N. 7 luglio - agosto 2010

Sommario.

Maria la primizia delle creature
  
beato Giacomo Alberione

Cinque domande al Papa
  
a cura della Redazione

La bellezza salverà il mondo?
   Beatrice Immediata

Una lettera lunga 50 anni
  
Nazarena De Luca

Videogiochi da leggere
   Claudia Camicia

Guardarsi nello specchio della natura
   Anna Pappalardo

Le Madrine
   Mercedes Mastrostefano

La vita va perdendo sempre più valore
  
Angelo Montonati

A scuola di stampa
   Livia Bianconi

Dalla crisi alla speranza cristiana
   Sandro De Bonis

Raggio di Sole
   Teresa Marcazzan

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
   a cura della Redazione

Preghiamo per...

Nel seminario di Bra
   Mercedes Mastrostefano
   

Cooperatore Paolino n. 7 luglio-agosto 2010 - Copertina

 STORIA PAOLINA

 di MERCEDES MASTROSTEFANO
  

Le madrine
  

Una figura poco ricordata, ma importante agli inizi della Famiglia Paolina era quella delle "madrine".
  

Era molto sentito il bisogno di avere in famiglia un sacerdote o l’opportunità di poter aiutare un giovane a realizzare il suo sogno di diventare sacerdote. Sono parole di persone sensibili e ricche di fede che comprendono il dono di poter dare alla Chiesa un suo ministro.

Pubblichiamo anche alcuni articoli apparsi nell’Unione Cooperatori Buona Stampa (ora "Il Cooperatore Paolino") dei primi mesi del 1926.

"Date alla Chiesa un missionario della buona stampa – Una Madrina ci scrive: "Godo nel leggere il gran bene che si fa in questa Casa, e specialmente la moltiplicazione dei Sacerdoti. Sono una volta più contenta di aver cooperato anch’io, con l’aiuto di Dio, a formare un Sacerdote. Prego il buon Dio a voler prolungare la sua esistenza".

È veramente una grazia inestimabile avere un figlio Sacerdote! Poter dire: Quel Sacerdote che celebra la S. Messa è mio figlio! Mi sono comunicata da mio figlio: Solamente la mamma di un sacerdote può capire che cosa vuol dire: Avere un figlio Sacerdote.

A quanto bene parteciperanno i genitori di un figlio Sacerdote! Avendo dato alla Chiesa un suo Ministro, parteciperanno a tutto il bene che egli farà nell’esercizio del suo Santo Ministero. In Cielo certo avranno un merito e premio speciale.

Il gruppo dei più giovani ad Alba nel 1924.
Il gruppo dei più giovani ad Alba nel 1924.

Noi vorremmo che tutti i nostri Cooperatori e Cooperatrici avessero questo merito, questo premio. Concorriamo quanto possiamo per formare tanti e santi Sacerdoti Apostoli della Buona Stampa. Lo si può con le preghiere, con piccoli sacrifizi offerti al Signore a questo scopo, con offerte per sopperire alle spese della pensione, ecc.

Ringraziamo e preghiamo per tutti coloro che già incominciarono quest’opera santa.

Inviarono per il loro chierico: N.N. L. 100; Sig.ra Trosso M. 252; N.N. 120; N.N. 120; Una Madrina, 200; N.N. 50; N. N. 200; N.N. 480; N.N. 240; N.N., 400.

"Sono i Sacerdoti i divini strumenti dai quali dipende la felicità del mondo; la loro abbondanza è la ricchezza di tutti, la loro insufficienza è la disgrazia delle nazioni". (s. Carlo Borromeo).

"Padrini, madrine, borse, pensioni - Vi sono anche i Padrini e le Madrine degli alunni della Pia Società San Paolo e delle alunne delle Figlie di San Paolo. Essi si adottano un giovanetto o una bambina e ne provvedono il necessario per la pensione, vestiario, libri.

Altri cooperatori preferiscono fare del bene ignorati e lasciano Borse di studio da consegnarsi ai giovani più poveri e di migliori speranze di riuscire nella Pia Società S. Paolo. Una Borsa di Studio è costituita con l’offerta capitale di L. 10.000 (diecimila): si possono però unire parecchie persone assieme per compire la cifra; anzi si potrebbe versare la somma in varie rate per es. di L. 1000 ogni anno. Pensioni: la pensione che si chiede è di L. 30 mensili: si possono anche unire parecchie persone per compire la cifra.

Un apostolo o una missionaria è la più bella eredità che una persona può lasciare dietro a sé, è la più sicura promessa di suffragi".

Irene Dentis, dal 1920 sino alla sua morte nel 1965 fu la madrina per antonomasia.
Irene Dentis, dal 1920 sino alla sua morte nel 1965 fu la madrina per antonomasia.

Irene Dentis: "la madrina" – Proponiamo qui due figure di madrine che si segnalarono in modo particolare per generosità e sensibilità: la prima è la signora Dentis Irene e poi la signora Grimaldi Carolina.

Era chiamata la madrina per antonomasia, perché dal 1920, da quando conobbe la giovanissima Pia Società San Paolo, fino al 16 settembre 1965, giorno della sua piissima morte, Irene Dentis esercitò la sua professione di Madrina delle nostre vocazioni maschili e femminili.

Borse di studio, vestizioni, spese di viaggio di missionari, corredi di chiesa e d’altare, suppellettili per vocazionari, lavori a maglia, biancheria di lino, di cotone, di canapa con rifiniture a giorno trattate con vere "mani di fata" punteggiano di meriti preziosi la lunga giornata della Madrina.

Era nata il 21 novembre 1879 a Bussoleno di Susa dal cav. Antonio e dalla signora Nemo Domenica, che fu tra le prime Cooperatrici della Società San Paolo.

Abilissima nel ricamo, gli utili del suo lavoro furono sempre destinati alla Famiglia Paolina e ai suoi figliocci e figliocce che seguiva dagli anni del ginnasio fino alla vestizione, alla professione, al Sacerdozio e alle terre di Missione.

Il suo primo merito fu l’amore a Gesù Sacramentato. Ebbe la gioia nel lungo periodo che si trovò a Castel di Decima nella casa canonica dei Paolini, di essere la fedele custode della locale chiesetta e ogni giorno poteva trascorrere fino a tre, quattro ore di adorazione e accompagnare i bambini, cui dettava il catechismo, alle visite eucaristiche.

Secondo merito fu la sua povertà. Fu ricca di nascita, di famiglia, di denaro, di casa e di mezzi. Ma tutto spese per il Signore e tutto donò ai servi del Signore. Terziaria francescana vestì degnamente l’abito sul letto di morte e tra le mani strinse il crocifisso di umile metallo che un padre Paolino le aveva dato durante la malattia. "Nella bara non voglio altro che la mia divisa di povera terziaria, la corona e il crocifisso". E spirò tra le due ricorrenze dell’Addolorata e delle stimmate di San Francesco.

Terzo merito: la dedizione totale all’apostolato Paolino mediante una cosciente ed intelligente cooperazione. La "madrina" Irene Dentis è un modello della Cooperatrice Paolina. Tutte le iniziative del Fondatore furono dalla "madrina" accettate, favorite, sostenute con zelo abile e industrioso.

Aveva una saggia frase: "A che servono le corone di fiori, il lusso dei carri di prima classe? Fate in suffragio una borsa di studio per i missionari di San Paolo".

Aveva intessuto una ricca e frequente corrispondenza coi suoi missionari e missionarie paoline sparsi in tutte le nazioni del mondo. Ma in quelle lettere vibrava la parola materna del conforto, dello stimolo, dell’apostolato, della presenza e grazia del Signore e dell’ardore di San Paolo e della Chiesa.

Due biglietti del Fondatore indirizzati a benefattori.
Due biglietti del Fondatore indirizzati a benefattori.

Carolina Grimaldi – Un’altra "madrina", non meno importante, ancora vivente, dolce, generosa e serena con i suoi 98 anni: Carolina Grimaldi. A Catanzaro, ove vive, tutti la conoscono per la sua bontà e generosità. Ella mette in pratica, alla lettera, quanto Gesù dice nel Vangelo: "Tutta la legge si compendia nell’amare il Signore e il prossimo come se stessi".

Le Figlie di San Paolo la ricordano con affettuosa riconoscenza. Per tante aspiranti alla vita religiosa ha contribuito per il corredo, per le vestizioni, per i libri di studio, accessori ecc. E non solo, ha qualche figlioccio tra i membri della Società San Paolo che ha beneficiato del suo aiuto per studiare e arrivare al sacerdozio.

Anche il Seminario Regionale di Catanzaro può contare chierici che hanno potuto realizzare il loro sogno di consacrarsi al Signore per l’aiuto generoso e disinteressato della signora Carolina.

Tanti figliocci e tante figliocce su cui potrà contare per la riconoscenza e la preghiera; usufruire dei loro meriti di apostolato e del tanto bene che compiono spiritualmente e moralmente nel mondo a beneficio degli altri. Carolina è sempre attenta, disponibile; è una mamma che veglia sui figli più deboli, maggiormente bisognosi.

Ci facciamo una domanda: coincidenza? La "madrina" signora Dentis va nella casa del Padre a ricevere il premio della sua bontà e generosità. La Grimaldi, a partire in particolare in quell’anno inizia la sua maternità e sarà la madrina di religiose, religiosi, sacerdoti, poveri, singoli e famiglie.

Sicuramente non è un caso: è il gesto della Divina Provvidenza. Tutti siamo mani e piedi di Dio, del Cristo Maestro Via Verità e Vita dell’umanità: Egli si serve di uomini per aiutare altri uomini.

I nostri vecchi dicevano: "Non muove foglia che Dio non voglia". Sì, Dio permette perché lascia libere le sue creature. Ma chiede a chi e più fortunato, che possiede maggiori ricchezze di farne parte a chi ne ha meno e più ancora a chi non ha nulla o poco. C’è chi non risponde a questo invito e c’è chi risponde generosamente. Lassù, dove tutti arriveremo, avranno il premio adeguato.

Mercedes Mastrostefano