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Seminari e convegni
    

    


Affrontare insieme la malattia


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il Patrocinio del Ministero della Salute e 
della Regione Lombardia – Settore Sanità.
 

Milano, 27 maggio 2004
Auditorium don Alberione
Via Giotto, 36 MILANO

Programma
Comunicato stampa

PRESENTAZIONE

Delle tante e mai uguali malattie oncologiche non sempre si muore… anzi. Dati epidemiologici mostrano come grazie alla migliorata prevenzione e al progresso della ricerca e della medicina nella maggior parte delle volte, magari dopo interventi e cure assolutamente non trascurabili, si guarisce.

Ciononostante quando in famiglia sopraggiunge la diagnosi di cancro, niente rimane più come prima, né per il diretto interessato, né per i familiari.

Di colpo il futuro appare incerto: cambiano i ruoli, le responsabilità, cambia la comunicazione, cambiano le alleanze. E’ naturale che la medicina accorra con i mezzi che ha disposizione ma non sempre c’è tempo e specifica professionalità per affrontare la componente emotiva della persona che, se non curata, può negativamente incidere sul decorso della malattia.

In questa ottica la psico-oncologia propone di aiutare il paziente e i suoi familiari mediante incontri informativi e terapeutici (individuali e di gruppo). I primi sono destinati a chi ha ricevuto di recente una diagnosi di cancro. Si è potuto notare, infatti, che l’informazione corretta aumenta la conoscenza, diminuisce il senso di smarrimento e stimola le persone coinvolte a una partecipazione più attiva ai programmi di cura. I secondi hanno invece come obiettivo la riduzione della sintomatologia ansiosa e depressiva che spesso accompagna questi quadri patologici; inoltre, favorendo un’attitudine mentale più positiva nei confronti della malattia e del suo trattamento, possono incidere significativamente sulla qualità e sulla quantità della sopravvivenza.

Questo seminario è indirizzato agli operatori dei servizi socio-sanitari, al volontariato, alle associazioni e alle famiglie perché abbiano modo di aggiornarsi sulla specificità della malattia tumorale e sulle nuove tecniche di aiuto psicologico rivolto al paziente e ai suoi familiari.

 

Giovedì 27 maggio 2004
PROGRAMMA
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9.30 – 10.00 I perché della giornata
Francesco Belletti
(Cisf)
Cristina Beffa (Famiglia oggi)
10.00- 12.00 Introduce e coordina: Rossella Castelnuovo
Le cifre, i dati. Il quadro epidemiologico
Carlo La Vecchia
Cristina Bosetti
Impatto sul sistema famiglia
Fedro Alessandro Peccatori
Terapia di gruppo e pazienti oncologici
Anna Costantini
 
12.00- 13.00 Dibattito e conclusioni

14.30

Intervista a Ada Burrone, fondatrice e presidente: Attivecomeprima

Tavola rotonda: I tempi della malattia, i tempi della famiglia
Introduce e coordina: Aristide Tronconi
Intervengono:
Nadia Crotti
Giorgio Di Mola
Stefano Gastaldi
   

16.30- 17.30

Dibattito e conclusioni
   

RELATORI
Cristina Beffa
, vicedirettore Famiglia oggi
Francesco Belletti, direttore Cisf
Ada Burrone, Presidente e fondatrice Attivecomeprima
Cristina Bossetti, Laboratorio di epidemiologia generale, Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri"
Rossella Castelnuovo, giornalista scientifico
Anna Costantini, Settore di Psiconcologia, UOC Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Sant'Andrea, II Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università "La Sapienza" di Roma
Nadia Crotti, psicologa e psicoterapeuta, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Genova, Docente Master di Senologia, Facoltà di Medicina, Università di Siena
Giorgio Di Mola, Medico, Direttore Scientifico Associazione "Guida"-ONLUS
Stefano Gastaldi, Psicoterapeuta, Istituto Minotauro di Milano, responsabile scientifico di "Attivecomeprima onlus"
Carlo La Vecchia, Direttore  Laboratorio di epidemiologia generale,
Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri"
Fedro Alessandro Peccatori, Vice direttore senior ematoncologia.
Dipartimento di Oncologia, Istituto Europeo di Oncologia
Aristide Tronconi
, specialista in psicologia e psicoterapia, A. O. Fatebenefratelli e Oftalmico, Milano

    
Milano, 27 maggio 2004

COMUNICATO STAMPA

Le prospettive di cura del cancro e il ruolo della famiglia nei percorsi di cura sono stati discussi in un importante seminario di studio, tenutosi a Milano, presso la sede del Centro Internazionale Studi Famiglia e del mensile "Famiglia oggi", che ha dedicato al tema il numero monografico di maggio 2004.
Dalle ricche e diverse esperienze raccolte è emersa una possibile centralità della "famiglia che cura", sottolineando soprattutto la necessità di una esplicita alleanza tra tutte le risorse del sistema di cure sanitarie e il contesto familiare, spesso fragile e incerto di fronte alla drammatica sfida della malattia di un proprio membro, ma sostegno spesso essenziale per il malato, per attraversare la fatica e la sofferenza delle cure, l’incertezza del futuro, il fantasma della morte.
La famiglia tutta, insieme al malato, deve infatti confrontarsi con bisogni e domande sul senso profondo della malattia, sull’evocazione della morte nella scena familiare, sulla la propria capacità di adattamento e di modulazione dei tempi di cura, sulla possibilità stessa di progetti e compiti per futuro, per il malato e per ciascuno dei membri. In questo senso diventa necessaria anche una domanda sul "curare la famiglia", anziché considerare il malato da solo, come unico interlocutore degli interventi.
Particolare attenzione è stata poi dedicata alle strategie di supporto con gruppi di mutuo aiuto, realizzate con i malati secondo metodologie attentamente sperimentate, che consentono un protagonismo e una consapevolezza dei malati capaci di vincere la disperazione e affrontare con dignità la sfida del cancro.
La testimonianza di Ada Burrone, infine, fondatrice e presidente dell’Associazione "Attivecomeprima", che ha vissuto in prima persona il dramma del tumore, le sue paure, le sue ansie, ma anche la possibilità di guarigione (è stata operata al seno nel 1970), ha ricordato a tutti i partecipanti che la sfida del cancro "non mi parlava della malattia, ma mi parlava della vita", e che per poterla affrontare era necessario "non farsi inseguire dal fantasma della morte, ma guardarlo in faccia": una sfida cioè che arriva alla radicalità della persona umana, confrontata con la grande paura della morte e con il grande desiderio della vita.


Sono intervenuti: Rossella Castelnuovo, giornalista scientifico, Roma; Anna Costantini, Settore di psiconcologia, UOC oncologia medica, Azienda ospedaliera Sant'Andrea, II Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università "La Sapienza", Roma; Nadia Crotti, psicologa e psicoterapeuta, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Genova, Docente Master di senologia, Facoltà di Medicina, Università di Siena; Giorgio Di Mola, medico, direttore scientifico Associazione "Guida-Onlus"; Carlo La Vecchia, Direttore Laboratorio di epidemiologia generale, Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri", Milano; Stefano Gastaldi, psicoterapeuta, Istituto Minotauro di Milano, responsabile scientifico di "Attivecomeprima", Milano; Fedro Alessandro Peccatori, Vice direttore senior di ematoncologia, Dipartimento di oncologia, Istituto Europeo di Oncologia, Milano; Aristide Tronconi, specialista in psicologia e psicoterapia, A. O. Fatebenefratelli e Oftalmico, Milano

 


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Modificato mercoledì 24 novembre 2010
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