N. 6/12 novembre-dicembre 2011

Sommario.

 Procuratevi buone feste
di Vincenzo Marras

Di decennio in decennio
di Giovanni Battista Perego

  Il cambio delle stagioni
di Beatrice Immediata

 La venerazione delle reliquie
di José Antonio Péres

Sognare i sogni di Dio
di Mauro Ferrero

 Nel solco della pedagogia della pace
di Anna Pappalardo

La Parola di Dio opera meraviglie
di Mercedes Mastrostefano

Poveri anche di diritti
di Angelo Montonati

  Pisa Book Festival   
di Claudia Camicia

 Modelli di comunicazione interculturale
di Anita Leonetti

 La fede oltre la storia
di Sandro De Bonis

 "Famiglia Cristiana" compie 80 anni
di Livia Bianconi

 La Famiglia Paolina nel mondo
a cura della Redazione

 Novità multimediali
a cura della Redazione

 Preghiamo per...

 Il Patto
a cura di Paolo Lanzoni

 Direttore spirituale in Seminario
di Mercedes Mastrostefano

Cooperatore Paolino n. 6/12 novembre-dicembre 2011

EVENTI - XLV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

 di ANNA PAPPALARDO

Nel solco della pedagogia della pace

La Chiesa dedica il 1° gennaio alla giornata di preghiera e di riflessione sulla pace. Tema del Messaggio di quest'anno: "Educare i giovani alla giustizia e alla pace".

Era il 1968 quando, in occasione della I Giornata Mondiale della Pace, Paolo VI si augurò che l'inizio di un nuovo anno «che misura e descrive il cammino della storia umana nel tempo, sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire».

Sono trascorsi 45 anni da quell'anno, che oserei dire profetico; anni segnati da altrettanti messaggi di pace con inviti a viverla e testimoniarla all'interno della famiglia e della società, a impegnarsi perché vengano poste le condizioni per una pace vera e duratura.

Molteplici sono stati gli inviti alla riflessione e alla preghiera sulla pace e il suo ruolo non solo all'interno di famiglie e nazioni, ma anche tra le varie culture e religioni. Ciò nonostante, molti popoli continuano a essere funestati da quei fenomeni che ostacolano la pacifica convivenza e che sono alla radice di ostilità e di guerre: povertà, divario sempre più grande tra ricchi e poveri, non rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo.

Tra questi va raccordato il diritto alla pace, proclamato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 12 novembre 1984: «riconosciuto che ogni Stato ha il sacro dovere di garantire ai popoli una vita pacifica,( l'Assemblea) proclama solennemente che i popoli della Terra hanno un sacro diritto alla pace».

Dove e quando questa pace viene combattuta e calpestata attraverso tirannie, offese alla dignità della persona, rifiuto della libertà in tutti i suoi aspetti e manifestazioni, intervengono le Nazioni Unite attraverso le "missioni di pace" il cui scopo è di aiutare i Paesi colpiti dalla guerra e tenuti in regime di povertà e di mancanza di libertà, a creare condizioni di pace sostenibile, e a diffondere la "cultura della pace".

Stop Violence - Create Peace.

"Stop Violence - Create Peace".

Un bene di tutti e per tutti

«La pace è un valore che non ha frontiere» (messaggio 1986); «è anelito insopprimibile presente nel cuore di ogni persona, al di là delle specifiche differenze storiche e culturali» (messaggio 2006).

La pace è un bene che appartiene all'uomo, che appartiene all'umanità di ieri, di oggi e di sempre. Non è un bene statico, ma dinamico, richiede perciò l'impegno per custodirlo, difenderlo e trasmetterlo. Non è solo assenza di guerra, ma è presenza e rispetto di reciproci diritti e doveri, di valori essenziali per la vita individuale e sociale.

La pace è un valore universalmente riconosciuto, in grado di superare barriere sociali, religiose, politiche ed economiche, nonché ogni pregiudizio ideologico, in modo da evitare situazioni di conflitto tra persone, gruppi, nazioni e credi religiosi.

Il diritto alla pace appartiene al singolo individuo e ai popoli. Richiede la partecipazione attiva di tutti, dei cittadini e dei responsabili della cosa pubblica, della famiglia e dello Stato. Innanzitutto attraverso la promozione e la difesa dei diritti dell'uomo: il rispetto della vita, della verità, della libertà e della giustizia; il considerare gli altri come persone aventi gli stessi propri diritti; il dialogo con tutte le culture e tutte le religioni; l'andare incontro ai poveri e agli indigenti, a quanti vengono sfruttati, a quanti sono vittime di violenza, sia essa fisica o morale.

Tutti anelano alla pace, ma quanti si impegnano veramente perché essa possa brillare nel firmamento umano? Quanti hanno a cuore l'educazione delle giovani generazioni alla pace, non a una pace astratta, ma a quella fatta di gesti quotidiani suggeriti e spinti dall'amore verso tutti gli uomini, a qualunque lingua, cultura o religione appartengano? Quanti educatori – a cominciare dalla famiglia e dalla scuola – si sentono interpellati in prima persona perché, attraverso la formazione e l'esemplarità della loro vita, stimolino a costruire un futuro di pace?

In un graffito, soldati pacifisti.

In un graffito, soldati pacifisti.

Educare alla pace e alla giustizia

L'impegno per l'educazione alla pace, che interpella direttamente quanti sono preposti direttamente al compito formativo: la famiglia e le istituzioni, l'azione politica e religiosa, i media.

I messaggi per la Giornata, pur prendendo in esame aspetti particolari inerenti alla pace, hanno un punto di riferimento costante: la pace nasce e regna nella società se regna nel cuore umano e nella famiglia; l'educazione alla pace è uno degli aspetti importanti dell'azione formativa: "la pace e i giovani camminano insieme" (1985), "la famiglia umana, comunità di pace" (2008), "dalla famiglia nasce la pace per la famiglia umana" (1994), "la donna educatrice di pace" (1995), "un impegno sempre attuale, educare alla pace" (2004).

Nel messaggio del 1 gennaio 2012 "educare i giovani alla giustizia e alla pace" Benedetto XVI sviluppa il rapporto tra giustizia e pace, ne sottolinea l'importanza e il valore formativo. "Giustizia e pace si baceranno" recita un salmo biblico: non c'è pace là dove non si vive secondo giustizia; non c'è giustizia se la pace è intesa esclusivamente come assenza di odi e di guerre.

"Educare alla giustizia e alla pace" è un invito alle presenti generazioni di porre i giovani nelle condizioni di costruire un mondo nuovo, dove ciò che regola il vivere sociale sono i valori fondamentali della persona, l'accettazione dell'altro, la verità e l'amore nelle mutue relazioni, il rispetto della vita e dell'ambiente, la condivisione dei beni, l'aiuto a chi è più debole e/o non è capace di far valere i propri diritti.

Ed è un invito ai giovani perché sappiano accogliere i valori che la scuola, la famiglia, la società e la Chiesa offrono loro, perché si preparino ad essere i costruttori della società del futuro. L'invito del Papa dovrebbe pervadere tutta la società, a partire dai giovani, in un rinnovato impegno e passione a favore della vita, della famiglia, della scienza, della politica e della religione.

La bandiera della Pace decora una carrozzina: pace per le generazioni future!

La bandiera della Pace decora una carrozzina: pace per le generazioni future!

Valori da riscoprire e vivere

Il tema "Educare i giovani alla giustizia e alla pace" preannuncia – come è stato sottolineato nel comunicato stampa "una preziosa tappa del Magistero proposto da Benedetto XVI nei Messaggi per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, iniziato nel segno della verità: «Nella verità la pace» (2006), proseguito con le riflessioni sulla dignità dell'uomo: «Persona umana, cuore della pace» (2007), sulla famiglia umana: «Famiglia umana, comunità di pace» (2008), sulla povertà: «Combattete la povertà, costruire la pace» (2009), sulla custodia del creato: «Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato» (2010) e sulla libertà religiosa: «Libertà religiosa, via per la pace» (2011).

«Educare i giovani alla giustizia e alla pace», significa educarli a quei valori validi oggi e domani , che vanno continuamente riscoperti, accolti e vissuti nella quotidianità di una vita familiare e sociale, basata su relazioni solide e profonde. Sono valori che debbono essere trasmessi alle nuove generazioni, le quali sono invitate a essere "operatori di giustizia e di pace" in un mondo globalizzato, e a costruire la civiltà del futuro su solide fondamenta basate sui diritti dell'uomo, sulla corresponsabilità e la cooperazione, l'impegno e la solidarietà. Nel messaggio per la Giornata della Pace Benedetto XVI richiama un dovere che si impone a quanti amano le sorti della umanità: che la pace regni in tutti gli ambiti e tra tutti i popoli, una pace costruita sui quattro pilastri indicati da Giovanni XXIII nell'Enciclica "Pacem in terris": verità, giustizia, amore e libertà. Educare le nuove generazioni a questi ideali ha come finalità preparare un'era migliore per l'umanità.

Anna Pappalardo