N. 7 luglio-agosto 2008

Sommario.

Cooperatore: i requisiti della qualifica
  
Alessandro Castegnaro

L’Apostolo ideale
  
a cura della Redazione

"L’interprete più fedele..."
   a cura di Olinto Crespi

Le dieci cose che stanno a cuore a Papa Benedetto XVI
   Bruno Simonetto

Innamorarsi d’estate
    Beatrice Immediata

Maria ai piedi della croce
  
Antonio Girlanda

Nuovo periodico paolino
   Giovanni Serra

Il grande Papa del Concilio Vaticano II
   Angelo Montonati

Giacomo Alberione alle elementari
    Mercedes Matrostefano

La dignità della donna nella Chiesa
   Anna Pappalardo

Lo stile paolino nella comunicazione
   Claudia Camicia

Gli Istituti paolini di vita secolare nell’insegnamento di Don Alberione
   Angelo De Simone
   

Nuove realtà di comunicazione
   Claudia Camicia

Convegno nazionale dei Cooperatori Paolini
   Programma

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
   a cura della Redazione

Preghiamo per...
   

Cooperatore Paolino n. 7 luglio-agosto 2008 - Copertina

 CONOSCIAMO SAN PAOLO - LETTERA AI CORINZI (2)

 a cura della REDAZIONE 

L’APOSTOLO IDEALE
  

La lettera, "scritta tra molte lacrime", evidenzia la piena configurazione di Paolo a Cristo nella persecuzione subita dai suoi avversari, facendone una esperienza esemplare.
  

Il logo dell'Anno a "San Paolo" per la Famiglia Paolina.Nei 13 capitoli che compongono la seconda lettera di Paolo ai Corinzi è tratteggiata l’identità dell’apostolo di ogni tempo e viene presentata la sua missione nei confronti delle comunità a cui egli è inviato. Paolo ha potuto scrivere questa lettera perché egli, per primo, ha incarnato l’ideale dell’apostolo e per primo ha sperimentato le difficoltà, le crisi, le gioie e le delusioni della missione.

Il contenuto detta lettera. I capitoli 1-7 descrivono la figura del vero apostolo, come è delineata nel Vangelo e come appare dalla testimonianza di Gesù, l’apostolo del Padre. All’origine della missione dell’apostolo vi è la chiamata da parte del Signore Gesù (Paolo ama definirsi "apostolo di Gesù Cristo"). È una chiamata che rende l’apostolo obbediente alla Parola che annuncia e fedele al suo Signore che lo invia. Per questo sono frequenti in Paolo le espressioni "in Cristo" e "con Cristo", mediante le quali egli sottolinea la sua piena comunione con il Signore e la piena condivisione della sua stessa sorte (persecuzione, incomprensione, rifiuto, avversione). In questi capitoli, infatti, Paolo si sofferma spesso sulle vicende dolorose che hanno caratterizzato la sua missione, fino a definire questa lettera come "la lettera scritta tra molte lacrime" (1,24) e come quella in cui pone in evidenza la sua piena configurazione a Cristo nella persecuzione e nel rifiuto subìti a causa dei molti.

I capitoli 8-9 contengono una stupenda pagina di comunione fraterna e di condivisione dei beni tra le prime comunità cristiane. Paolo esorta i Corinzi a proseguire nella raccolta di fondi per la comunità di Gerusalemme che versava nella necessità (forse a motivo di una carestia). Probabilmente i Corinzi erano più propensi a incoraggiare a parole questa raccolta, che non a contribuire di persona, con le loro risorse. Per questo Paolo li sollecita a condividere i loro beni con le comunità più povere e bisognose, scrivendo così essi pure una pagina autentica di Vangelo.

Corinto: veduta del sito archeologico.
Corinto: veduta del sito archeologico.

I capitoli 10-13 costituiscono un piccolo trattato autobiografico, in cui Paolo presenta la sua persona di apostolo e la sua attività di missionario alla luce della chiamata ricevuta dal Signore Gesù. Qui Paolo si esprime con tutta franchezza contro i suoi nemici, che non esita a chiamare ironicamente, "superapostoli" (11,5 e 12,11). Ma il cuore di questo trattato autobiografico è l’esigenza di verità e di fedeltà che caratterizza ogni apostolo del Vangelo. L’apostolo, infatti, raggiunge la pienezza della sua vocazione grazie alla verità e alla fedeltà, mediante le quali compie il suo itinerario di fede e di servizio che può raggiungere anche il più alto grado della vita cristiana, che è l’esperienza mistica (vedi 12,1-10; "Conosco un uomo che quattordici anni fa – se con il corpo o senza il corpo non so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo... in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare").

Attualità di questa Lettera. Ogni predicatore e ogni evangelizzatore trova in questo scritto di Paolo lo specchio della propria identità e della propria attività di chiamato e di inviato. Di fronte ai facili fondamentalismi del nostro tempo, è sempre attuale il monito di Paolo: "La lettera uccide, lo spirito dà vita" (3,6). Di fronte alle tensioni che possono sorgere nelle comunità cristiane, è ancora attuale il richiamo di Paolo: "Voi siete la nostra lettera" (3,8). Di fronte alla tentazione di strumentalizzare il in montagnaangelo per propri scopi personali o per emergere nella Chiesa e nella società, ecco la risposta di Paolo: "Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta" (4,7). Infine, di fronte alla tentazione di lasciare tutto e di abbandonare l’impegno dell’evangelizzazione a motivo dell’insuccesso, del rifiuto, della stanchezza e della stessa indifferenza con cui il nostro tempo guarda al Vangelo e alla fede, ecco la parola di Paolo, sempre attuale: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza si manifesta infatti pienamente nella debolezza" (12,9).