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N. 1 gennaio 2007
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Questa la motivazione del premio, letta
dal Priore del sodalizio prof. Antonio Liuzzi: "Per l’umiltà, la
dolcezza, la pazienza con cui mette al servizio del Regno di Dio le sue
doti di intelligenza e la fermezza di carattere, operando
silenziosamente nella comunità parrocchiale, facendosi carico dei
problemi altrui con uno stile di vita autenticamente cristiano, semplice
nelle difficoltà e perseverante nelle cose ordinarie, ma soprattutto
perché, pur assistendo amorevolmente i suoi genitori novantenni e
sofferenti, offre sempre il suo apporto in parrocchia con
sacrificio". A lei sono molto legati i giovani di Comunione e
Liberazione. Eugenia, donna di grande spiritualità (è laica consacrata
nell’Istituto Maria SS.ma Annunziata fondato da Don Giacomo
Alberione), ricava energia per le sue intense giornate dalla preghiera,
soprattutto dalla recita del Rosario (Angelo Diofano).
L'incontro
nasce dall’iniziativa di un simpatizzante dei Cooperatori paolini, Massimo
Bertuzzi, metalmeccanico e sacrestano, nel suo tempo libero, oltre
che redattore e diffusore del bollettino laico parrocchiale, infatti c’è
anche un bollettino della Parrocchia "San Martino" (vedi
foto sotto) a cura del Parroco Don Luciano.
Nel IV Convegno ecclesiale italiano, ai circa tremila partecipanti, massima espressione delle Diocesi e delle Comunità locali cristiane, è stata data un’idea complessiva del servizio che la San Paolo fa alla Chiesa italiana attraverso gli strumenti della comunicazione sociale usati per l’evangelizzazione. Lo stand infatti era impostato in modo da rendere in immagini la variegata e multiforme presenza paolina sul territorio identificata sotto un unico marchio e un unico stile apostolico. Tre scritte campeggiavano sulle pareti dello stand, quasi a riassumere quanto illustrato negli schermi televisivi. La prima, ripresa da Don Alberione, invitava a "fare a tutti la carità della verità"; la seconda era di Paolo VI, il quale ammoniva che "la Chiesa non può fare a meno di usare i mass media"; e, infine, uno slogan per indicare l’ambito ecclesiale e il modo in cui la San Paolo si colloca: "San Paolo: l’apostolato della comunicazione al servizio della Chiesa". Questi slogan sono stati resi concreti attraverso la realizzazione tridimensionale del marchio San Paolo sul quale venivano proiettati, così come sui numerosi schermi alle pareti, filmati delle diverse attività apostoliche e della realtà paolina.
Una parte dei filmati infatti riguardava la vita del Beato Alberione,
illustrata con tre documentari; un programma in power point traduceva
l’idea del nostro Fondatore in proposta vocazionale; una seconda serie
di filmati riprendeva i temi del Direttorio della CEI sulla
comunicazione e le schede sui testimoni proposti al Convegno; e poi
spazio alle attività apostoliche: dai periodici ai libri, agli
audiovisivi. Da un angolo apposito, Circuito Marconi trasmetteva in
diretta le sue cronache dal Convegno, con interviste e dibattiti. Su uno
schermo, posto in primo piano, ruotavano tutti i loghi e marchi delle
nostre attività, intercalati dalle scritte già citate e suggellate da
un’altra frase di Don Alberione: "Portare il Vangelo agli
uomini di oggi con i mezzi di oggi". La San Paolo ha così
comunicato alla Chiesa italiana il suo impegno apostolico, fatto di
libri e librerie, di agenzie e grandi opere, di giornali e riviste, di
foglietti liturgici, di animatori della comunicazione, di radio e Tv
locali, dvd e cd, ma tutto con l’intento di evangelizzare e di essere
al servizio della comunità cristiana, secondo il nostro specifico
carisma (Giusto Truglia)
Nel progetto culturale della città Piemontese, il cooperatore paolino Giorgio Usai, è entrato con competenza nell’organizzazione editoriale del volume "La cultura muove Torino" (vedi foto della copertina), contribuendo con testi e foto, a illustrare l’attività apostolica della Società San Paolo e della SAIE di Torino, che ha saputo avvalersi, fin dagli anni ’40-’50, dei laici producendo libri non solo di contenuto religioso, ma come diceva Don Alberione, "parlare e scrivere di tutto cristianamente". Benemerito di questa grande opera editoriale-apostolica (SAIE), su mandato del Fondatore, è stato don Gabriele Piazzo.
Per concretizzare questo nuovo impegno morale e sociale, è stato realizzato un Centro d’aggregazione giovanile per l’informazione, la discussione, la produzione e la diffusione di una cultura della comunicazione. Riconoscere ai giovani il diritto di determinare le loro scelte, farli sentire veri protagonisti della "loro storia" e "indirizzarli" verso un recupero dei valori etici, spirituali, culturali e storici della Civiltà Europea. È questo, in sintesi, l'impegno assunto dai Soci Fondatori dell’Associazione Culturale "G. Alberione: Giovani & Comunicazione" che si è costituita a Modena, con sede presso il complesso conventuale di S. Domenico diretto dai Paolini, il 25 novembre 2006, nella festa del Beato G. Alberione. In questo modo i giovani troveranno nei laboratori, e sotto la guida di esperti, l'opportunità di apprendere le tecniche dei linguaggi espressivi nei variegati settori del teatro, del giornalismo, della fotografia, della musica, della pittura, della multimedialità, dell'editoria, della poesia, del cinema... In sintesi, saranno i Giovani, con il loro impegno, le loro originali potenzialità creative e il loro entusiasmo, ad essere i veri protagonisti. Per informazioni: www.ccga.it in via Tre Febbraio, n° 7 – 41100 Modena.
Il depliant dell’Inaugurazione del Centro Culturale "Giacomo
Alberione: Giovani & Comunicazione".
Nella sotterranea e maestosa basilica San Pio X, che quotidianamente raccoglie migliaia di pellegrini per la Messa internazionale, da metà settembre 2006 è stata esposta una riproduzione-arazzo del Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina e anche della nostra Associazione "Cooperatori paolini" (1917). D’ora in poi, migliaia di pellegrini lo potranno ammirare quasi di fronte all'altare centrale, tra un corteo e l'altro degli altri santi e beati dei nostri giorni.
A cinquant’anni dalla scomparsa di Ezio Taddei, scrittore livornese, ha rivisto la luce un suo libro "Quinto Vangelo", pubblicato a Roma nel 1950, e ristampato a Vicenza nel 1970 perché consegnato al Presidente della Fondazione Goldoni da uno dei suoi parenti ancora in vita. L’interesse verso questo testo è stato dovuto alla figura dell’autore che comunista, anarchico, spirito indomabile, con otto anni di reclusione, vigilanza speciale e confino, lottò contro le dittature e la mafia, rimanendo sempre povero e umile, come gli eroi dei suoi romanzi. Il contenuto di questo testo che ad una immediata lettura, per lo stile scarno e per l’indugiare sull’aspetto umano e filantropico di Gesù ricorda molto i vangeli apocrifi, ha suggerito al noto attore, giornalista e storico, Piero Giorgetti di fare una riduzione teatrale. A corredare quanto espresso nello spettacolo, una emotiva colonna musicale composta per l’occasione dal noto maestro e compositore Fulvio Pietramala. Una serie di immagini significative tratte dal repertorio sacro e da immagini del XX secolo, sono state elaborate al computer dal Angelo Serantoni. La voce narrante fuori campo dei passi evangelici era di Marzia Chiocchi.
La serata, realizzata in collaborazione con l’Associazione
Cooperatori Paolini di Livorno, fa parte del progetto "Il
Teatro e il sacro" voluto dalla Fondazione Goldoni. È questo un
nuovo filone di attività del Teatro di tradizione livornese che nel
corso dei prossimi tre anni si articolerà con la ricerca, l’individuazione
e la proposta di azioni teatrali che svilupperanno il rapporto tra le
tre grandi Religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo, islam) ed il
Teatro, dedicando ogni anno a ciascuna di esse un ciclo di
rappresentazioni, nell’ovvio rispetto dovuto a tali Religioni (Monica
Cuzzocrea cp). In foto sotto: l’arresto di Gesù tratta dal
Beato Angelico.
In occasione della festa liturgica del Beato Giacomo Alberione, 26 novembre 2006, la Famiglia Paolina della Diocesi di Mantova, si è riunita per celebrare l’Eucaristia di Cristo Re nella Chiesa di S. Giorgio (in foto), retta dal Parroco don Ivo Compagnoni, membro dell’Istituto "Gesù Sacerdote". Nell’Omelia, don Olinto Crespi, ha messo in parallelo Cristo Re con la figura di Cristo Maestro, "l’unico Maestro e Signore della storia", secondo Don Alberione. Nel pomeriggio il Ritiro spirituale ha concluso la giornata sul tema "Vivere e dare al mondo Gesù Cristo, Via Verità e Vita", sottolineando la dimensione spirituale-apostolica del carisma paolino.
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