N. 1 gennaio 2007

Sommario.

Siate misericordiosi
  
Giuliano Saredi

Il senso cristiano del tempo, del lavoro e della festa
   Bruno Simonetto

Chiamami per nome
  
Beatrice Immediata

Il Maestro che si rivela
   Primo Gironi

"Fate la carità della verità"
   Mercedes Mastrostefano

Paolo, l’uomo e l’apostolo
  
dalle Catechesi di Benedetto XVI

Il Beato Giacomo Alberione Paolo vivo oggi
  
Eliseo Sgarbossa

Asterischi
  
Antonio Capano

Il Papa ai giornalisti
  
a cura della Redazione

Leggere per crescere
  
Claudia Camicia

Ecumenismo della vita
  
Anna Pappalardo

Nuovo modo di comunicare il Vangelo
   Angelo Montonati

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
  
a cura della Redazione

Testimonianze
  
 a cura della Redazione
   

Preghiamo per...
   

Cooperatore Paolino n. 1 gennaio 2007 - Copertina

 CULTURA RELIGIOSA - I CENTRI CULTURALI "SAN PAOLO" 

 di ANGELO MONTONATI 

Nuovo modo di comunicare IL VANGELO
  

Fare cultura significa dialogare col territorio. La stimolante realtà del Centro culturale San Paolo raccontata da don Carlo Cibien, direttore del Centro di Cinisello Balsamo (MI).
  

La Casa paolina di Cinisello Balsamo ci è nota soprattutto perché sede delle Edizioni San Paolo. Ma c’è dell’altro da scoprirvi, e non da poco. Recentemente a chi scrive è capitato fra le mani un dépliant con il programma 2006-2007 del Centro culturale San Paolo ed è subito scattata la curiosità di saperne di più su questa bella realtà. Ci siamo rivolti a chi la dirige, don Carlo Cibien, già docente di Evangelizzazione e Mass Media presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, il quale l’ha inquadrata nella sua giusta prospettiva.

"Il discorso sui Centri culturali", afferma, "si inserisce in quello della territorialità, che è una caratteristica dell’apostolato paolino. Perché è vero che il nostro campo di lavoro, "la nostra parrocchia – come diceva Don Alberione – è il mondo", però poi concretamente questo "mondo" viene a indentificarsi con un territorio. E qui emerge la diversità tra una concezione puramente strumentale dei mezzi di comunicazione di massa e un apostolato che invece non può essere di massa, ma deve fare i conti con la realtà locale - che può essere continentale, nazionale per quanto riguarda le culture, le lingue e così via - cioè con la territorialità".

Come è nato il Centro culturale San Paolo? Le date sono piuttosto diversificate, perché Cinisello rappresenta soltanto una delle "filiazioni", chiamiamole così, dei Centri esistenti in Italia. "È sorto agli inizi degli anni ’90", aggiunge don Cibien, "con dei progetti locali che si sono messi a fuoco sempre di più; successivamente si è costituito come ONLUS con uno Statuto proprio, ma sempre come un organismo che ha il cuore e le radici ad Alba, il " 1° Centro culturale" da cui dipendono gli altri, cioè quelli di Torino, di Bari, di Vicenza e, ovviamente, di Cinisello Balsamo; anche il "Gruppo dei Cooperatori" di Livorno è collegato con il Centro di Alba; con l’unica eccezione del Centro "Giacomo Alberione" di Modena, che ha una sua struttura, avendo trovato sul territorio una situazione diversa, ed è portato avanti dal sacerdote paolino don Lino Piva e da un gruppo di laici".

Alcuni annunci di programmi gestiti dalle varie sedi dei Centri Culturali di Alba, Cinisello B. e Modena.

In concreto, che cosa significa per un Centro culturale essere legato al territorio? "Significa porsi in ascolto", dice don Cibien, "non solo di alcuni problemi, ma di tutta la realtà locale e quindi entrare in dialogo con essa. La capillarità dei Centri culturali permette questo; qui a Cinisello c’è un rapporto stretto col laicato locale: non è detto che il direttore debba essere un paolino; si auspica anzi che coll’andar del tempo sia anche un laico, che ovviamente abbia un’affinità con le nostre finalità apostoliche e abbia sposato certi principi.

Ma per entrare in contatto con i laici, e soprattutto con i giovani, è necessario che ci sia prima di tutto un ascolto del territorio: per cogliere e interpretare i segni dei tempi, per individuare le persone, le problematiche, le possibili collaborazioni che possono essere continuative o anche occasionali".

Gli elementi portanti dei Centri culturali San Paolo sono il rapporto con la Chiesa locale, i giovani e la comunicazione. "Non sempre però", ammette don Carlo, "è tutto facile e possibile: ad esempio, il rapporto con la Chiesa locale e coi giovani qualche volta incontra difficoltà: qui è necessaria la collaborazione coi Parroci e con gli Oratori, altrimenti la strada è in salita. Noi continuiamo per quanto è possibile a occuparci dei giovani, dell’attualità, di arte, di comunicazione, di spiritualità puntando anche ad una certa formazione. E poiché, essendo quello religioso uno degli aspetti fondanti del Centro culturale, c’è sempre il settore Fede e Cultura all’interno del quale cerchiamo di inserire programmi di evangelizzazione come la conoscenza della Bibbia e il rapporto della Chiesa con la comunicazione, con interessanti rivisitazioni storiche.

Inoltre, non mancano proposte di momenti formativi: ad esempio, Alba organizza i "Lunedì di San Paolo", mentre noi a Cinisello abbiamo deciso, su proposta di alcuni Soci, di rilanciare l’iniziativa, collegata alla pastorale giovanile, detta "Alle querce di Mamre", che ha come protagonisti dei giovani che si riuniscono per pregare e per meditare la Parola di Dio. La stiamo pubblicizzando con buona rispondenza".

Programmi e iniziative

Qualche esempio di collaborazione con tutte le realtà culturali e associative del territorio lo troviamo nel citato programma 2006-2007 del Centro San Paolo: per quanto riguarda una prima sezione intitolata "Provocati dall’attualità: conoscere e capire"; nello scorso novembre è stato affrontato il tema "Giovani e lavoro" con speciale attenzione verso i problemi della flessibilità e del precariato; in febbraio del prossimo anno si parlerà delle prospettive future del lavoro in rapporto alle nuove tecnologie: in marzo invece dell’educazione degli adolescenti, altro tema di grande interesse.

"Questo", sottolinea don Carlo, "credo che sia un modo di vivere nell’attualità il discorso di Don Alberione contro quella specie di omogeneizzazione delle culture, provocata dai media, che non appartiene al messaggio evangelico, il quale tende a far emergere le qualità individuali, i carismi personali o dei gruppi senza mai uniformare, o schiacciare. Qui emerge la visione del carisma paolino caratterizzata da un’attenzione particolare al dialogo. Credo che ciò sia anche un’ottima scuola dal punto di vista pastorale: non dimentichiamo che Don Alberione è stato anche un grande pastoralista, poco teorico, nel senso che lavorava sul territorio, era capace di ascolto, aveva l’occhio vigile e profetico sulle situazioni. Da questo punto di vista, il centro culturale potrebbe anche diventare una spina nel fianco dell’apostolato paolino, un pochino come lo è la pastorale per la teologia, in quanto invita il teologo a scendere dalle altezze speculative, e poggiare i piedi per terra. Il centro culturale può diventare un aiuto per indirizzare, per testare certi prodotti, certe proposte sul territorio".

Da un decennio, sempre a Cinisello si sta portando avanti il discorso sull’arte, organizzando dei corsi e delle visite guidate. "Stiamo finendo il Novecento", precisa don Cibien; "recentemente abbiamo visitato la Mostra di Boccioni a Milano. Di solito il giovedì facciamo la preparazione col professore che poi ci guida alla visita al sabato o alla domenica, a seconda dei posti che si visitano. Per il 2007 prevediamo delle visite ai luoghi artistici della Lombardia. Cercheremo di organizzare la giornata con la visita, la celebrazione eucaristica, il pranzo, anche per unire un po’ di più i nostri soci".

"Tra l’altro", precisa don Carlo, "organizziamo anche il corso per gli insegnanti di religione e per catechisti a settembre, della durata di quattro giorni, durante i quali ci occupiamo particolarmente dell’insegnamento della religione e della comunicazione. Quest’anno – siamo ormai al 27° – abbiamo riservato speciale attenzione ai programmi ministeriali con tutte le problematiche (abbiamo intitolato il corso "Uscire dal labirinto delle sigle"), tenendo conto della trasversalità dell’insegnamento della religione con le altre discipline, e delle indicazioni date al riguardo dal MIUR e dalla CEI".

Tanta carne al fuoco, dunque, in una realtà che non può non coinvolgere anche i Cooperatori Paolini. Sarà il caso di riparlarne sviluppando le aree di maggior intereresse nelle quali la nostra collaborazione, ove già non ci sia, può rivelarsi preziosa.

Angelo Montonati