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N. 10 dicembre 2008
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PASTORELLE -
PERIFERIA DI SEOUL
La vita in Cristo
Chi visita per la prima volta la Corea del Sud rimane affascinato dalla sua capitale, Seoul, che abbraccia in armonia l antico e il nuovo. Seoul conta oltre undici milioni di abitanti ed è una metropoli fitta di gente prevalentemente giovane e attivissima, disciplinata, civile, gentile verso gli stranieri, ai quali vengono profusi sorrisi ed inchini garbati. Il Vangelo è giunto in Corea solo due secoli fa, ad opera di alcuni laici coreani che si trovavano in Cina e che, in ricerca della verità, erano giunti a Cristo studiando le religioni. Fuorusciti dalla Cina, hanno portato in Corea la loro fede in Cristo, trasmettendola con fedeltà e a costo della vita. Quella coreana è una Chiesa fondata sul sangue di numerosi martiri. Attualmente i cristiani, di moltissime denominazioni, raggiungono quasi il 40%, dei quali il 14% sono cattolici, i Buddisti sono il 47%, e i Confuciani circa 13%. "Negli ultimi dieci anni la Chiesa cattolica in Corea è passata da meno di tre milioni a oltre cinque milioni di fedeli", racconta il cardinale Nicholas Cheong Jin-suk, dal 1998 arcivescovo di Seoul. "Anche le vocazioni continuano ad essere fiorenti. Ormai siamo il 10 per cento della popolazione, la percentuale più alta in Asia dopo le Filippine e il Vietnam. A Seoul i cattolici siamo il 14 per cento e abbiamo lanciato l’Evangelization Twenty Twenty Movement, con lo scopo di salire al 20 per cento per il 2020. Particolarmente promettente è l’attività missionaria tra i giovani soldati, dove i cattolici nell’ultimo anno hanno raggiunto il 18 per cento".
Così continua l’arcivescovo di Seul, in una intervista rilasciata al quotidiano cattolico Avvenire: "In passato le contraddizioni più gravi della nostra società erano di natura politica ed economica. E il mio predecessore, il cardinale Stephen Kim Sou-hwan, era celebre per il suo parlare alto e chiaro contro la dittatura militare e a favore delle classi più sfruttate. Anche oggi la Chiesa continua a stare dalla parte dei più poveri, dei più deboli. Ma è indubbio che, arrivata la democrazia con un certo benessere, le sfide prioritarie sono diventate altre. Penso alla difesa della vita umana fin dal suo concepimento e alla opposizione netta ad ogni tentativo di manipolazione genetica. Un’altra sfida che la nostra società e la nostra Chiesa si trovano ad affrontare è quella che riguarda la famiglia". La presenza delle Suore Pastorelle Le Pastorelle sono in Corea da 25 anni ed hanno ormai sei comunità apostoliche più la comunità dove ha sede la Delegazione. Recentemente hanno aperto a Mubong-ri un centro di accoglienza e di formazione per gli immigrati, che a Seoul sono moltissimi e provengono dall’America Latina, dall’Africa e dalle aree più povere dell’Asia. Da più di tre anni, nel maggio 2005, le Pastorelle sono state chiamate a svolgere il loro ministero di cura nella nuova Parrocchia dedicata allo Spirito Santo, a Nok Bun Dong, una zona in pieno sviluppo demografico ed economico, ma anche dove la richiesta di entrare nella Chiesa cattolica è in crescita. Il parroco, don Agostino Shim, un biblista e pastoralista sensibile e concreto, conosceva già le Pastorelle perché era stato parroco proprio nella parrocchia di Kirum Dong, dove le Pastorelle avevano aperto la loro prima casa. Nel territorio della parrocchia ci sono circa 62.000 abitanti di cui 4.330 sono cattolici, e più di un centinaio sono i catecumeni che si preparano ad entrare nella Chiesa cattolica. Le Pastorelle hanno cominciato il loro ministero dedicandosi principalmente alla cura della vita di fede. E ormai un gran numero di laici collabora con il parroco e con le Pastorelle per garantire ad ogni gruppo la continuità del cammino iniziato prima del Battesimo.
L’impegno pastorale e catechetico A sr Cristina Lee, superiora della comunità, abbiamo chiesto in che cosa consiste il loro ministero: "Ci dedichiamo al cammino spirituale dell’intera comunità parrocchiale, dalla catechesi alla liturgia, alla carità, ma in particolare le nostre migliori energie sono per i catecumeni adulti, che si preparano al Battesimo, in modo da accompagnarli anche dopo i sacramenti dell’iniziazione cristiana, perché possano entrare nel mistero della vita in Cristo con sempre più consapevolezza e disponibilità. La cosa interessante è che molti degli adulti che chiedono di entrare nella Chiesa cattolica, sono persone colte e con grande sensibilità spirituale, per questo desiderano essere accompagnati personalmente perché il loro cammino di fede progredisca e porti frutti nella società coreana e nella Chiesa"». Sr Cristina si dedica anche alla formazione dei leaders delle comunità di base, dei piccoli gruppi di preghiera e del catechismo agli adulti. Già da molti anni la Chiesa coreana ha fatto la scelta delle comunità di base per avere la possibilità di una relazione più personalizzata con i neobattezzati e per garantire loro uno spazio di vita cristiana non anonimo. Decisiva per il futuro della fede in Corea è infatti la cura degli adulti dopo il Battesimo. Sr Rufina Hong, che conosce bene la musica, si prende cura della formazione degli adolescenti e dei giovani della parrocchia, anch’essi battezzati ma sempre bisognosi di cura spirituale, per aiutarli a crescere nella fede e a vivere pienamente la vita cristiana. «La catechesi agli adolescenti e ai giovani è una vera e propria scuola della fede – ci dice sr Rufina – una scuola di preghiera e di testimonianza cristiana. Come diceva don Alberione, le Pastorelle conquistano il cuore dei giovani con la gioia e il canto, e noi vogliamo mostrare così il volto della Chiesa. Molti sono i giovani universitari che si pongono mille domande e si scontrano con la difficoltà della perseveranza nella fede in un mondo sempre più secolarizzato e globale. Allora occorre far loro gustare, con la conoscenza del cuore, la bellezza della vita cristiana".
Sr Rufina svolge e coordina anche la catechesi nella scuola media e superiore ed ha molte opportunità di rivolgere ai giovani le fondamentali domande sul senso della vita, intesa come chiamata di Cristo all’amore e al servizio». Sr Benedicta Kim, una Junior di II anno, ci racconta: "Un ruolo molto importante nella pastorale lo ricopre l’animazione liturgica e la bellezza delle celebrazioni. Il mio compito principale è proprio insegnare a curare il canto liturgico e la partecipazione attiva dei ministri e dell’assemblea alle celebrazioni. Venendo in chiesa ogni fedele ha con sé non solo il messalino ma anche il libro dei canti, che contiene lo spartito musicale. Il canto liturgico spesso è a più voci. A me sono affidati anche i catecumeni più giovani e sento una grande responsabilità nel doverli preparare al Battesimo, perché non solo comprendano bene i misteri della fede, ma possano anche esercitarsi a vivere la vita nuova che sarà loro donata con il Battesimo». A sr Benedicta è affidato anche il coordinamento della catechesi per i fanciulli e i ragazzi che provengono da famiglie cristiane e hanno già ricevuto il Battesimo. Ogni due settimane le Suore insieme al Parroco e al viceparroco, si trovano insieme per pregare e condividere il cammino della pastorale parrocchiale, per progettare e verificare, per studiare e approfondire i temi inerenti alla formazione dottrinale e spirituale dei laici. Il loro ministero di cura attinge continuamente al soffio creativo dello Spirito Santo, di cui la loro parrocchia non solo è titolare, ma testimonianza visibile della bellezza di una pastorale d’insieme che si lascia guidare dallo Spirito. Giuseppina Alberghina |
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