| Chi ha fondato
lIstituto Santa Famiglia? di ROMANO PAOLO
Tutti sappiamo come don Alberione non
ha visto lo sviluppo dellIstituto "Santa Famiglia", anzi non ha visto
neanche "linizio". Come facciamo a dire che egli sia stato il fondatore?
DON
ALBERIONE ha avuto sempre una particolare attenzione per la famiglia. Il settimanale Famiglia
Cristiana, da lui fondato, ha come scopo primario portare nelle famiglie una visione
cristiana della vita, sullimitazione della Santa Famiglia di Nazareth.
Nel 1958 quando ha dato inizio agli Istituti "Gesù
Sacerdote", "San Gabriele Arcangelo", "Maria SS.ma Annunziata" nel
loro Statuto, che era unico ed è stato approvato dalla Santa Sede nel 1960, negli
articoli 1314 si legge: «Possono pure essere iscritti allAssociazione, come
membri di seconda categoria, quelle persone che sono legate da vincolo matrimoniale, ma
che anelano al raggiungimento della perfezione cristiana, nel modo compatibile al loro
stato.

Sempre numerosi e con tanti bambini i corsi di
esercizi spirituali
per lIstituto che si tengono ogni anno ad Ariccia.
Tali membri dovranno:
a) emettere il voto di castità coniugale, col quale si obbligano con nuovo titolo,
cioè la virtù della religione, ad osservare la castità coniugale;
b) promettere obbedienza ai Superiori dellAssociazione in tutto ciò che è
conforme al presente Statuto e che non contrasta con gli obblighi provenienti dal loro
stato coniugale;
c) promettere di osservare la povertà evangelica
I membri di seconda categoria dovranno osservare il regolamento che il Superiore
Generale della Pia Società San Paolo compilerà per loro».
Da ciò risulta chiaro come sin dal 1960 don Alberione aveva in mente un Istituto per
coniugi che emettessero i voti ed è evidente come questi articoli costituiscono il
germoglio di quel ramo della Famiglia Paolina che negli anni 70 si venne a formare
come "Istituto della Santa Famiglia".

Alcuni membri dellIstituto Santa
Famiglia in Vaticano
durante unudienza pubblica del Santo Padre Giovanni Paolo II.
Era una via nuova, si era prima del Concilio, non era facile dare inizio ad una simile
istituzione. A questo punto è bene citare don Furio Gauss, sacerdote della diocesi di
Trieste, e paolino dellIstituto "Gesù Sacerdote" .
Una testimonianza che viene da lontano nel tempo
«Siamo nel 1971. Al corso di Esercizi Spirituali per gli appartenenti
allIstituto "Gesù Sacerdote" che era in corso a Camaldoli
venne il
Superiore generale don Luigi Zanoni per ricevere le professioni dei sacerdoti e portò con
sé dei fogli dattiloscritti.
Erano lestratto delle rinnovate Costituzioni della Società San Paolo, frutto
anche del Capitolo che si era concluso di recente (la seconda sessione si era conclusa
infatti a fine giugno). Don Zanoni ci portò in estratto gli articoli delle Costituzioni
che riguardavano la Società San Paolo e gli Istituti aggregati. E fu leggendo quegli
articoli che per la prima volta scopersi che esisteva un Istituto Santa Famiglia. Io non
ero da molti anni nellIstituto Gesù Sacerdote e non se ne era mai parlato; non
avevo proprio mai sentito parlare di questo Istituto. E perciò con gli altri confratelli
chiedemmo delle spiegazioni a don Zanoni e a don Stefano Lamera. Essi ci dissero che, in
effetti, in fiducia al Primo Maestro, la Chiesa aveva approvato anche lIstituto
Santa Famiglia con tutta lopera paolina l8 aprile 1960. Fu per me una grande
gioia scoprire una cosa come questa.

Coniugi dellIstituto Santa Famiglia
che emettono i voti secondo il loro stato coniugale.
Sicché tornando a Trieste, nella parrocchia in cui allora mi trovavo cominciai a
parlarne a dei coniugi che conoscevo meglio attraverso la direzione spirituale
E
vidi che il mio entusiasmo conquistava quelle degnissime persone
Mi ripromettevo di
chiedere qualcosa di più per sapere da dove si cominciava, come si faceva.
Loccasione me la diede unobbedienza del mio vescovo che mi mandò nel
novembre del 1971 a Roma per partecipare a un corso di pastorale sui mezzi di
comunicazione sociale
Andai a celebrare nel Santuario Regina degli Apostoli. E fu
lì, nella sagrestia del Santuario, che trovai un po di trambusto perché mi dissero
che nella notte il Primo Maestro era stato molto male. Celebrai la santa messa e poi andai
là... Qualcuno di cui non ricordo il nome mi fece passare nella stanza del Primo Maestro
e mi inginocchiai accanto al suo letto. Io non so dire se ho parlato; a me sembra di
avergli comunicato in silenzio. Suor Giuditta Benzo invece disse che aveva sentito che io
gli stavo raccontando che a Trieste cerano delle coppie disposte ad entrare
nellIstituto Santa Famiglia. Poi andai nella stanza di don Zanoni e gli dissi che io
portavo questa notizia ed ero spiacente di trovarmi in una coincidenza così dolorosa. E
gli chiesi anche con chi mi dovevo mettere in collegamento perché cerano certo
delle altre coppie e degli altri sacerdoti che si interessavano. Don Zanoni mi disse:
"No, non cè nessuno. Queste sono le prime coppie". E aggiunse: "Qui
si sta realizzando veramente il Vangelo: finché il chicco di grano caduto a terra non
muore, la spiga non può crescere". Il giorno dopo don Alberione morì.
Don Zanoni cercò di intuire chi tra i sacerdoti della Società San Paolo si sarebbe
potuto assumere limpegno e ricordo che fece dei nomi.
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Il dottor Bussetti,
medico personale di don Alberione,
mentre emette i voti
nellIstituto Santa Famiglia. |
Lanno della fondazione
Nel gennaio 1972 ci fu un incontro dei sacerdoti delegati
dellIstituto Gesù Sacerdote e don Lamera ci portò a concelebrare al tempio del
Divin Maestro in via Portuense.
Durante la concelebrazione che era presieduta ancora da don Zanoni ci sentimmo dire:
"Cè una grande novità: lIstituto Santa Famiglia è nato in braccio a
voi dellIstituto Gesù Sacerdote. Io vi chiedo di farvene carico, di condurlo nei
suoi primi passi, di farlo crescere". E tutti i confratelli accettarono con
entusiasmo questo impegno.
Poi con don Zanoni e con qualche altro confratello ci recammo nellinfermeria dove
cera suor Giuditta Benzo e lei riprese il discorso dicendo che aveva gioito per
lincontro accanto al capezzale del Primo Maestro e che sapeva bene che si era ai
primi passi e disse che offriva la sua vita per lIstituto che stava nascendo.
Don Zanoni, visto che non cerano altre possibilità, disse a don Lamera:
"Guardi, credo che proprio dovrà occuparsene lei. Dai fatti avvenuti vediamo che il
Signore lo ha messo in mano allIstituto Gesù Sacerdote".

Don Gauss, don Stefano Lamera, che tutti
ricordano con venerazione,
e don Francesco Todaro: tre sacerdoti che hanno dedicato
tutte le loro forze per lIstituto Santa Famiglia.
Nellottobre 1972, nella cappella delle Figlie di San Paolo a Trieste, don Lamera
venne ad accettare le domande di ingresso. Qualche altra la accolse tra i coniugi di
Venezia e della Sardegna.
Sicché nel 1973, il 3 novembre, ci fu possibile ammettere ai primi voti temporanei una
ventina di coniugi. La cerimonia avvenne nella sottocripta del Santuario della Regina
degli Apostoli in via Alessandro Severo». Come la pianta sia poi cresciuta sotto la
sapiente guida di don Lamera Stefano e, soprattutto, con la grazia della Santa Famiglia,
Gesù Maria e Giuseppe, è una storia carismatica tutta particolare che potrà essere
scritta nel futuro. |