-

Club 3 n. 4 aprile 2003 - Home Page

 


cerca
nel sito

 

Scrivici
scrivici!

-

-

-

-

-

stampa o salva la pagina per leggere con più comodo

FARMACI

LASSATIVI AMICI DA DIMENTICARE

   
di Monica Tizzoni
  

Gli specialisti raccomandano cautela nel loro uso, ma più del 10% degli italiani li utilizza regolarmente. Quando servono davvero e quando è utile eliminarli
   

Nella hit parade dei farmaci più acquistati ci sono ai primi posti senza ombra di dubbio i lassativi. Dati alla mano, più del 10% degli italiani afferma di assumerli abitualmente per avere l’intestino regolare. E dire che gli specialisti con ferrea periodicità raccomandano cautela nel loro uso e che di recente anche il ministero della Salute è sceso in campo invitando alla prudenza e a un utilizzo limitato e soltanto occasionale. Perché il loro impiego prolungato provoca una forma di assuefazione per cui perdono di efficacia. Con la conseguenza che l’intestino per funzionare richiede dosi di lassativi sempre maggiori. Invece la stitichezza è un problema che nella stragrande maggioranza dei casi si può risolvere con regole igieniche e dietetiche.

«La causa della stitichezza va ricercata in un’alimentazione sbagliata con poche fibre e con uno scarso apporto di liquidi», spiega Massimo Campieri, responsabile del Centro per le malattie infiammatorie e intestinali dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna. «Questo provoca una riduzione della massa fecale e un aumento della sua consistenza che ne rendono "faticosa" l’eliminazione. Ma aiuta a scatenare il disturbo anche la vita sedentaria perché il rilassamento dei muscoli addominali contribuisce a ridurre la funzionalità intestinale. Inoltre, ha la sua parte anche lo stress eccessivo in quanto il sistema nervoso ha una forte influenza sull’apparato gastrointestinale».

Attenzione, però: sono in molti a pensare di essere stitici e invece a non esserlo veramente. Non andare di corpo per uno o due giorni infatti non significa soffrire di stitichezza. «Si può parlare di stipsi solamente se questo accade regolarmente meno di tre volte alla settimana», dice Campieri». «Inoltre, la vera stitichezza si accompagna anche a una serie di altri sintomi. La loro intensità ovviamente varia da una persona all’altra, ma in linea di massima sono una tipica conseguenza di questo disturbo». E sono ben noti tra chi ha l’intestino sicuramente pigro: tensione addominale, dolenzia diffusa all’addome, meteorismo, lingua patinata, inappetenza, sensazione di stanchezza generale, mal di testa e persino bruciore agli occhi.

«A volte c’è anche uno stato di irritazione della zona anale, spesso con ragadi e piccoli sanguinamenti», continua Campieri. «In chi è avanti con gli anni si possono avere, in più, dei forti dolori addominali causati dalla formazione di feci così dure, i cosiddetti fecalomi, che sono particolarmente difficili da espellere».

Tabella.

Frutta, verdura e movimento

Molto allora si può fare per regolarizzare l’intestino senza ricorrere ai lassativi. Innanzitutto a tavola. «Si devono consumare ogni giorno in quantità abbondante frutta e verdura sia crude sia cotte», continua Campieri. «Apportano un adeguato quantitativo di fibre che quando vengono ingerite aumentano di volume, accelerano il passaggio degli alimenti nell’intestino e di conseguenza facilitano il transito della massa nel colon. È poi fondamentale bere sempre almeno due litri d’acqua. Agisce da lassativo naturale perché stimola i movimenti dell’intestino e idrata la massa fecale».

Inoltre, se si stanno assumendo farmaci per altre patologie, si deve verificare che fra gli effetti indesiderati non ci sia quello di scatenare la stitichezza. Sedativi, diuretici e anti-ipertensivi, per citarne qualcuno, possono infatti provocarla. In tal caso, è bene parlarne col proprio medico per considerare se è possibile aggiustare le dosi o sostituire il farmaco.

«Ci si deve poi sforzare di condurre una vita meno sedentaria», prosegue Campieri. «Non c’è bisogno di strafare, basta fare propria l’abitudine di una bella camminata tutti i giorni». Infine un’ultima indicazione: quando si presenta lo stimolo, non bisogna rimandarlo o reprimerlo. Sembra scontato, ma sono in molti a non rispettare i ritmi del proprio corpo e a volere imporre i propri. Col risultato che a farne le spese è l’intestino, perché la massa fecale ristagna più lungamente nel colon, si disidrata e di conseguenza diventa più faticosa la sua espulsione.

«Chi soffre di stitichezza dovrebbe ogni mattina ritagliarsi il tempo sufficiente ad andare in bagno», spiega Campieri. «Perché lo stimolo ad andare di corpo è più intenso nelle prime ore della mattinata e diminuisce lungo l’arco del giorno». Ma che fare se pur rispettando con serietà queste regole igienico-dietetiche la situazione non si sblocca? «È utile assumere degli integratori alimentari a base di crusca, pectine e mucillagini», continua Campieri.

«Si aumenta così ulteriormente il quantitativo di fibre assunto quotidianamente e si riesce a stimolare in modo naturale l’intestino». Si può inoltre dare una mano in più all’intestino assumendo ogni giorno un flaconcino di latte fermentato arricchito con bifidobatteri. Ha un’azione semplice ma estremamente efficace, tanto che può essere definito a tutti gli effetti come una vera e propria cura dolce: contribuisce a migliorare il transito intestinale in modo del tutto naturale e a risolvere il senso di pesantezza e di gonfiore. Aiuta, anche, a fare propria l’abitudine di bere a metà pomeriggio e la sera prima di coricarsi una tisana a base di fiori di malva. Questa pianta officinale contiene la mucillagine, sostanza simile alla gelatina che ammorbidisce la massa fecale e ne accelera il transito. Preparare questa tisana è semplice e veloce. Basta portate a bollore una tazza d’acqua, aggiungere un cucchiaio di fiori di malva, spegnere e lasciare in infusione per dieci minuti. Quindi si filtra e si beve la tisana tiepida.

Insomma, ci si deve "dimenticare" dei lassativi come rimedio abituale. Anche perché non curano all’origine il problema e il loro effetto si manifesta soltanto mentre si assumono. Poi tutto torna come prima. Vanno allora soltanto impiegati in casi occasionali, come per esempio quando si va in vacanza e l’intestino fa un po’ i capricci per il cambio di abitudini, di alimentazione e di clima.

E chi è già schiavo dei lassativi? Deve iniziare senza indugio a mettere in atto le regole dietetiche-igieniche», conclude Campieri. «Perché, di solito, la stitichezza migliora e si può correggere completamente». In parallelo però si deve cominciare gradualmente a scalare il lassativo in modo da abituare l’intestino a farne a meno. La prima settimana si deve dimezzare la dose e prendere il lassativo tutti i giorni. La seconda settimana assumerne mezza dose a giorni alterni, la terza settimana ogni due giorni e così via. Ci si accorgerà che a un certo punto sono sette giorni che non si assume il lassativo. E soprattutto che se ne può fare a meno.

Monica Tizzoni
   

ATTENZIONE SE…

Se avete sempre avuto l’intestino regolare e improvvisamente è diventato pigro, senza alcun motivo apparente come un cambio di stile di vita o di dieta, è meglio consultare il proprio medico. La stitichezza improvvisa può essere il segnale di un’altra malattia, come diabete, diverticolite, restringimenti del calibro intestinale dovuti a cicatrici chirurgiche o aderenze, e persino tumori del colon.

 

La dieta dell’intestino doc
  • MATTINA: due bicchieri d’acqua minerale naturale.
  • COLAZIONE: una tazza di latte parzialmente scremato con cornflakes oppure con tre biscotti ai cereali integrali, una tazza di caffè oppure di orzo.
  • METÀ MATTINA: una spremuta d’arancia.
  • PRANZO: orzo preparato come il risotto e condito con olio d’oliva. Un’insalata mista di carote, finocchi e lattuga. Una mela.
  • CENA: minestrone di verdura, oppure torta salata di verdure. Un secondo a scelta tra filetto di pollo, una mozzarella, prosciutto crudo. Una mela cotta preparata con un cucchiaino di cannella.

 

CIBI GIUSTI A TAVOLA

Ci sono alcuni alimenti che più di altri migliorano l’attività dell’intestino. Per quanto riguarda la verdura vanno bene carciofi, carote crude, finocchi, zucchine, pomodori, cavoli e porri. Per quanto riguarda la frutta, pesche, prugne, lamponi, melone, ciliegie, fichi, fragole, arance, mele, di preferenza, cotte. Utili i cereali integrali e i legumi. Tra i formaggi, vanno preferiti quelli freschi quali la mozzarella, i caprini, quelli cremosi e la ricotta, perché contengono un discreto quantitativo d’acqua. E come condimento, l’olio extravergine di oliva. Ha un’azione indiretta sulla funzionalità intestinale perché stimola la colecisti a riversare nel canale digerente la bile che a sua volta stimola l’intestino. Vanno invece ridotte le proteine di origine animale e i carboidrati raffinati che contengono una quantità troppo scarsa di residui per cui non stimolano l’attività intestinale. Infine, è meglio evitare banane, carote cotte, limoni, melograno, mirtilli, nespole e patate perché hanno un effetto astringente.