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IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI
 

   Il Cooperatore Paolino n. 1 gennaio 1999 - Home Page

Di questo passo...

di ANGELO MONTONATI

Come Cooperatori dobbiamo sentire forte lo stimolo ad operare perché la stampa cattolica arrivi ad illuminare le più svariate situazioni.

GIORNALI, specchio dei tempi? Vero soltanto in parte, perché di solito ci informano sul peggio. Ma comunque utile, perché dalla cronaca vengono gli indizi di quelle che possono poi diventare tendenze.

Da qualche tempo ci stiamo abituando ai colpi di scena. Uno degli ultimi è stato l’arresto del Questore di Milano. Ma a volte ci sono notizie di poche righe, con il titoletto su una colonna, quasi nascoste in un angolo delle pagine, a cui non si dà importanza, e che invece sono cariche di valenze esplosive.

Un esempio: ai primi di novembre, abbiamo appreso che, secondo una decisione del gip di Genova, Enzo Pupa, «non è reato consigliare alle aspiranti attrici di fare l’amore per la carriera». Così sono state archiviate le accuse di induzione alla prostituzione contro Valerio Merola e la sua ex fidanzata, Raffaella Zardo.

Intendiamoci, si è da sempre sussurrato (o almeno pensato) che certe carriere folgoranti nel campo dello spettacolo fossero state propiziate, più che da reali talenti, dall’essere state "carine e disponibili" con questo o quel personaggio influente. Però guai a dirlo, tutte le possibili "indiziate" reagivano con sdegno alla sola ipotesi che la cosa le riguardasse. Tranquille, ora non è più il caso di prendersela: l’essere carine con un produttore o un regista è una strada legittima per far carriera. Ma allora – ci chiediamo – perché non può essere altrettanto legittima per una segretaria che, dimostrandosi "carina" col boss, può aspirare ad un aumento di stipendio o ad un posto di maggiore "responsabilità" nell’azienda? Possiamo immaginare, di questo passo, quale serietà abbiano gli esiti di certi concorsi, soprattutto "interni"...

Il mondo della comunicazione tradisce la sua vocazione di accrescere la libertà delle persone. Notizie di poche righe a volte nascondono posizioni dalla valenza esplosiva.
Il mondo della comunicazione tradisce la sua vocazione di accrescere la libertà delle persone. Notizie di poche righe a volte nascondono posizioni dalla valenza esplosiva.

Cronache di degenerazione morale

Se fossi genitore di una "valletta" televisiva o di una semplice "comparsa" cinematografica, mi allarmerei. Siamo infatti davanti ad un ennesimo aspetto della degenerazione morale che colpisce soprattutto i giovani, come le cronache ci confermano. Un altro esempio macroscopico ci è venuto – ma abbiamo scelto a caso – da una pagina (la 17) del "Corriere della Sera" del 25 novembre scorso, dove si legge che, durante una festa di compleanno, una diciassettenne di Carrara è stata violentata per ore da un gruppo di giovani, «tutti senza precedenti alle spalle», precisa il cronista, «figli di famiglie conosciute, due minorenni e gli altri fra i 18 e i 20 anni». Prima di approfittare della poveretta, l’avrebbero drogata sciogliendo pastiglie di ecstasy in un bicchierino di liquore. Roba da ragazzi cosiddetti "normali"...

Nella stessa pagina, a metà, a sette colonne si titola "Omosessuali, allarme suicidi nelle scuole". In basso, si parla di "Baby schiave costrette a prostituirsi a 12 anni" in quel di Salerno. Al momento in cui scriviamo, non è ancora risolto il "giallo" di Mauro, il dodicenne massacrato in provincia di Frosinone.

Ma non è finita. Una decina di giorni prima abbiamo appreso che un coraggioso sacerdote di Avola (Siracusa) alleandosi con i "pirati" informatici ha scoperto su Internet in due anni ben 2500 siti dei pedofili, riuscendo a distruggere gli archivi fotografici in cui i bambini sono ridotti a schiavi del sesso. E questa è una buona notizia, anche se da un lato ci mostra una tremenda realtà.

Ma viene subito controbilanciata da un’altra: a Bologna, tale William Andraghetti, 39 anni, ha scritto una lettera aperta a Marco Pannella – quello che candidò nelle sue liste radicali prima Tony Negri poi "Cicciolina" – chiedendogli di potersi candidare anch’egli nelle sue liste, oppure come «europarlamentare pedofilo».

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Prepariamoci a difenderci

L’Andraghetti – per la cronaca – nel novembre 1987 finì in galera accusato di violenze sessuali su sei minori e nel ’90 fu condannato a otto anni di carcere. Ne ha trascorsi in cella solo cinque e ora torna alla carica sostenendo che «il diritto di difendere il minore sta sovvertendo ogni altro diritto: bisogna mettere a nudo le violazioni del diritto a esistere come pedofilo». E perché – si potrebbe aggiungere – non le violazioni del "diritto" ad essere ladro, assassino ecc.? Perché potrebbe succedere, col tempo, ciò che è accaduto per l’aborto: da "delitto" qual era e rimane per chi ragioni secondo coscienza e umanità, è diventato un "diritto".

Siamo dunque a questo punto. Come cristiani ne prendiamo atto e ci prepariamo a difenderci. Ma qui ci viene spontanea una domanda: tocca a un parroco lottare – magari "piratescamente" – contro i criminali della pedofilia via Internet, o allo Stato al quale paghiamo fior di tasse perché i nostri figli siano adeguatamente difesi nella loro integrità fisica e morale? Ciò che è riuscito a don Di Noto non dovrebbe essere fatto da quelle forze che dovrebbero essere al servizio del cittadino? E i politici, cosa intendono fare? C’è qualcosa di più serio che organizzare cortei contro i finanziamenti pubblici alla scuola privata, la quale tra l’altro è tra i pochi strumenti educativi in grado di prevenire e contrastare il dilagare di certe mentalità che sono alla base del degrado. Le due domande restano sospese. Ci sarà qualcuno disposto a rispondere?

La preghiera è un mezzo efficace contro ogni tipo di schiavitù.
Tante sono le forme di "schiavitù" oggi.
Molte di esse sono il risultato di una informazione
che evidenzia gli aspetti peggiori della società.
La preghiera è un mezzo efficace contro ogni tipo di schiavitù.

Ma una conclusione più "nostra" si impone. Come Cooperatori Paolini dobbiamo sentire fortissimo lo stimolo ad operare perché la stampa cattolica arrivi ad illuminare quanti più lettori possibili. In questo campo si sta giocando una sfida cruciale, della quale per altro pochi – anche in ambito ecclesiale – sembrano rendersi conto. A noi il compito di favorire quella presa di coscienza senza la quale nessuna efficace reazione è possibile.

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