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N. 2 febbraio 2007
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EDITORIALE
- RIFLESSIONI SULLE
OPERE DI MISERICORDIA IL VANGELO DELLA
CARITÀ In Gesù Cristo
le "opere di misericordia" sono la manifestazione della
benevolenza del Padre, compassionevole verso ogni creatura umana. GESÙ il Figlio unico di Dio, è venuto in mezzo a noi uomini come uno di noi per liberarci dall’egoismo e dal peccato e insegnarci, con la parola e l’esempio, la misericordia. Le "opere di misericordia" sono raccomandate e praticate nella Chiesa fin dagli inizi della nostra vita cristiana. Il "Catechismo della Chiesa Cattolica" (n. 2447) così recita: Le opere di misericordia sono le azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali: istruire, consigliare, consolare, confortare sono opere di misericordia spirituale, come perdonare e sopportare con pazienza. Le opere di misericordia corporali consistono segnatamente nel dare da mangiare a chi ha fame, nell'ospitare i senza tetto, nel vestire chi ha bisogno di indumenti, nel visitare gli ammalati e i prigionieri, nel seppellire i morti. Sono opere cioè che, ispirate agli insegnamenti del Vangelo di Cristo, prendono in considerazione l'uomo come realtà preziosa e cercano di alleviargli la pena di vivere, secondo le circostanze più varie. Nel Vangelo di Matteo, ai messaggeri di Giovanni Battista che aveva sentito parlare delle "opere" del Messia, Gesù risponde: "Riferite quel che udite e vedete; i ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella " (Mt 11,2-4). Gesù, in questo modo diventa esplicito anche con i suoi discepoli nel proporre uno stile di vita come il suo, pieno di attenzione verso gli altri: "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro che sta nei cieli" (Lc 6,36). E predica come opera di misericordia, le parabole dell’amore: il figlio prodigo, la pecorella smarrita, il buon samaritano… Nel Vangelo, Gesù è sempre pieno di misericordia con tutti: nei confronti della grettezza dei suoi discepoli, delle loro paure e delle loro meschine ambizioni. Quindi, se notiamo, ciò che determina il "tipo" di opera di misericordia è la diversa situazione umana cui sottostà la creatura. Perché, tutto ciò che investe la condizione fisica della creatura umana, spesso non manca di riflessi anche molto forti sulla condizione spirituale dell’uomo, e viceversa.
Servendosi della Bibbia, ma anche dell’esperienza della propria storia cristiana, la Chiesa riassume l’atteggiamento evangelico da avere con chi è in difficoltà in due serie di opere di misericordia. A) Corporali:
"Ricorrendo al numero sette, – scrive P. Giuseppe Crocetti – la Chiesa evidentemente intende dare a quel numero - sull’analogia dell’uso biblico - il valore simbolico della completezza, quasi a dire che in quel duplice elenco intende catalogare tutto ciò che riguarda l’aiuto verso il prossimo". È chiaro allora, che il molteplice esercizio delle opere di misericordia va sotto il comune denominatore dell’amore: l’amore di Dio mediante Cristo, nello Spirito, per tutti gli uomini. Inoltre, l’aver intrapreso l’itinerario spirituale-apostolico nelle opere di misericordia su "Il Cooperatore Paolino", significa dare pieno valore evangelico alle tante forme di Volontariato che è nato in questi anni anche tra i Cooperatori Paolini. Si tratta di numerosi cristiani che sentono il bisogno di dare generosamente un po’ della loro vita al prossimo più bisognoso che si trova in situazioni di disagio e di profonda povertà. Madre Teresa di Calcutta, parlando ai giovani e meno giovani, disse: «La vita è un dono meraviglioso di Dio e tutti sono stati creati per amare ed essere amati. Non è un dovere aiutare i poveri materialmente: è un privilegio perché Gesù, Dio fatto uomo, ci ha assicurato che "qualunque cosa farete all’ultimo dei miei fratelli, l’avrete fatto a me"» (Osservatore Romano, 12 settembre 1977). Gesù nel Vangelo, presentandosi a Nazareth e, in prospettiva, all’umanità di tutti i tempi, ha detto: "Lo Spirito del Signore è sopra di me. Mi ha mandato per annunciare ai poveri il lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore" (Lc 4,18-19). In sintesi, le opere di misericordia nel loro insieme sono una strada importante per esercitare verso gli altri quell’amore infinito che il Padre mediante il Figlio e nello Spirito Santo riversa su di noi. Occorre, quindi, come cristiani e discepoli di Cristo, rivestirsi "di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mitezza e di longanimità" (Col 3,12), per essere capaci di misericordia verso gli altri. Nel Vangelo di Marco troviamo un’espressione molto significativa nei riguardi di Gesù: "Tutti ti cercano". Espressione che rivela l’assoluta necessità che l’uomo ha di Gesù. Tutti: malati, peccatori, oppressi dalle guerre e dalle violenze, segregati per razzismo o per la religione, uomini e donne senza lavoro e senza casa, poveri che muoiono di fame, giovani che muoiono di droga… Gesù, con i suoi interventi, manifesta la bontà di Dio per l’uomo. Un Dio che si rivela in Gesù "chino" sull’uomo e sulla sua condizione di creatura, percorsa da mali profondi, inspiegabili e insanabili senza il suo aiuto… È l’impegno di ogni discepolo di Cristo quello di riproporre la presenza e la bontà del Padre in ogni luogo e in ogni tempo. Olinto Crespi
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