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UN RICHIAMO STORICO SUGLI ISTITUTI AGGREGATI
  
   Il Cooperatore Paolino n. 1 gennaio 1999 - Home Page Chi ha fondato l’Istituto Santa Famiglia?

di ROMANO PAOLO

Tutti sappiamo come don Alberione non ha visto lo sviluppo dell’Istituto "Santa Famiglia", anzi non ha visto neanche "l’inizio". Come facciamo a dire che egli sia stato il fondatore?

DON ALBERIONE ha avuto sempre una particolare attenzione per la famiglia. Il settimanale Famiglia Cristiana, da lui fondato, ha come scopo primario portare nelle famiglie una visione cristiana della vita, sull’imitazione della Santa Famiglia di Nazareth.

Nel 1958 quando ha dato inizio agli Istituti "Gesù Sacerdote", "San Gabriele Arcangelo", "Maria SS.ma Annunziata" nel loro Statuto, che era unico ed è stato approvato dalla Santa Sede nel 1960, negli articoli 13–14 si legge: «Possono pure essere iscritti all’Associazione, come membri di seconda categoria, quelle persone che sono legate da vincolo matrimoniale, ma che anelano al raggiungimento della perfezione cristiana, nel modo compatibile al loro stato.

Sempre numerosi e con tanti bambini i corsi di esercizi spirituali per l’Istituto che si tengono ogni anno ad Ariccia.
Sempre numerosi e con tanti bambini i corsi di esercizi spirituali
per l’Istituto che si tengono ogni anno ad Ariccia.

Tali membri dovranno:

a) emettere il voto di castità coniugale, col quale si obbligano con nuovo titolo, cioè la virtù della religione, ad osservare la castità coniugale;

b) promettere obbedienza ai Superiori dell’Associazione in tutto ciò che è conforme al presente Statuto e che non contrasta con gli obblighi provenienti dal loro stato coniugale;

c) promettere di osservare la povertà evangelica…

I membri di seconda categoria dovranno osservare il regolamento che il Superiore Generale della Pia Società San Paolo compilerà per loro».

Da ciò risulta chiaro come sin dal 1960 don Alberione aveva in mente un Istituto per coniugi che emettessero i voti ed è evidente come questi articoli costituiscono il germoglio di quel ramo della Famiglia Paolina che negli anni ’70 si venne a formare come "Istituto della Santa Famiglia".

Alcuni membri dell’Istituto Santa Famiglia in Vaticano durante un’udienza pubblica del Santo Padre Giovanni Paolo II.
Alcuni membri dell’Istituto Santa Famiglia in Vaticano
durante un’udienza pubblica del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Era una via nuova, si era prima del Concilio, non era facile dare inizio ad una simile istituzione. A questo punto è bene citare don Furio Gauss, sacerdote della diocesi di Trieste, e paolino dell’Istituto "Gesù Sacerdote" .

Una testimonianza che viene da lontano nel tempo

«Siamo nel 1971. Al corso di Esercizi Spirituali per gli appartenenti all’Istituto "Gesù Sacerdote" che era in corso a Camaldoli… venne il Superiore generale don Luigi Zanoni per ricevere le professioni dei sacerdoti e portò con sé dei fogli dattiloscritti.

Erano l’estratto delle rinnovate Costituzioni della Società San Paolo, frutto anche del Capitolo che si era concluso di recente (la seconda sessione si era conclusa infatti a fine giugno). Don Zanoni ci portò in estratto gli articoli delle Costituzioni che riguardavano la Società San Paolo e gli Istituti aggregati. E fu leggendo quegli articoli che per la prima volta scopersi che esisteva un Istituto Santa Famiglia. Io non ero da molti anni nell’Istituto Gesù Sacerdote e non se ne era mai parlato; non avevo proprio mai sentito parlare di questo Istituto. E perciò con gli altri confratelli chiedemmo delle spiegazioni a don Zanoni e a don Stefano Lamera. Essi ci dissero che, in effetti, in fiducia al Primo Maestro, la Chiesa aveva approvato anche l’Istituto Santa Famiglia con tutta l’opera paolina l’8 aprile 1960. Fu per me una grande gioia scoprire una cosa come questa.

Coniugi dell’Istituto Santa Famiglia che emettono i voti secondo il loro stato coniugale.
Coniugi dell’Istituto Santa Famiglia che emettono i voti secondo il loro stato coniugale.

Sicché tornando a Trieste, nella parrocchia in cui allora mi trovavo cominciai a parlarne a dei coniugi che conoscevo meglio attraverso la direzione spirituale… E vidi che il mio entusiasmo conquistava quelle degnissime persone… Mi ripromettevo di chiedere qualcosa di più per sapere da dove si cominciava, come si faceva.

L’occasione me la diede un’obbedienza del mio vescovo che mi mandò nel novembre del 1971 a Roma per partecipare a un corso di pastorale sui mezzi di comunicazione sociale… Andai a celebrare nel Santuario Regina degli Apostoli. E fu lì, nella sagrestia del Santuario, che trovai un po’ di trambusto perché mi dissero che nella notte il Primo Maestro era stato molto male. Celebrai la santa messa e poi andai là... Qualcuno di cui non ricordo il nome mi fece passare nella stanza del Primo Maestro e mi inginocchiai accanto al suo letto. Io non so dire se ho parlato; a me sembra di avergli comunicato in silenzio. Suor Giuditta Benzo invece disse che aveva sentito che io gli stavo raccontando che a Trieste c’erano delle coppie disposte ad entrare nell’Istituto Santa Famiglia. Poi andai nella stanza di don Zanoni e gli dissi che io portavo questa notizia ed ero spiacente di trovarmi in una coincidenza così dolorosa. E gli chiesi anche con chi mi dovevo mettere in collegamento perché c’erano certo delle altre coppie e degli altri sacerdoti che si interessavano. Don Zanoni mi disse: "No, non c’è nessuno. Queste sono le prime coppie". E aggiunse: "Qui si sta realizzando veramente il Vangelo: finché il chicco di grano caduto a terra non muore, la spiga non può crescere". Il giorno dopo don Alberione morì.

Don Zanoni cercò di intuire chi tra i sacerdoti della Società San Paolo si sarebbe potuto assumere l’impegno e ricordo che fece dei nomi.

Il dottor Bussetti, medico personale di don Alberione, mentre emette i voti nell’Istituto Santa Famiglia. Il dottor Bussetti,
medico personale di don Alberione,
mentre emette i voti
nell’Istituto Santa Famiglia.

L’anno della fondazione

Nel gennaio 1972 ci fu un incontro dei sacerdoti delegati dell’Istituto Gesù Sacerdote e don Lamera ci portò a concelebrare al tempio del Divin Maestro in via Portuense.

Durante la concelebrazione che era presieduta ancora da don Zanoni ci sentimmo dire: "C’è una grande novità: l’Istituto Santa Famiglia è nato in braccio a voi dell’Istituto Gesù Sacerdote. Io vi chiedo di farvene carico, di condurlo nei suoi primi passi, di farlo crescere". E tutti i confratelli accettarono con entusiasmo questo impegno.

Poi con don Zanoni e con qualche altro confratello ci recammo nell’infermeria dove c’era suor Giuditta Benzo e lei riprese il discorso dicendo che aveva gioito per l’incontro accanto al capezzale del Primo Maestro e che sapeva bene che si era ai primi passi e disse che offriva la sua vita per l’Istituto che stava nascendo.

Don Zanoni, visto che non c’erano altre possibilità, disse a don Lamera: "Guardi, credo che proprio dovrà occuparsene lei. Dai fatti avvenuti vediamo che il Signore lo ha messo in mano all’Istituto Gesù Sacerdote".

Don Gauss, don Stefano Lamera, che tutti ricordano con venerazione, e don Francesco Todaro: tre sacerdoti che hanno dedicato tutte le loro forze per l’Istituto Santa Famiglia.
Don Gauss, don Stefano Lamera, che tutti ricordano con venerazione,
e don Francesco Todaro: tre sacerdoti che hanno dedicato
tutte le loro forze per l’Istituto Santa Famiglia.

Nell’ottobre 1972, nella cappella delle Figlie di San Paolo a Trieste, don Lamera venne ad accettare le domande di ingresso. Qualche altra la accolse tra i coniugi di Venezia e della Sardegna.

Sicché nel 1973, il 3 novembre, ci fu possibile ammettere ai primi voti temporanei una ventina di coniugi. La cerimonia avvenne nella sottocripta del Santuario della Regina degli Apostoli in via Alessandro Severo». Come la pianta sia poi cresciuta sotto la sapiente guida di don Lamera Stefano e, soprattutto, con la grazia della Santa Famiglia, Gesù Maria e Giuseppe, è una storia carismatica tutta particolare che potrà essere scritta nel futuro.

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