alla vita. Il mondo sarà salvo solo se accoglierà Gesù così com’è" (CISP, 599).

"Tutto sta qui. Vivere Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, e fare la carità del Cristo a quelle popolazioni che ne sono prive e affamate assieme, dando di fatto il Cristo totale: Via, Verità e Vita. Così che i nostri possono dire: "Non abbiamo né oro né argento" (cfr At 3,6); vi diamo invece ciò che abbiamo: Gesù Cristo, la sua dottrina, la sua morale, i mezzi di grazia e di vita soprannaturale" (Apertura della missione paolina in Congo, 1957 - CISP, 862).

Olinto Crespi
   

I lettori ci scrivono

Caro Direttore, sono Mauro della provincia di Rovigo, affezionato lettore della rivista Il Cooperatore Paolino da alcuni anni. Le scrivo perché ho sentito vivo in me il bisogno di complimentarmi per la rinnovata veste editoriale, tutta a colori, che ha assunto la rivista dal mese di Dicembre. È proprio bella!

Devo dirle, in tutta sincerità, che in questi ultimi anni l’ho vista crescere di mese in mese sia a livello di impaginazione che di contenuti. È davvero completa. Si può trovare di tutto: informazione e formazione, con uno stile tipicamente paolino, che è quello della essenzialità.

I contenuti sono chiari e profondi al tempo stesso. Mi piace tanto trovare quasi sempre un articolo o qualche riferimento al vostro Fondatore don Giacomo Alberione, che ho imparato a conoscere e ad amare proprio attraverso le colonne della sua rivista.

Non mancate mai di farcelo conoscere sempre meglio. Voglia estendere i miei complimenti anche ai suoi Redattori

(Mauro, prov. Rovigo).

Accogliamo i Suoi complimenti come incoraggiamento a migliorare sempre più il "Cooperatore" nella forma e nei contenuti, con l’aiuto del Signore e del fondatore della Rivista, don Alberione che la Chiesa venera neo-Beato dal 27 aprile prossimo. Un grazie sincero.

Potete scrivere, indirizzando le vostre lettere, a:
 "I lettori ci scrivono"– Il Cooperatore Paolino – 
Via Alessandro Severo 58 – 00145 Roma, 
oppure via e-mail a: cooperatore@libero.it
o al fax 06.541.74.91