n. 6 settembre-ottobre 2013

Sommario.

 L'arte della preghiera
di Vincenzo Marras

Un carisma tutto pastorale
di Silvio Sassi

 Il Capitolo generale delle Figlie di San Paolo
a cura delle FSP

 I 130 di Gazzetta d'Alba
di Maria Grazia Olivero

Decreto della Penitenzeria Apostolica circa l'indulgenza per il Centenario
a cura di Alberto Fusi

 Il futuro scaturisce dalle radici
di Filippa Castronovo

 Valore del Carisma pastorale
di Annarita Cipollone

 La Famiglia Paolina nel mondo
a cura della Redazione

Una vita e un cuore di pioniera
di Mercedes Mastrostefano

Non lasciamoci rubare la speranza
di Anna Pappalardo

 Il Concilio ci interroga
di Carlo Cibien

 In ascolto dello Spirito
di Stefano Stimamiglio

 Preghiamo per...
a cura di Luigi Giovannini

 L'inizio di un lungo cammino
a cura di Francesca Baldini


Cooperatore Paolino  n. 3 maggio-giugno 2013

«NON LASCIAMOCI RUBARE LA SPERANZA»

 di ANNA PAPPALARDO, fsp

«Non lasciamoci rubare la speranza»

Lo spirito missionario si coniuga con la vita di tutti i giorni, in un mondo segnato da profonde trasformazioni sociali.

Novente gli eventi si rincorrono, a volte si accavallano, spesso si interrelazionano. Anche nell’ambito religioso/ecclesiale, a cominciare dall’Anno della fede con l’invito a rinvigorire e vivere la propria fede e a testimoniarla nella vita di tutti i giorni. L’Anno della fede, definito “un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo”, ha illuminato e continua a illuminare gli eventi e la vita dei cristiani. Accogliendo la sua luce siamo in grado di comprendere come va vissuta una esistenza permeata dal Vangelo e dai suoi principi, siamo critici rispetto a scelte fatte tenendo in conto soprattutto i propri interessi, e abbiamo il coraggio di denunciare quanto è contrario alla fede che si professa. È stata la Chiesa, nella persona del papa, la prima a illuminare le coscienze, ad avere il coraggio di denunciare quanto non è vissuto e operato secondo i dettami dell’onestà, della giustizia, del rispetto delle persone. Papa Francesco, con tono pacato e illuminato, continua l’opera purificatrice nella Chiesa, a rappacificare le coscienze di uomini e donne, a proclamare il Vangelo dell’amore e della misericordia. La sua elezione ha portato nuova linfa, nuovo entusiasmo, nuovo bisogno di vivere in modo integro il Vangelo. E le folle, che percepiscono il rinnovamento che sta segnando il suo pontificato, accorrono al suo richiamo.

Non si tratta di un fenomeno folcloristico e neppure propagandistico. E’ la risposta a un bisogno interiore; di essenzialità, di verità, di fratellanza, di giustizia, di spiritualità. Abbiamo celebrato la GMG a Rio de Janeiro, in Brasile. Sono stati milioni i giovani ad aver accolto l’invito del papa. Con le sue parole e la gioia di una vita donata attraverso il ministero sacerdotale, IL papa testimonia che vale la pena donare la vita al Signore quando si risponde alla chiamata: “Vieni e seguimi”; “Andate e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19). La GMG ha sempre dato frutti copiosi di conversione, di vocazioni. E ne darà anche quest’anno, perché lo Spirito Santo soffia anche sui giovani d’oggi.

Una spinta missionaria – In ottobre viviamo la Giornata Missionaria Mondiale il cui slogan scelto da Missio, “Sulle strade del mondo”, esprime l’esigenza di coniugare lo spirito missionario con la vita di tutti i giorni, in un mondo segnato da profonde trasformazioni sociali, politiche, economiche e culturali, che sovente calpestano i diritti civili e inviolabili delle persone. C’è bisogno, perciò di chi sappia uscire dal “proprio guscio” e “andare sulle strade del mondo” ad annunciare il Vangelo, illuminare le leggi e i costumi e testimoniare come poter vivere da persone libere, come farsi “povero col povero”, piccolo coi piccoli. Nel messaggio per la Giornata Missionaria papa Francesco mentre sottolinea che la fede è “dono prezioso di Dio”, ricorda che “l’annuncio del Vangelo fa parte dell’essere discepoli di Cristo” e che “la solidità della nostra fede si misura anche dalla capacità di comunicarla ad altri, di diffonderla, di viverla nella carità,di testimoniarla a quanti si incontrano e condividono con noi il cammino della vita”. L’opera missionaria suppone una solida vita interiore perché “senza un rapporto costante con Dio,” la missione diventa un mestiere”: più il cuore batte all’unisono con quello di Cristo, pieno di amore e di misericordia, più il missionario comprende e risponde ai bisogni della gente e più risulta credibile la sua parola e la sua azione.

Luce della fede. – Il 24 novembre termina l’Anno della fede, ma non l’impegno della Chiesa. La fede,che il cristiano e il missionario debbono vivere e trasmettere, è oggetto della “Lumen fidei”, la prima enciclica di papa Francesco, una vera pietra miliare nel panorama teologico e pastorale. Afferma che la fede è un “bene comune” che pone il credente “al servizio concreto della giustizia, del diritto e della pace”. La fede è apertura alle realtà terrene, valorizza la ricchezza delle relazioni umane, illumina il vivere sociale, rende le persone solidali, accoglienti, attente ai bisogni di uomini e donne, infonde coraggio, orienta il senso della vita, invita ad abbracciare la sofferenza del mondo al fine di spargere in essa la luce di Cristo (cfr n 57).

Anna Pappalardo, fsp