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Club 3 n. 6 giugno 2002 - Home Page

 
  


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PREVENZIONE
    

MALATI SÌ MA IN VACANZA


   
di Cinzia Testa e Monica Tizzoni
  

Arriva il caldo e la voglia di viaggiare. Nessuna paura: cambiare clima fa bene anche a chi non è in buona salute. Bastano pochi accorgimenti

Anche chi soffre di una malattia cronica non deve avere incertezze sull’andare o meno in vacanza. Perché lo stacco dal solito tran tran quotidiano e il cambiamento di clima sono salutari. Lo conferma uno studio condotto presso il dipartimento di psicologia della California University: un periodo di riposo in un luogo di villeggiatura riduce del 30% il rischio di attacchi cardiaci e del 40% quello di un peggioramento della malattia di cui si soffre. Naturalmente prima di partire è d’obbligo una visita medica accurata con eventuali esami di laboratorio e il parere del medico sulla località più adatta. Per esempio, sono sconsigliate le piccole isole per chi ha avuto da poco un infarto, perché è più difficile avere rapidamente assistenza in caso di emergenza. Ma per fare della vacanza un trattamento curativo è bene sentire qual è il clima che può "fare meglio". Perché mare, lago, collina e montagna hanno effetti differenti sull’organismo, come ha ampiamente provato la bioclimatologia, recente disciplina medica che studia gli effetti del clima sulle condizioni fisiche. Un esempio? Il clima di montagna a un’altezza di oltre 1.200 metri dà un’intensa sensazione di benessere all’organismo, che è potenziata dall’ambiente tranquillo e distensivo. Risultato: consente di liberarsi già in pochi giorni dallo stress e di recuperare velocemente l’energia. Ma a quest’altezza la montagna purtroppo non è indicata per tutti, perché quanto più si sale, meno ossigeno c’è e questa diminuzione dell’ossigenazione, unita all’abbassamento della pressione atmosferica, può provocare dei disturbi a chi soffre di problemi cardiovascolari. In ogni caso, una volta decisa la propria meta, ci sono delle precauzioni da seguire, peraltro semplici, che permettono di trarre dalla pausa estiva soltanto effetti benefici.

Se soffrite... di artrosi

Per non passare i primi giorni di ferie dopo il viaggio con dolori che rendono difficile muoversi è importante partire bene. Quindi, se il viaggio dura più di due ore non si deve stare a lungo fermi, pena la formazione di contratture muscolari che peggiorano i sintomi dell’artrosi. Se si viaggia in auto, è necessario fermarsi e camminare almeno cinque minuti con passo cadenzato e regolare. Se, invece, si è optato per aereo, pullman o treno, alcuni esercizi aiutano. Per contrastare i dolori alle gambe e alle anche si deve stendere la gamba destra tenendola leggermente alzata e ruotare il piede, prima in senso orario, poi antiorario. Abbassare la gamba e ripetere gli stessi movimenti con la sinistra. Per prevenire, invece, un attacco di artrosi cervicale è opportuno ruotare piano il capo prima verso sinistra, poi verso destra. La posizione è corretta se il mento è rivolto verso la spalla. Questo esercizio va ripetuto dieci volte. Prima di partire, chiedete se in albergo o nell’appartamento il letto abbia le doghe o se c’è il materasso ortopedico.

DURANTE LA VACANZA. Si deve praticare esercizio fisico. Aiuta a mantenere il movimento articolare, così da evitare che l’articolazione perda parte della capacità di muoversi e rafforzare la muscolatura in modo che l’articolazione rimanga più stabile. È fondamentale evitare eccessi e calibrare l’attività fisica sul proprio stato di artrosi. In montagna, per esempio, si devono dosare le cammi-nate per evitare strappi e contratture. In particolare, non si devono praticare attività fisiche che comportano un carico della colonna vertebrale e delle anche. Lo sport più indicato è il nuoto, soprattutto sul dorso, perché aiuta a riequilibrare la normale postura della colonna vertebrale. Si deve però iniziare con calma e a piccole dosi. E anche se all’inizio la paura di sentire male può rappresentare un freno, va superata perché con l’allenamento il dolore sparisce. Inoltre, è necessario prendere quotidianamente il sole: i raggi scaldano la parte sofferente, migliorano la circolazione del sangue e rallentano il processo di degenerazione della cartilagine.

MEDICINE IN VALIGIA. Per far fronte a una crisi non devono mancare antidolorifici. I più recenti sono i Coxib che risolvono il dolore nel primo giorno e riducono l’infiammazione alle articolazioni senza problemi per lo stomaco.

... di asma

È importante avere prudenza durante il viaggio per evitare una crisi d’asma. Se si viaggia in un auto con l’aria condizionata andrebbe verificato che il filtro del condizionatore sia stato sostituito regolarmente. Se è vecchio non trattiene polvere e pollini delle piante che entrano con l’aria raffreddata e aumentano il rischio di una crisi. Inoltre, dieci minuti prima di arrivare a destinazione, si deve regolare il termostato dell’aria condizionata su temperature vicine a quelle esterne. Questo perché chi soffre di asma risente degli sbalzi di temperatura e può, con facilità, incorrere in una bronchite. Se il mezzo di trasporto è l’aereo o il treno o il pullman, non ci si deve sedere vicino alle bocchette dell’aria fredda perché non si possono regolare. Durante il viaggio si deve bere molta acqua non gassata, per contrastare la secchezza delle prime vie respiratorie. Se il respiro diventa difficoltoso è meglio ricorrere a un broncodilatatore ad azione rapida che va sempre portato con sé.

DURANTE LA VACANZA. Attenzione agli sbalzi termici: un’eccessiva sudorazione seguita da un raffreddamento rapido può causare una bronchite. Chi va al mare deve evitare lunghe esposizioni al sole. Approfittate del mare per fare passeggiate in spiaggia alla mattina. Le onde che si frangono sulla riva e la ventilazione trasportano nell’aria i preziosi sali presenti nell’acqua, quali cloruro di sodio, magnesio, manganese, fluoro, iodio, oltre a una grande quantità di ioni negativi. È il cosiddetto aerosol marino che favorisce un miglioramento dei disturbi delle prime vie respiratorie. Per chi ha scelto il lago o la montagna vale invece il suggerimento di non stare all’aperto nelle giornate ventose perché la concentrazione di polvere e pollini nell’aria è più elevata. Infine, occhio alla tavola se l’estate coincide col periodo a rischio di asma. Le sostanze presenti nei pollini si trovano anche in alimenti di origine vegetale. Risultato: prurito intenso, gonfiore alle labbra e al cavo orale. Chi è allergico alle graminacee deve limitare il consumo di pomodoro, kiwi, agrumi, melone, anguria, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla. Nel caso di allergia alla parietaria sono a rischio basilico, melone e ciliegia.

MEDICINE IN VALIGIA. Si devono portare farmaci usati abitualmente per non rimanere senza in caso di necessità. Utile un broncodilatotore ad azione rapida per i casi di emergenza.

... di problemi cardiovascolari

Chi soffre di questo tipo di problemi deve avere attenzione nella scelta della località di villeggiatura. Deve evitare climi troppo caldi e la montagna e preferire il lago o la collina. Chi ha problemi di pressione alta non deve recarsi oltre i 1.200 metri di altitudine. Vanno bene invece le vacanze al mare, a patto di controllare i valori della pressione nei due giorni precedenti la partenza per decidere con il medico se cambiare la terapia. Il clima marino favorisce un abbassamento della pressione e se a questo si unisce la più intensa sudorazione con perdita di liquidi e sali minerali, tutto ciò può determinare un calo eccessivo della pressione arteriosa e una stanchezza esagerata. Chi deve prendere l’aereo e ha un temperamento ansioso si faccia prescrivere un farmaco rilassante. In aereo, inoltre, non si devono tenere accavallate le gambe più di dieci minuti e bisogna muoverle e alzarsi ogni tanto per fare quattro passi. In questo modo si previene la tanto temuta economy class sindrome: in chi è predisposto, la posizione seduta con le gambe piegate può creare un ristagno di sangue che facilita la formazione di un trombo nelle vene profonde degli arti inferiori. Limitate il consumo di caffè e alcolici, indossate abiti comodi e scarpe morbide e se vi addormentate, tenete le gambe allungate. Durante il viaggio, è consigliabile bere acqua oligominerale naturale. Infine, se si soffre di coronarie, sarebbe meglio avere a portata di mano un farmaco a base di trinitrina da prendere in caso di crisi. La formulazione più pratica è spray e va spruzzata direttamente in bocca.

DURANTE LA VACANZA. Evitare di stare al sole nelle ore più calde. Inoltre è bene non tuffarsi nell’acqua fredda dopo un’esposizione prolungata al sole per non sottoporre l’apparato cardiovascolare a un violento sbalzo di temperatura. Chi è in montagna e ha subìto un infarto o ha problemi di angina non deve esagerare con l’attività fisica per non incorrere in problemi di afflusso coronarico. Una leggera attività fisica non è proibita: benefiche le passeggiate nelle ore più fresche della giornata. Infine, specie in caso di scompenso cardiaco o pressione alta, è utile un’alimentazione ricca di frutta e di verdure fresche e bere molto in modo da reintegrare i liquidi e i sali minerali che si sono persi sudando.

MEDICINE IN VALIGIA. Portare sempre le medicine che si prendono normalmente. È indispensabile, per chi ha problemi di angina, avere anche un prodotto d’urgenza a base di trinitrina. Chi ha avuto un infarto deve portare anche l’ultimo elettrocardiogramma e un certificato che descriva la terapia in corso.

... di diabete

Chi va all’estero dovrebbe calcolare le dosi di insulina che servono in modo da essere "coperti" per tutto il periodo di ferie. Non in tutti i Paesi l’insulina si trova agli stessi dosaggi e nella stessa preparazione che si utilizza in Italia. Durante il viaggio, ci si deve munire di una borsa termica in cui riporre la scorta di insulina, che va sempre mantenuto a una temperatura tra i 4 e i 20 gradi. Se si attraversano alcuni fusi orari è importante intervallare l’ultima dose fatta prima della partenza e la prima che si dovrebbe fare secondo il nuovo orario con una dose di insulina ad azione rapida seguita da un pasto. Chi viaggia in aereo deve avvisare la compagnia delle proprie esigenze alimentari in modo da avere un pasto su misura. È consigliabile tenere a portata di mano dei cracker contro il rischio di ipoglicemia. Questo vale soprattutto per chi guida l’auto.

DURANTE LA VACANZA. Chi ha il diabete ha un equilibrio idrico molto fragile per cui deve sforzarsi di bere molto anche se non ha sete. Per evitare lesioni e infezioni che possono aumentare il rischio di ulcere ai piedi, è necessario astenersi dal camminare a piedi nudi in qualunque situazione, dalla spiaggia al bordo della piscina. Sempre per prevenire le complicanze ai piedi, in montagna andrebbero indossate sempre calze di cotone senza cuciture.

MEDICINE IN VALIGIA. Oltre all’insulina, ci si deve ricordare anche una buona scorta di siringhe monouso: ci sono Stati in cui si possono acqui-stare solo dietro presentazione della ricetta medica.

(Con la collaborazione di Ovidio Brignoli,
medico di famiglia e vicepresidente 
della Società italiana medici di medicina generale)

     

TRA MARE E MONTAGNA

Sì alla campagna in caso di: ipertensione grave, diabete, problemi di cuore e circolazione.

Sì alla montagna fino ai 1.200 metri in caso di: disturbi respiratori, quali asma, diabete, artrosi o problemi cardiovascolari.

Sì alla montagna oltre1.200 metri in caso di: diabete o artrosi.

Sì al mare in caso di: forme respiratorie, artrosi o problemi cardiovascolari, diabete.

 

IN VALIGIA METTETE ANCHE

La tessera sanitaria.

Le medicine che si assumono normalmente per altre patologie.

Un certificato del medico che descriva dettagliatamente la malattia cronica e la terapia in corso.

Gli ultimi esami effettuati.

Alcune ricette con la prescrizione dei farmaci relativi alla terapia in corso.

 

AL MARE

Chi vuole una sferzata di energia, deve preferire gli scogli, le coste rocciose o il mare aperto dove l’aria è più ricca di sali minerali e più ionizzata.

Chi ha tendenza al nervosismo deve preferire baie e insenature sabbiose e protette dal vento, perché è minore la presenza dell’aerosol marino.

Se la pelle è a rischio di scottature evitare le spiagge bianche: più la sabbia è chiara più riflette il calore, più è scura e più lo trattiene.

Si può sfruttare l’effetto salutare del clima marino fino a una decina di chilometri nell’entroterra, specialmente nelle ore pomeridiane e serali.

 

IN MONTAGNA

Chi vuole un effetto stimolante deve preferire le località con alte montagne nelle vicinanze.

Chi vuole rilassarsi deve scegliere la montagna con ampi orizzonti.

Per un’azione benefica sulla respirazione, passeggiare nei boschi di conifere perché emanano sostanze volatili balsamiche.

Per effetti calmanti e antistress andare in quelli di latifoglie, come il castagno o la quercia.

 

La malattia non deve essere vissuta come una condanna all’inabilità

Il periodo estivo può trasformarsi in un aiuto terapeutico