N. 10 dicembre 2008

Sommario.

Verso il Natale con San Paolo
  
Silvio Sassi

"Siate lieti nel Signore"
  
a cura della Redazione

Paolo sulla via di Damasco
   a cura di Olinto Crespi

Buon Natale
   Beatrice Immediata

La nostra devozione all’Apostolo
  
Domenico Cascasi

La Bibbia nel cuore della storia
   Bruno Simonetto

Paolini da 75 anni
   Andrea Damino

Tra amici
    Mercedes Matrostefano

Le aggressioni ai cristiani
   Angelo Montonati

Le parole del futuro
   Claudia Camicia

Una via per costruire la pace
   Patrizia Pappalardo

La vita in Cristo
   Giuseppina Alberghina

L’impegno dei cristiani
   Sandro De Bonis

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
   a cura della Redazione

Preghiamo per...
   

Cooperatore Paolino n. 10 dicembre 2008 - Copertina

 SINODO - LA PAROLA DI DIO

 di BRUNO SIMONETTO

La Bibbia nel cuore della storia
  

Afferma il Papa: "Dare chiara e condivisa testimonianza di una vita secondo la Parola di Dio diventa indispensabile criterio di verifica della fede e della missione della Chiesa".
  

Inaugurando la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi su "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa", prima nella Basilica di San Paolo fuori le Mura [quando ha commentato nell’Omelia l’immagine biblica della vigna, cara ai Profeti], e poi in apertura dei lavori [quando ha suggerito la meditazione di alcuni versetti del Salmo 118, il più lungo, quello sulla Parola di Dio], Papa Benedetto XVI ha sottolineato come questa Parola sia sempre attuale perché è nella storia umana e la spiega, e perché si tratta dell’unica realtà che conta davvero.

Come dettando il tema delle riflessioni sinodali che ne sarebbero seguite – e quasi anticipando quanto sicuramente ci dirà nella prossima Esortazione Apostolica su questo Sinodo – Papa Benedetto ci ha così avvertiti sulla centralità della Parola, che segna il posto di Dio nella vita e nel cuore di ogni essere umano, non solo dei credenti in Cristo.

Nell’Omelia pronunciata Domenica 26 Ottobre, durante la Concelebrazione eucaristica a conclusione dell’Assemblea sinodale, Papa Benedetto XVI ha intanto riassunto il senso delle riflessioni dei Padri: "Noi tutti, che abbiamo preso parte ai lavori sinodali, portiamo la rinnovata consapevolezza che compito prioritario della Chiesa, all'inizio di questo nuovo millennio, è innanzitutto nutrirsi della Parola di Dio, per rendere efficace l’impegno della nuova evangelizzazione, dell’annuncio nei nostri tempi. Occorre ora che questa esperienza ecclesiale sia recata in ogni Comunità cristiana; è necessario che si comprenda la necessità di tradurre in gesti di amore la Parola ascoltata, perché solo così diviene credibile l’annuncio del Vangelo, nonostante le umane fragilità che segnano le persone. Ciò richiede in primo luogo una conoscenza più intima di Cristo ed un ascolto sempre docile della sua Parola.

La liturgia è il luogo privilegiato della Parola di Dio.
La liturgia è il luogo privilegiato della Parola di Dio.

In quest’Anno Paolino, facendo nostre le parole dell'Apostolo: "Guai a me se non predicassi il Vangelo" (1Cor 9,16), auspico di cuore che in ogni Comunità si avverta con più salda convinzione quest’anelito di Paolo come vocazione al servizio del Vangelo per il mondo. Ricordavo all’inizio dei lavori sinodali l’appello di Gesù: "La messe è molta" (Mt 9,37); appello a cui non dobbiamo mai stancarci di rispondere malgrado le difficoltà che possiamo incontrare. Tanta gente è alla ricerca, talora persino senza rendersene conto, dell’incontro con Cristo e col suo Vangelo; tanti hanno bisogno di ritrovare in Lui il senso della loro vita. Dare chiara e condivisa testimonianza di una vita secondo la Parola di Dio, attestata da Gesù, diventa pertanto indispensabile criterio di verifica della fede e della missione della Chiesa […]".

Le 55 "Proposizioni" affidate al Papa

Il complesso lavoro dei Padri Sinodali è stato raccolto in un Elenco Finale di 55 Proposizioni che costituiscono il materiale di riflessione assembleare affidato ora al Santo Padre che ne farà tesoro elaborando la relativa Esortazione Apostolica post-sinodale che indirizzerà a tutta la Chiesa.

Le Proposizioni mettono in rilievo elementi significativi di ordine generale e puntualizzano – nelle tre parti che le compongono – aspetti particolari della fede, vita e missione della Chiesa in relazione alla Parola di Dio.

Innanzitutto i destinatari: sono tutti i singoli fedeli, poiché "ognuno è invitato ad avere una copia della Bibbia".

Quindi gli interpreti della Bibbia, in particolare gli esegeti. "L'esegeta – scrive L’Osservatore Romano del 22 Ottobre, presentandole – deve tener conto, come teologo, che la Parola ha una dimensione ulteriore che non può essere esaurita con la mera ricerca filologica, storico-critica, ma esige un altro itinerario, un altro metodo, un altro approccio che è nello spirito di Dio, cioè l'approccio teologico in senso stretto". La lettura teologica della Bibbia fonde insieme queste due dimensioni.

Sono poi stati esaminati alcuni significativi "orizzonti", come li ha presentati l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del "Pontificio Consiglio per la Cultura" e Presidente della "Commissione per il Messaggio del Sinodo", parlandone con i giornalisti.

"Quello della Liturgia è il luogo privilegiato in cui far risuonare la Bibbia a partire sempre dall’Omelia. Non deve esserci un divario tra la forza della Parola e l’abitudine all’ascolto dell’Omelia", continua la sintesi che L’Osservatore Romano fa delle Proposizioni.

Altro orizzonte considerato è l’Ecumenismo: "Effettivamente Protestanti e Ortodossi si ritrovano con una unità reale, anche se non piena, già attorno alla Bibbia".

Le Proposizioni parlano anche dei Cristiani "non evangelizzati", "cioè i battezzati che hanno perso ormai non solo le loro radici cristiane, ma anche qualche componente che possa arricchire la loro esistenza".

È stato proposto poi l'orizzonte dei laici in senso tecnico, cioè di coloro che non sono credenti. L'auspicio è che la Bibbia sia anche il grande testo della cultura laica.

La famiglia che ha come fondamento la Parola di Dio assicura stabilità, armonia e benedizione del Signore.
La famiglia che ha come fondamento la Parola di Dio assicura stabilità, armonia e benedizione del Signore.

Infine, è stato affrontato l'orizzonte della comunicazione, in questi termini: "Il Sinodo sottolinea l’importanza dei mezzi e dei linguaggi della comunicazione per l’evangelizzazione. L’annuncio della Buona Notizia trova nuova ampiezza nella comunicazione odierna caratterizzata dall’intermedialità.

La Chiesa è chiamata non solo a diffondere la Parola di Dio attraverso i media, ma anche e soprattutto a integrare il messaggio della salvezza nella nuova cultura che la comunicazione crea e amplifica.

Il nuovo contesto comunicativo ci consente di moltiplicare i modi di proclamazione e di approfondimento della Sacra Scrittura. Questa, con la sua ricchezza, esige di poter raggiungere tutte le Comunità, arrivando ai lontani anche attraverso questi nuovi strumenti. Si raccomanda di conoscere bene i mezzi di comunicazione, di accompagnare il loro veloce cambiamento e di investire di più nella comunicazione attraverso i differenti strumenti che sono offerti quali la televisione, la radio, i giornali, internet… Sono, in ogni caso, forme che possono facilitare l’esercizio dell’ascolto obbediente della Parola di Dio. È necessario preparare Cattolici, convinti e competenti, nel campo della comunicazione sociale" [Proposizione 44].

Schema delle "Proposizioni"

Ma ecco, in sintesi, lo schema delle 55 Proposizioni che si possono suddividere in tre parti, oltre alla Introduzione [nelle prime due] nelle quali si chiede che il Papa tenga conto – nella redazione del Documento finale che raccoglierà i risultati della XII Assemblea sinodale dei Vescovi di tutto il mondo – delle diverse proposte, così come dei Documenti elaborati durante la preparazione e la celebrazione del Sinodo.

1 La prima parte della lista completa di Proposizioni, dal titolo "La Parola di Dio nella fede della Chiesa" [Proposizioni 3-13], avanza delle proposte affinché le Comunità cattoliche comprendano e vivano meglio la loro relazione profonda con la Parola, Gesù Cristo, che è possibile incontrare nella lettura e meditazione delle Scritture. Viene poi sottolineato il ruolo dello Spirito Santo, della Chiesa e della Tradizione, così come il suo intimo legame con l’Eucaristia. Tre Proposizioni presentano la Parola di Dio come Parola di riconciliazione, Parola di impegno a favore dei poveri, e fondamento della legge naturale. Queste proposizioni analizzano anche la relazione inscindibile tra l’Antico e il Nuovo Testamento.

2 La seconda parte del Documento [Proposizioni 14-37] affronta il tema "La Parola di Dio nella vita della Chiesa". In essa, tra le altre cose, si offrono suggerimenti concreti per migliorare le Omelie, si chiede di rivedere il "Lezionario" – la selezione delle Letture bibliche utilizzate nella Liturgia – si promuove la "Lectio divina" [intesa come "lettura orante della Scrittura"] e si chiede di aprire il ministero del Lettorato anche alle donne, "in modo che nella Comunità cristiana sia riconosciuto il loro ruolo di annunciatrici della Parola".

In questa parte si chiede anche di superare il dualismo tra esegeti e teologi, così come tra esegeti e pastori, riconoscendo a ciascuno un compito insostituibile.

La Proposizione numero 37 contiene un dato di portata storica, poiché accoglie il contributo al Sinodo del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, che è intervenuto di fronte a un Sinodo mondiale cattolico. Per la prima volta, quindi, il Magistero di un Patriarca Ortodosso potrebbe passare a fare parte del Magistero ordinario del Papa.

Il sacerdote, ministro della Parola, educa alla vita le nuove generazioni.
Il sacerdote, ministro della Parola, educa alla vita le nuove generazioni.

3 Nella terza parte su "La Parola di Dio nella missione della Chiesa" [Proposizioni 38-54], si parla del rapporto tra la Parola da una parte e l’arte e la cultura dall’altra, così come della traduzione e diffusione della Bibbia. Gli altri temi affrontati riguardano la trasmissione della Parola attraverso i mezzi di comunicazione sociale, così come la questione della lettura fondamentalista della Bibbia e il preoccupante fenomeno delle sètte.

Inoltre, si parla del dialogo interreligioso, della promozione dei Pellegrinaggi e studi in Terra Santa, del "quinto Vangelo", del dialogo con Ebrei e Musulmani, e del rapporto tra la Parola e la salvaguardia del Creato.

L’elenco si chiude con la Proposizione 55, dedicata alla Vergine Maria, modello di fede del credente, contenente un invito a promuovere la preghiera dell’Angelus e del Rosario e a contemplare la Parola con gli occhi della Madre di Cristo.

Ed è proprio con questa Proposizione conclusiva che terminiamo la nostra prima riflessione sull’Assemblea sinodale celebrata: "Il Sinodo, che intende anzitutto rinnovare la fede della Chiesa nella Parola di Dio, guarda a Maria, la Vergine Madre del Verbo Incarnato, che con il suo alla Parola d’Alleanza e alla sua missione, compie perfettamente la vocazione divina dell’umanità. I Padri sinodali suggeriscono di diffondere tra i fedeli la preghiera dell’Angelus, memoria quotidiana del Verbo Incarnato, e del Rosario.

La Chiesa del Nuovo Testamento vive là dove la Parola incarnata viene accolta, amata e servita in piena disponibilità allo Spirito Santo. La fede di Maria si sviluppa poi nell’amore con cui ella accompagna la crescita e la missione del Verbo Incarnato. Sotto la Croce del Figlio la fede e l’amore diventano la speranza con cui Maria accetta di diventare la Madre del discepolo amato e dell’umanità redenta.

L’attenzione devota e amorosa alla figura di Maria come modello e archetipo della fede della Chiesa, è di importanza capitale per operare anche oggi un concreto cambiamento di paradigma nel rapporto della Chiesa con la Parola, tanto nell’atteggiamento di ascolto orante quanto nella generosità dell’impegno per la missione e l’annuncio.

I Padri sinodali, uniti al Santo Padre nella preghiera perché il Sinodo "possa portare frutti di autentico rinnovamento in ogni Comunità cristiana" [Benedetto XVI, Angelus a Pompei, 19 Ottobre 2008], invitano pastori e fedeli a rivolgere lo sguardo a Maria e a domandare allo Spirito Santo la grazia di una fede viva nella Parola di Dio fatta carne".

Bruno Simonetto