N. 1 gennaio 2007

Sommario.

Siate misericordiosi
  
Giuliano Saredi

Il senso cristiano del tempo, del lavoro e della festa
   Bruno Simonetto

Chiamami per nome
  
Beatrice Immediata

Il Maestro che si rivela
   Primo Gironi

"Fate la carità della verità"
   Mercedes Mastrostefano

Paolo, l’uomo e l’apostolo
  
dalle Catechesi di Benedetto XVI

Il Beato Giacomo Alberione Paolo vivo oggi
  
Eliseo Sgarbossa

Asterischi
  
Antonio Capano

Il Papa ai giornalisti
  
a cura della Redazione

Leggere per crescere
  
Claudia Camicia

Ecumenismo della vita
  
Anna Pappalardo

Nuovo modo di comunicare il Vangelo
   Angelo Montonati

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
  
a cura della Redazione

Testimonianze
  
 a cura della Redazione
   

Preghiamo per...
   

Cooperatore Paolino n. 1 gennaio 2007 - Copertina

 

 EDITORIALE - RIFLESSIONI SULLE OPERE DI MISERICORDIA

 
di GIULIANO SAREDI

SIATE MISERICORDIOSI
   

Durante l’anno 2007, l’Editoriale della nostra rivista si soffermerà sulle opere di misericordia, con particolare riferimento a quelle spirituali.
  

Se, vocabolario alla mano, andiamo alla voce "misericordia", la troviamo descritta come un profondo sentimento di pietà e compassione che spinge ad aiutare, a soccorrere o a perdonare il prossimo.

Se tale è il modo a noi connaturale di intendere la misericordia, come cristiani ne conosciamo la fonte, Gesù. Egli incarna e rende visibile in pienezza Dio nella sua misericordia, motivando così il nostro modo di intendere e di fare misericordia. La sua predicazione, il suo stile di vita e le sue azioni rivelano il già dell’amore, presente e operante nel mondo; nel contatto con la limitatezza e la fragilità della condizione umana, sia fisica che morale, egli circoscrive idealmente il modo e l’ambito di questo amore, inscrivendolo nel linguaggio biblico della "misericordia".

GESÙ, LA MISERICORDIA FATTA CARNE

La bella espressione di san Bernardo: "Prima che apparisse l’umanità, la bontà era nascosta", ci introduce nel mistero dell’Incarnazione. La bontà divina si fa visibile dal momento in cui prende forma umana; la misericordia divina si fa carne, rendendosi visibile e tangibile in Gesù di Nazaret.

Nell’atto di inaugurare la sua missione, egli assume, facendole proprie, le parole del profeta Isaia (cf Lc 4,18-19) e, in seguito, ai messi del Battista additerà nelle opere che compie la conferma della sua identità e missione: "Andate e riferite a Giovanni quello che avete visto e ascoltato: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, ai poveri è annunziata la buona novella" (Lc 7,22).

Basta scorrere le pagine dei Vangeli per accorgersi che l’esistenza terrena di Gesù è tutta un piegarsi amorevole su ogni forma di miseria umana, fisica o morale che sia; ogni suo gesto, insieme umano e divino, fa sì che ogni guarigione, ogni aiuto o sostegno corporale si dilati in compassione, perdono e conforto spirituale.

"Non esiste per l'uomo di oggi altra fonte di speranza al di fuori della Misericordia di Dio". (Giovanni Paolo II, Cracovia 17 agosto 2002).

"Non esiste per l’uomo di oggi altra fonte di speranza al di fuori della Misericordia di Dio". (Giovanni Paolo II, Cracovia 17 agosto 2002)

C’è la condanna dell’adulterio, ma la grazia per l’adultera; c’è la ferma condanna del peccato, ma l’abbraccio misericordioso per il peccatore; la guarigione fisica accompagna la guarigione interiore; le parole sferzanti agli orgogliosi e ai superbi sono medicinali per la conversione; la gioia conviviale richiama una gioia più grande; amicizia, tenerezza e compassione rinnovano il cuore; la sofferenza è sanata e accolta... Gesù è davvero l’icona del "Padre delle misericordie" (2Cor 1,3).

Totalmente partecipe della vita dell’uomo, egli accoglie in pieno il progetto di Dio, facendosi simile ai fratelli e sperimentando nella sua stessa carne la durezza della sofferenza umana (cf Eb 2,17-18).

Medico dei corpi, ma soprattutto delle anime, Gesù "non soltanto parla di misericordia e la spiega con l'uso di similitudini e di parabole, ma soprattutto egli stesso la incarna e la personifica. Egli stesso è, in un certo senso, la misericordia" (Dives in misericordia, 2).

Maestro e modello di misericordia, proclama: "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro" (Lc 6,36). Ciò significa che l’ideale di vita cristiana, a cui Cristo chiama i suoi seguaci, si concretizza nel "fare misericordia"; ideale che egli esemplifica plasticamente e con forza fino al punto da giudicare fatte o negate a sé le opere di misericordia spirituale e corporale verso il prossimo più bisognoso (cfr Mt 25,31-46).

LE OPERE DI MISERICORDIA E L’APOSTOLATO PAOLINO

Le opere di misericordia sono "le azioni caritatevoli con le quali soccorriamo il nostro prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2447). Su queste opere, con particolare riferimento a quelle spirituali, si soffermerà nei mesi seguenti il Cooperatore Paolino nelle sue editoriali.

Il perché di questa scelta è presto detto. Le sette opere di misericordia spirituale – elencate dalla tradizione ecclesiale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti – sono sostanzialmente in consonanza con il "fare agli uomini la carità della verità" proprio dell’apostolato paolino (si notino i verbi che specificano le singole opere).

Don Giacomo Alberione ne fu così convinto che, non solo esortò i suoi figlie e le sue figlie ad avere sempre presente che "l’apostolato che esercitate è tutta un’opera di misericordia", ma giunse a condensare in queste opere i contenuti dell’apostolato paolino: "Nell’esercizio dell’apostolato sono compendiate, si può dire, tutte le sette opere di misericordia spirituale".

L’urgenza di una rinnovata presa di coscienza ad esprimere nelle opere di misericordia l’amore preferenziale per i poveri fu sollecitata negli anni ’90 dal documento Evangelizzazione e testimonianza della carità della Conferenza Episcopale Italiana.

A proposito delle opere di misericordia spirituale, il documento così si esprime: "Sempre seguendo l’esempio di Gesù, il vangelo della carità ci stimola… anche alle opere di misericordia spirituale, per rispondere alle povertà umane più profonde e radicali, che toccano lo spirito dell’uomo e il suo assoluto bisogno di salvezza, e che oggi, in un paese come il nostro, sono anche socialmente le più diffuse e non di rado le più gravi. Espressioni concrete di tali opere possono essere, ad esempio, l’aiuto dato a chi ricerca la verità e a chi ha bisogno di riscoprire il senso di Dio e del suo amore – e con ciò anche il senso del peccato –, la presentazione di valori autentici a chi li ha smarriti, la vicinanza e la condivisione con chi soffre di solitudine e di angoscia, perché ritrovi un significato e una speranza per la vita" (n. 39).

Queste indicazioni, attuali e di sapore paolino, suonano come un invito sulla soglia del nostro viaggio.

Giuliano Saredi
   

La rivista viene inviata gratuitamente a tutti i Cooperatori e a chi ne fa richiesta. Chi desidera contribuire con offerte per l’apostolato paolino, può servirsi del CCP n. 35750009 intestato a Pia Soc. S. Paolo, Ist. Missionario, causale: offerte per il Coperatore Paolino.
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