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Diploma d'immaturita'
L’innocuo spauracchio degli esami di luglio

Le due notizie sono apparse appaiate sul Corriere della Sera. Da un lato la vittoria di una studentessa del liceo Beccaria nella prima gara internazionale di greco antico a Termoli: Maria Bregoli, con la traduzione definita “perfetta” di un passo della tragedia di Sofocle, Trachinie, si era imposta su 82 concorrenti.
Dall’altro lo scandalo delle versioni di latino comprate via sms da alcuni furbetti di licei milanesi famosi, come il Parini o il Berchet. Sembra che sia sufficiente digitare la prima frase del testo latino appena dettato che da un sito giunge a pagamento in pochi minuti la soluzione. Così, con la modica cifra di dodici euro si può conquistare un bel voto. Per fortuna sono stati gli studenti che ancora credono nel merito a denunciare quello che il cronista ha definito il “trionfo della disonestà”.
Ecco, alla vigilia degli esami di maturità le due storie ripropongono una domanda: così come sono, a cosa servono? Che senso hanno le promozioni di massa? Viviamo in una società che tende sempre più a privilegiare la raccomandazione anziché la preparazione ma è accettabile che proprio nei licei cominci la mortificazione della meritocrazia?
Il pedagogista Gaetano Dominici ha parlato in un’intervista di «farsa della maturità». Ed è illuminante, in proposito, uno studio dell’Invalsi, l’istituto di valutazione scolastica italiana, sui risultati di mezzo secolo di prove d’esame: alla fine dell’anno scolastico 1950-51, la percentuale dei promossi era del 71,3%, nel 2004-05 è arrivata al 97%. E c’è chi prevede che alla fine del prossimo luglio i diplomati saranno il 100% del mezzo milione di studenti delle secondarie superiori.
I dubbi sull’ignoranza della maggior parte dei promossi sono legittimi. Non dobbiamo sorprenderci, poi, se da una ricerca europea emerge che i liceali italiani sono i peggiori in matematica proprio quando la tecnologia imperante vorrebbe attingere nuove forze ai licei scientifici. 
Ma non è che al classico si stia più allegri. Le cifre dicono che la selezione è tutt’altro che rigorosa. Nel 2005, su 43.953 esaminati i promossi sono stati 43.528. Allo scientifico: 90.000 esaminati, 88.000 diplomati.

La cosiddetta “maturità annacquata” non può che sfornare degli immaturi, ossia ragazzi di cultura approssimativa, superficiale, la cui scarsa preparazione non li aiuterà a farsi strada in un mondo del lavoro molto più esigente di ieri. Più di un critico dell’attuale organizzazione scolastica vorrebbe abolire la maturità, vista la sua inutilità. Non è vero dunque che gli esami non finiscono mai, come dice Eduardo? Già, potrebbero finire... Meno male che esistono studenti come Maria Bregoli del Beccaria, o Luca Gilli di Pesaro e Chiara Formentin di Castelfranco Veneto, classificatisi al secondo e al terzo posto della gara di Termoli.

Ufficio reclami

Mio Dio, la tassa sulla tassa! Ecco un nodo che torna di frequente nei nostri discorsi e che non si scioglie mai. Il signor Enzo De Dominicis, giustamente indignato dice: «Le bollette delle utenze, come ben sappiamo e soprattutto quelle del gas a uso riscaldamento, incidono pesantemente sui bilanci delle famiglie italiane. Già viene applicata un’Iva del 20% – considerando forse il gas come un bene di lusso – e come se ciò non bastasse, il totale da pagare viene maggiormente aggravato dall’applicazione dell’Iva anche sull’imposta di consumo e l’addizionale regionale. Ma quante volte dobbiamo pagare le tasse sullo stesso bene?». E poi incautamente aggiunge: «È mai possibile che nessuno abbia mai contestato questo furto legalizzato?».

Io, signor De Dominicis, io. Sono stato il primo ai tempi di Mi manda Lubrano (’90-97) a sollevare il problema. E tutte le volte che ho discusso successivamente in Tv della tassa sulla tassa, mi è stato risposto che essa è perfettamente legale e che anche l’Europa accetta un simile arbitrio.

Il signor Dino Pegoraro di Biella, che ringrazio per le parole di stima («Come lei in Tv non ce ne saranno più»..., ma io ci sono ancora, dia un’occhiata a Mattina in famiglia su Raidue il sabato e la domenica fino al 18 giugno), mi pone un problema personale, ossia una sua polemica con l’amministratrice del condominio, il quale non interviene, dice «a liberare gli scarichi comuni dei lavandini delle cucine, anche a dieci giorni di distanza dalla mia telefonata di segnalazione, provocando effetti maleodoranti provenienti dalle cantine, nonché il conseguente allagamento dei vani comuni. Mi suggerirebbe (al di là delle vie legali) una valida iniziativa per far ravvedere l’amministratrice?».

Ebbene, se lei esclude le vie legali (il giudice di pace, per esempio), non le resta che la richiesta di convocazione urgente dell’assemblea condominiale.

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di Antonio Lubrano

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