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N. 7 luglio - agosto 2010
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EVENTI - V
GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO
Guardarsi
nello specchio della natura
In tempo di globalizzazione pace tra gli uomini e attenzione per la natura sono ormai realtà interconnesse. La Natura non può essere solo depredata delle ricchezze, va anche custodita. "Custodire il creato per coltivare la pace" non è uno slogan, ma un invito e una necessità. Il messaggio dei vescovi italiani per il 1° settembre in occasione della Giornata per la salvaguardia del creato – in continuità con quello di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace: "Se vuoi coltivare la pace, custodisce il creato" – mette in rilievo il profondo legame che esiste tra la convivenza umana e la custodia della terra, denunciando l’incuria e il non rispetto nei confronti della natura. In un articolo su questa rivista nel dicembre 2009, nel commentare il messaggio della Giornata della pace, mi soffermavo sullo "stretto legame che esiste nel nostro mondo globalizzato e interconnesso tra la salvaguardia del creato e la coltivazione del bene della pace". Legame che sovente viene messo in discussione dallo sfruttamento esagerato delle fonti energetiche, da interventi che manipolano e danneggiano la natura, dal poco rispetto dell’equilibrio naturale del suolo e dei mari, dall’inquinamento atmosferico, da uno sfrenato edonismo e consumismo. Uomo e creato: due realtà interdipendenti, due realtà allo specchio. Se la vita del creato dipende dal suo abitante e interlocutore; la vita dell’uomo è legata strettamente alle condizioni ambientali, atmosferiche, strutturali del suo habitat. Di conseguenza, se il cosmo si presenta all’uomo come dimora e fonte di sostentamento, l’uomo è necessario alla natura per la sua custodia, difesa e conservazione.
Partendo da questa interconnessione la Chiesa è intervenuta in molteplici occasioni per indicare un cammino che tenga presenti e coniughi armonicamente sia la difesa del creato che la centralità dell’uomo. a) Partendo dal principio che per la difesa del creato, la Chiesa sostiene ricorda che l’uomo non è stato creato perché usi in modo indiscriminato l’ambiente in cui gli è dato di vivere e lo distrugga con il suo operato, ma perché lo custodisca e lo migliori. Vanno dunque incoraggiati tutti quegli interventi, personali e di stati, politici e sociali, miranti al miglioramento delle condizioni ambientali e della vita umana, nel rispetto della natura e delle specie viventi. E sono da scoraggiare e respingere tutti quegli interventi suggeriti da edonismo, da depauperamento e sfruttamento indiscriminato delle risorse ambientali e energetiche. b) Partendo dalla centralità e dignità della persona umana, la Chiesa difende il diritto di tutte le persone di ogni età, luogo e condizione, a un ambiente sicuro e salubre, a un cibo adeguato ai bisogni per la nutrizione e il miglioramento della specie. È l’uomo il centro dell’universo; a lui, custode e beneficiario de beni del creato, è affidato il compito di scoprire le ricchezze del suolo e dei mari per trarne gli alimenti necessari per la sussistenza di tutti; a lui è dato il potere di scoprire gli orizzonti sconfinati delle proprie capacità e delle leggi della natura; a lui è data la capacità di allargare gli orizzonti della scienza e della tecnica a beneficio del progresso.
Interdipendenza tra uomo e natura È del 26 ottobre 2004 un compendio, presentato nella sala stampa vaticana, che dedica un capitolo al tema della "salvaguardia dell’ambiente". In esso, mentre si afferma che lo sforzo degli uomini di migliorare le proprie condizioni di vita ‘corrisponde al progetto di Dio’, si sostiene come una corretta conoscenza dell’ambiente non può ridurre la natura a mero oggetto di manipolazione e di sfruttamento. Di conseguenza, definisce deprecabili gli interventi dell’uomo quando danneggiano gli esseri viventi o l’ambiente naturale, mentre li riconosce lodevoli quando si traducono in un loro miglioramento. Nessuno può negare quanto siano interdipendenti l’uomo e il suo habitat; l’uomo e la natura. E come l’uno influisca sull’altro. L’uso indiscriminato di prodotti che inquinano l’atmosfera e le acque, lo sfruttamento eccessivo della terra e delle sue risorse, il disboscamento di foreste, vero polmone per gli esseri viventi, come possono dirsi estranei al cambiamento climatico e a disastri ambientali attuali? Scienziati di tutto il mondo, preoccupati per la situazione che sta degenerando a causa del moltiplicarsi di catastrofi naturali e di interventi umani poco sensibili al rispetto della vita e dell’ambiente, invitano a cambiare rotta, ad abbandonare modelli di vita basati sull’edonismo e sul consumismo, a favore della sobrietà e dell’austerità, valori in linea con l’impegno per la salvaguardia del creato.
Salvaguardia del creato Cambiare mentalità è necessario, comprendere che la salvaguardia del creato è importante, e che è necessario ogni sforzo per avere un comportamento ecologico significativo, l’educazione a una alimentazione sana e a una corretta educazione domestica. Quest’ultima richiede un uso parsimonioso dell’acqua, dell’energia, del riscaldamento, degli elettrodomestici, dei detersivi, dell’automobile, la raccolta differenziata dei rifiuti. In un documento del 2002 sulla salvaguardia del creato, vengono indicate con tre R (riciclare, ridurre, ricordare) le azioni da intraprendere, sia personalmente che comunitariamente (famiglie, gruppi, comunità) per dare il proprio contributo al miglioramento dell’attuale situazione e rapporto uomo-ambiente. Le possiamo sintetizzare così: * è necessario rivedere le abitudini di consumo; cercare beni ecologici tra ditte di detersivi, saponi e detergenti vari; riciclare plastica, carta, vetro e latta e incoraggiare le fabbriche al riciclaggio e al riutilizzo di pezzi o di macchinari ancora in buon uso; * è importante ridurre il consumo di acqua, le emissioni di cloro, fluoro e carburi, la combustione di materiale non riciclabile, il consumo elettrico utilizzando lampade fluorescenti, * ricordare ai governi locali di non sprecare l’energia elettrica e di far uso di sistemi di elettricità efficienti, ed anche l’impegno nella gestione e nel riciclaggio dei rifiuti e l’aggiornamento delle leggi in merito, * ricordare ai governi locali e regionali (oltre al governo nazionale) di salvaguardare i patrimoni naturali come terra, acqua, suolo, foreste, montagne. E di fare leggi atte non solo a far rispettare l’ambiente, ma anche a migliorare il proprio stile di vita.
Importanza di una nuova alleanza In questi ultimi anni stiamo assistendo a un forte degrado ambientale dovuto a colate di cemento per costruzioni abitative non rispettose del territorio, al deviare i corsi d’acqua, a piogge torrenziali, a uno ‘scombussolamento’ climatico che fa scomparire il cadenzare delle stagioni, all’uso in agricoltura di sostanze nocive alla salute, all’uso di sostanze responsabili dell’effetto serra. Ne derivano fenomeni negativi sia sull’habitat che sull’uomo. Tra questi si annoverano: lo sciogliersi delle nevi e dei ghiacciai, smottamenti e slavine, naufragi, movimenti tellurici, incremento di malattie e insorgere di nuove, insicurezza verso il futuro, la lotta contro la fame. Non si può fare a meno di una nuova alleanza tra l’uomo e il proprio habitat, per ridare armonia al loro rapporto, per dare speranza al futuro del creato e della vita umana. Siamo in periodo estivo, tempo di riposo, tempo di viaggi, occasione per visitare luoghi e opere d’arte, al fine di ritemprare le forze fisiche e psicologiche. È bello tuffarsi nel mare e nella contemplazione delle bellezze della natura. E ci lascia sconcertati quando le spiagge, le rive dei fiumi e dei laghi, le strade e i muri presentano i segni del malcostume e del poco rispetto nei confronti di ciò che è pubblico e che pertanto è un bene di tutti. Una domanda è d’obbligo: quale contributo possiamo dare? Essere riconoscenti verso il creato, vedere in esso una traccia di Dio, fare una vera alleanza con il nostro habitat, rispettandolo e conservandolo non "depauperato delle sue risorse" onde consegnarlo integro alle nuove generazioni. Anna Pappalardo |
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