n. 3 maggio-giugno 2012

Sommario.

 Costituiti sentinelle del Vangelo
di Vincenzo Marras

 Regina degli Apostoli e degli Apostolati
di Vittorio Stesuri

 San Paolo vivo oggi
di Angelo Colacrai

Scusi, ha detto... "Spiritualità Paolina"?
di Vincenzo Vitale

 Non si può evangelizzare senza comunicare
di Simone Bruno

La bellezza salverà il mondo
di Rosalia Rossetti

 La Famiglia Paolina nel mondo
a cura della Redazione

L'Istituto "Regina degli Apostoli"
di Mercedes Mastrostefano

Regina dal fascino orientale
di Giovanni Serra

  Essere presenza attiva e pensante
di Cristina Beffa

 La nota del silenzio
di M. Joseph Oberto

  Il piglio paolino   
di Francesca Baldini

 Il congresso eucaristico di Dublino
di Anna Pappalardo

 Novità editoriali
a cura di Damiano De Sia

 Preghiamo per...

 Verso il 2014: il Canonico Chiesa
di Mercedes Mastrostefano

Cooperatore Paolino n. 3 maggio-giugno 2012

APPUNTI E MEMORIE

 di MERCEDES MASTROSTEFANO

L'Istituto "Regina degli Apostoli per le vocazioni"

Due Apostoline della prima ora raccontano l'incontro e la frequentazione con il Beato Giacomo Alberione: Madre Teresa Rossi e Suor Maddalena Veran.

Le Suore Apostoline sono state fondate a Castel Gandolfo (RM) dal beato Giacomo Alberione ufficialmente l'8 settembre 1959, con le prime professioni religiose. Nella spiritualità comune a tutta la Famiglia Paolina, "vivere e dare Gesù Cristo Via e Verità e Vita al mondo", vivono la loro missione specifica: pregare e operare per tutte le vocazioni, con particolare attenzione per le vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata. Promuovono nel Popolo di Dio la coscienza vocazionale, annunciando il Vangelo della vocazione. Aiutano in particolare i giovani nel discernimento e accompagnamento delle scelte di vita. Per attuare la loro missione si servono sia dei mezzi di "comunicazione diretta", quali l'ascolto, il dialogo, ecc. , sia dei mezzi dellacomunicazione sociale e multimediale. Sono presenti anche in Brasile e in Polonia.

Sr. Maddalena Verani con il vescovo emerito di Albano mons. Dante Bernini.

"È Dio che conduce, è Dio che provvede"

Madre Teresa Rossi è stata nominata madre generale dal beato G. Alberione nel 1967, incarico che ha ricoperto fino al 1997. Ora risiede a Skierniewice (Polonia), come superiora della comunità. La breve testimonianza che riportiamo è una sintesi dell'Intervista curata da don Vito Spagnolo ssp e pubblicata nel 2002 nel libro "Cose Nuove Cose Antiche", Testimonianze della Famiglia Paolina.

Sr. Teresa, ci condivida qualcosa della sua vita e degli inizi della sua chiamata.

Parecchie di noi Apostoline devono, come me, la loro appartenenza alla Congregazione per l'incontro con il beato Giacomo Alberione. Io lo vidi per la prima volta il 7 dicembre 1962 alle ore 17, mentre in processione portava Gesù Ostia nei viali della "Mostra della Chiesa", un'importante iniziativa da lui fortemente promossa in omaggio al Concilio Vaticano II. La mostra occupava gli spazi dell'allora Fiera di Romacon stand di oltre 400 partecipanti, tra Istituzioni ecclesiali e Istituti Religiosi. E vidi lo stand delle Suore Apostoline, ma non loro.

Intuii la loro missione, davvero nuova per la Chiesa. In seguito fui invitata dalle Suore Apostoline, conosciute nel frattempo, a Torino per un ritiro. Quel giorno, il 17 febbraio 1963, incontrai di persona Don Alberione: un incontro determinante per la mia vita… Il 1° maggio 1963 entrai con gioia tra le Suore Apostoline!

Qualche ricordo su Don Alberione?

I ricordi sono molti… Nel maggio 1969 tornavo da Trani (Bari), dove avevamo allestito una grande Mostra delle Vocazioni. Già nel 1961, su indicazione del Primo Maestro, avevamo iniziato le Mostre vocazionali che sono una bella catechesi vocazionale visualizzata. Avevo viaggiato tutta la notte e al mattino seguente mi aspettava il Primo Maestro. Dopo l'ascolto delle notizie e anche di alcune difficoltà incontrate, mi incoraggiò: «Non preoccuparti se ci sono molte difficoltà, voi lavorate fedelmente, l'esito nel tempo sarà molto buono. Forse fra 30 anni cominceranno a capire!». Io lo guardai senza dire una parola. Don Alberione ci dava molta fiducia e diceva: «L'Istituto è Dio che lo vuole, voi datevi da fare, è Lui che conduce, è Lui che provvede. Quindi: umiltà, fede, fiducia».

Dal 15 dicembre 1970 al 26 novembre 1971, l'ultimo anno della sua vita, sono andata da lui quasi ogni giorno. Appena le energie glielo permettevano, mi chiedeva notizie della salute di ogni suora, postulante e novizia… e ripeteva: «Mi dispiace, io sono vecchio, devo andare»; e ancora:«Hai pagato quel debito? », e poi: «Che programmi avete? Avete lavoro?»; «Ci sono le vocazioni in arrivo?». Concludeva sempre dandomi la benedizione e inviandola a tutte. Questo sino alla fine.

Per quanto riguarda il passato, c'è qualcosa che avrebbe voluto fare diversamente?

Le scelte e le cose che ho fatto, penso che le rifarei ancora oggi, perché sono state pensate e pregate davanti al Tabernacolo, e con le mie sorelle. Beh, l'unica cosa è che se fossi stata più buona e più santa, avrei fatto le cose molto meglio. Però questo mi lascia lo stesso nella pace. Il Signore lo sa, Lui raggiunge le distanze; abbandono tutto a Lui "come un bimbo nelle braccia di suo padre". Se penso ai prodigi che Dio ha compiuto per noi Apostoline…! Sono i prodigi del suo Amore. Se penso alla Provvidenza… l'abbiamo sperimentata e continuiamo a sperimentarla tantissimo! Dovremmo fare un monumento alla Provvidenza… anzi, dobbiamo essere noi un monumento alla Provvidenza!

Madre Teresa Rossi al centro della foto, con le sorelle della comunità di Skierniewice (Polonia).

Chiamatele, chiamatele le vocazioni!

La seguente testimonianza è di sr. Maddalena Verani, già vicaria della Congregazione delle Suore Apostoline, e per molti anni formatrice. È una delle prime sorelle, infatti ha emesso la prima professione religiosa nel 1959. I ricordi che ho di Don Alberione nascono dalla grazia di una lunga frequentazione con lui, che va dalla prima volta che l'ho incontrato nel 1955 fino alla sua morte.

Qualche rapido ricordo.

Un giorno, trovandomi in grande difficoltà, gli ho detto: "Primo Maestro, non so più dove battere la testa!"… e lui mi risponde: "Battila nel Tabernacolo!". "Già - mi son detta – così oltre i guai, mi ritrovo pure la testa rotta…", però la lezione l'avevo capita! Nell'ottobre 1967 il Primo Maestro mi manda a chiamare a Roma. Mi raccomanda alcune cose da tener presenti per la statua in legno della Regina degli Apostoli che stavamo facendo scolpire e poi, prima di congedarmi, mi dice: "Vedi, ho un gran peso sul cuore – e realmente si è portato la mano sul cuore – quello di morire senza vedervi sistemate". Alludeva alla nostra approvazione ecclesiastica, della quale aveva già detto in altra occasione: "Se non vedrò la vostra approvazione prima di passare all'eternità, 'la farò' dal Signore, in Paradiso". E così è stato: la nostra approvazione diocesana porta la data del 26 novembre 1993, giorno anniversario della sua nascita al cielo. Al termine di una delle sue visite, che ci faceva spesso, ci ha lasciato un biglietto con scritto. "Vi ho vedute stanche e affaticate. In questi giorni prendete più carne". Allegate £ 30.000. Un dono piuttosto insolito, poiché Don Alberione ha sempre voluto che imparassimo a guadagnarci la vita con l'apostolato.

L'ultima consegna: chiamatele, chiamatele le vocazioni!

Nella sua ultima visita nella nostra casa di Castel Gandolfo, il 15 dicembre 1970, entrate in chiesa, ci fece salire sul presbiterio e, indicando il Tabernacolo, disse: "Che ci sia sempre il Signore lì, e che possa stare bene qui. Che possa stare bene con voi e voi con lui. Io prego tanto per voi ogni mattina e sempre di più. Chiamatele, chiamatele le vocazioni!". Da quella data in poi (dicembre 1970) siamo andate noi a trovarlo. Quasi sempre bisbigliava poche parole, appena comprensibili, di benedizione, alzando come poteva il braccio con la corona in mano. Ricordo anche il suo volto, che si era come addolcito, e i suoi occhi, che si erano fatti più grandi, quasi vedesse già oltre… Qualche giorno prima della sua morte, non potendo parlare, Don Alberione ha lasciato accanto al suo telefono, scritto da lui, il nostro numero telefonico con la scritta "Le benedizioni – 930356". È stato il suo saluto alle Apostoline, prima di incontrarsi con il Signore Gesù.

Mercedes Mastrostefano