N. 1 gennaio 2010

Sommario.

In cammino verso il 2014
  
a cura della Redazione

Sacerdoti "tridimensionali"
   Eliseo Sgarbossa

Don Alberione scrittore
   Mercedes Mastrostefano

Quel piccolo prete di Ars
  
Beatrice Immediata

Il primo sacerdote paolino
   Eliseo Sgarbossa

Sacerdote affascinato e appassionato
   Mauro Ferrero

Contro la fame: cambia la vita
  
Angelo Montonati

Una testimonianaza a 360°
  
Anna Pappalardo

Dimensione sacerdotale dell’apostolato
   M. Gemma Victorino

Leggo, racconto, scrivo
   Claudia Camicia

Preghiera e vocazioni
   Timotea PeronaAnna Pappalardo

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
   a cura della Redazione

Preghiamo per...

Verso il 2014
   Mercedes Mastrostefano
   

Cooperatore Paolino n. 1 gennaio 2010 - Copertina

 TESTIMONI - IL SANTO PROTETTORE DEI PARROCI

 di BEATRICE IMMEDIATA
  

Quel piccolo prete di Ars
  

Un paesino dimenticato e dimentico di Dio e un piccolo prete poco dotato ma che pregava e confidava in Dio. Ars ben presto divenne il confessionale di Francia e quel curato il patrono di tutti i parroci.
  

Si chiamava Jean-Marie Vianney ed era nato a Dardilly (Francia) nel 1786. Pare che negli studi questo ragazzo collezionasse soltanto insufficienze. Ma c’era un motivo: era entrato troppo tardi in Seminario, a vent’anni. Fin dall’infanzia si era sempre dedicato a pascolare le pecore e a lavorare nei campi… Quindi, mancava di istruzione di base.

Sapeva solo pregare, ed era deciso a diventare sacerdote. Si dice sempre che le vie di Dio non sono le nostre, e bisogna veramente crederci. Infatti, non si sa come, ma, contro le previsioni di tutti, insegnanti e superiori, Vianney superò gli esami: era idoneo per l’Ordinazione sacerdotale!

Si raccontano tanti aneddoti su questo prete considerato «poco dotato», che in futuro sarà il polo di attrazione di cercano una luce la loro vita. Vianney sapeva della scarsa stima per la sua intelligenza che avevano i compagni, e non solo loro; un giorno, rifacendosi alla Bibbia dove, nel Libro dei Giudici, si raccontano le gesta di Sansone, disse frase che è rimasta «Se Sansone, con una mascella d’asino uccise mille Filistei, cosa non farà il Signore con un asino intero»! Naturalmente per l’asino si riferiva a sé. E fu profezia.

Folle incredibili accorrevano a lui nella piccola chiesa di Ars dove era parroco, e ancora vi accorrono dopo 150 anni dalla sua morte. Solo nell’anno 1834, lui vivente, (morì nel 1856), si contarono circa trentamila pellegrini ad Ars; e l’anno dopo, se ne contarono centomila: andavano a confessarsi da lui, semplicemente.

S. Giovanni Maria Vianney.

Ti indicherò la via per il Cielo

Vianney passava le giornate intere in confessionale ad ascoltare le miserie umane; cominciava a confessare verso l’alba, e la chiesa era già gremita di persone che arrivavano anche da molto lontano. Talvolta confessava anche fino a dodici ore al con quel suo fisico malaticcio e denutrito che mal reggeva il tutto. Aveva desiderato di ritirarsi in un posto in disparte per dedicarsi soltanto alla preghiera, e lo chiese più volte al suo Vescovo, ma questi non glielo concesse mai. Era troppo necessario alla sua gente.

Andando ad Ars-sur-Formans, poco lontano dal villaggio, c’è un monumento a Vianney, omaggio degli abitanti del luogo. Il monumento ricorda un episodio raccontato da tutti i biografi del santo e rappresenta il curato che chiede a un pastorello la strada per Ars. Il ragazzo gliela indica e Vianney gli risponde: «Tu mi hai insegnato la via per Ars, io ti indicherò la via per il Cielo».

La sua pastorale fu davvero un indicare incessantemente a tutti i fedeli la via del Cielo. Cominciò con la catechesi ai ragazzi e agli adulti, e poi l’adorazione eucaristica. Lo si trovava sempre in chiesa o in canonica, sempre disponibile per chiunque. E se non c’era, certamente era in giro a trovare la sua gente. In quel tempo, negli anni della rivoluzione francese, c’era tanta miseria e tanto disorientamento nelle coscienze.

La attuale chiesa di Ars costruita per accogliere i fedeli che vengono a venerare le sacre spoglie di s. Giovanni Maria Vianney.
La attuale chiesa di Ars costruita per accogliere i fedeli che vengono a venerare
le sacre spoglie di s. Giovanni Maria Vianney.

Amico dei ricchi per aiutare i suoi poveri

Vianney provvedeva con la preghiera e la penitenza personale e una pastorale che coinvolgeva tutti, ma anche con aiuti concreti. Dove c’era un bisogno, il curato era presente. Era amico anche dei nobili a cui chiedeva aiuto per i suoi poveri. Riuscì a fare dei lavori per rendere più decorosa la chiesa e costruì il campanile di Ars. Un uomo attento a tutto.

Uno dei primi biografi di Vianney, racconta che la gente che accorreva ad Ars, avendo molta stima del Curato, chiedeva qualche cosa di personale a suo ricordo. In effetti, era come chiedere una reliquia. Vianney era molto schivo ma poiché, oltre a essere un uomo di Dio era anche furbo, approfittò della situazione e diede via vecchie sottane, vecchie scarpe, chincaglierìe varie… in cambio di offerte.

Persino il suo letto venne chiesto da una persona devota del paese. Egli acconsentì, a patto che la persona interessata lo prendesse dopo la sua morte. E intanto riceveva l’offerta per quel letto sgangherato, offerta che andava ai suoi poveri e alle varie opere della parrocchia.

La attuale chiesa di Ars costruita per accogliere i fedeli che vengono a venerare le sacre spoglie di s. Giovanni Maria Vianney.

Tanta preghiera... e intelligente carità

Vianney passava ore in chiesa a pregare, anche di notte; infatti, quando si vedeva una lanterna attraversare il giardino della canonica, era il curato che se ne andava in chiesa a pregare. Questo sacerdote che girava per le case a visitare le famiglie dei suoi parrocchiani e conoscerne i bisogni, che in anticipo sui tempi, aprì una scuola gratuita per le ragazze perché venissero istruite come i ragazzi (allora studiavano solo i maschi), che faceva catechesi per istruire le persone nella fede, che si mortificava con digiuni continui… intorno a questo prete si creò un campo di attrazione spirituale.

Aveva il dono della preveggenza, leggeva nelle coscienze e godeva di una autorevolezza indiscussa tra la gente, che lo stimava un uomo di Dio. Anche i sacerdoti del circondario cominciarono a stimarlo e a invitarlo a predicare nelle loro parrocchie.

Un celebre predicatore di Nôtre Dame, che era andato ad Ars apposta per sentirlo predicare, disse: «Vorrei parlare come lui. A Parigi, la gente sale sui confessionali per sentirmi; qui, invece, quest’uomo li fa inginocchiare… davanti al confessionale».

Tutto questo non poteva non suscitare l’ira dello Spirito del male, il demonio, che cominciò a tormentarlo in molti modi: dai rumori assordanti di notte che gli impedivano di dormire fino a bruciargli il letto, e lo scherniva come «mangiapatate». Infatti, Vianney mangiava quasi esclusivamente patate che faceva bollire in grande quantità e poi mangiava in più giorni. A vedere l’unico suo ritratto, con quel fisico minuto e il volto emaciato, non si fatica a credere questo suo risicato menù. Quando vide il suo letto bruciacchiato, Vianney, che non era privo di umorismo, disse: «Il grapin (così chiamava il demonio) non ha potuto prendere l’uccellino e ha dato fuoco alla gabbia…».

In tempi di palese razionalismo quale è la nostra epoca, forse si sorride di fronte ai racconti di incursioni diaboliche nella vita del parroco di Ars. Ognuno è libero di crederci o meno. Ma se si ha l’opportunità di andare in Francia, nel villaggio di Ars, nei pressi di Lione, e visitare la chiesa e la canonica… di fronte alla pentola delle patate vicino al focolare di una cucina poverissima, e il letto bruciacchiato… si rimane perlomeno perplessi.

La attuale chiesa di Ars costruita per accogliere i fedeli che vengono a venerare le sacre spoglie di s. Giovanni Maria Vianney.

Luogo di lavoro: il confessionale

E osservando il confessionale dove Vianney perdonava in nome di Dio i peccati degli uomini del suo tempo, o il piccolo pulpito da dove catechizzava la sua gente, si rimane presi da un che di riverenza di fronte a quanto, di Grazia e di mistero, è avvenuto in quei luoghi. E lo strumento della Grazia è stato proprio quel piccolo prete considerato «poco dotato», secondo i parametri umani.

Non possiamo certo concludere che bisogna essere poco dotati per essere santi! Perché ognuno utilizza i talenti che ha ricevuto e di cui dovrà rendere conto, come la parabola del Vangelo.

Forse Vianney aveva poco, ma «quel poco» è cresciuto a dismisura per la sua grande fede e il suo abbandono alle vie della Provvidenza. E il grande amore alla preghiera, l’attenzione ai bisogni della gente, la consuetudine di vita di unione col suo Signore… hanno reso fecondo il suo Sacerdozio.

Beatrice Immediata