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N. 3 marzo 2003
Carla Romano
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IN
CAMMINO CON DON GIACOMO ALBERIONE Visione dinamica della
storia "Fare qualcosa per il Signore e per gli uomini del secolo XX" è stata l’aspirazione che impegnò intensamente la vita del Fondatore. Questo portò don Alberione a una larga visione della storia e della vita dell’uomo… "ESCLUSA la dottrina della Provvidenza, - scriveva don Giacomo Alberione - la vita perde ogni senso e diviene un procedere cieco in balia delle forze fisiche e della malizia umana. Quando invece fede nella Provvidenza è viva, il senso della intera umana è ben definito, elevato, profondo: è Dio tutto conduce e fa convergere, non già un succedersi ed intrecciarsi di passioni ed interessi individuali. insegni bene la storia: al lume della ragione e della fede" (Pensieri, p. 24). Guardando con fiducia al futuro, aggiungeva: «Non perdersi d’animo; conservare sempre un sano ottimismo. La storia è maestra della vita, e le nostre passate esperienze ci fanno scuola per il futuro. Perduta battaglia, finché viviamo, vi è tempo a guadagnarne un’altra. Tutto coopera al bene, quando si ha buona volontà. quello che riuscì bene daremo gloria a Dio, per quello riuscì male ci umilieremo pregheremo per riprendere meglio. Vi è anche un ottimo libro: L’arte di ricavare profitto dalle colpe. La più terribile tentazione è la disperazione; ma la più comune è la semi-disperazione. La fede è la prima virtù, ma la seconda è la speranza. Onoriamo Dio e rendiamogli frequente omaggio, protestando di credere alla sua bontà. Ad un amico che faceva sue meraviglie a Cesare Cantù come avesse potuto scrivere tanto e così bene, rispose: ‘Perseverando’» (CISP, 1088). riflettendo con senso teologico sulla storia della salvezza, scriveva ancora: "La storia delle nazioni serve al più grande fatto storico, l’Incarnazione: per essa Dio è venuto a prendersi le creature, mettersi loro Capo e introdurle "nel gran giorno" al suo Regno…" (CISP, 27).
E, riflettendo con senso teologico sulla storia della salvezza, scriveva ancora: "La storia delle nazioni serve al più grande fatto storico, l’Incarnazione: per essa Dio è venuto a prendersi le creature, mettersi loro Capo e introdurle "nel gran giorno" al suo Regno…" (CISP, 27). "Che cosa deve fare la Famiglia Paolina nel suo insieme, nel suo complesso? Manca di fare ciò che ha fatto il Maestro Divino: ‘Fare dei figli di Dio’. Ecco tutto… Quante volte vi proponete il gran problema: ma… dove cammina, come cammina, verso quale mèta va questa nostra umanità che si rinnova ogni secolo almeno, anche di più, sulla faccia della terra? E l’umanità è come un gran fiume che va a gettarsi nell’eternità. Saran salvi? Saran perduti per sempre? Dedit eos potestatem filios Dei fieri ("Ha dato loro la dignità di diventare figli di Dio") (cfr Gv 1,12)" (Spiegazione delle Costituzioni, 261, 2003). "Non sarà l’attività che salva il mondo, ma la grazia; non saranno coloro che operano solo esteriormente, ma i santi!" (Ipsum audite, I (1947), p. 27). "Vi sia la persuasione che in questi apostolati si richiede maggior spirito di sacrificio e pietà più profonda…Salvare, ma prima salvarci! Occorrono dei santi che ci precedano in queste vie non ancora battute e in parte neppure indicate. Non è affare da dilettanti, ma di veri apostoli. Cercare perciò i lumi necessari presso il tabernacolo; e le grazie di perseveranza per una universale mediazione di Maria Assunta in cielo" (CISP, 807). "Per la fede vediamo in tutti gli uomini delle anime a cui siamo debitori di verità, di edificazione, di preghiera. Per la fede si vedono negli uomini dei compagni di viaggio verso l’eternità e se ne deducono i doveri di mutuo aiuto" (Alle Famiglie Paoline, 1954, pp. 25-26). "Tutti dobbiamo sentire l’umanità, la Chiesa e lo spirito universale di san Paolo…" (CISP, 179). "Portare al mondo Gesù, Via, Verità e Vita. Non assorbire lo spirito del mondo, ma dare lo spirito di Gesù Cristo" (Prediche del P. M., 1957, p. 40). "Molte nazioni sono povere perché mancano di Gesù Cristo. Nuove generazioni si affacciano alla vita. Il mondo sarà salvo solo se accoglierà Gesù così com’è" (CISP, 599). "Tutto sta qui. Vivere Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, e fare la carità del Cristo a quelle popolazioni che ne sono prive e affamate assieme, dando di fatto il Cristo totale: Via, Verità e Vita. Così che i nostri possono dire: "Non abbiamo né oro né argento" (cfr At 3,6); vi diamo invece ciò che abbiamo: Gesù Cristo, la sua dottrina, la sua morale, i mezzi di grazia e di vita soprannaturale" (Apertura della missione paolina in Congo, 1957 - CISP, 862). Olinto Crespi
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