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Rapporti

   
FAMIGLIA E CAPITALE SOCIALE 
NELLA SOCIETÀ ITALIANA
OTTAVO RAPPORTO CISF 
SULLA FAMIGLIA IN ITALIA

Venezia, 29 ottobre 2003, 11 – 13.00
Hotel Bauer, San Marco 1459

Tesi emergenti
  

1. QUALE CAPITALE SOCIALE?

Il CAPITALE SOCIALE consiste in quelle caratteristiche – di forma e di contenuto – inerenti alla struttura delle relazioni sociali che facilitano l’azione cooperativa di individui, famiglie, gruppi sociali e organizzazioni in genere. La famiglia, allora, dovrebbe essere il primo ambito del capitale sociale.
  

2. LA FAMIGLIA È CAPITALE SOCIALE NON SOLO PER SE STESSA MA ANCHE PER LA SOCIETÀ?

Il Rapporto sostiene e dimostra che il capitale sociale ‘pubblico’ – quello fatto di civismo e solidarietà nella sfera pubblica – dipende fortemente dall’esistenza o meno di un tessuto di capitale sociale creato dalla famiglia. Per questa ragione la famiglia viene qui definita, per la prima volta, come capitale sociale primario.
  

3. IN ITALIA LA FAMIGLIA È ANCORA UN CAPITALE SOCIALE ?

È opinione diffusa che la famiglia si sia molto indebolita (sia come istituzione sociale, sia come rete di relazioni significative) tanto al suo interno quanto nei confronti dell’esterno, cosicché sarebbe sempre meno capitale sociale. Il Rapporto smentisce questa opinione.
Nella gran parte del Paese, la famiglia continua ad essere la primaria fonte dell’iniziativa sociale e dell’imprenditorialità diffusa, sia per i singoli sia per le formazioni sociali, nella vita quotidiana. È vero comunque che, nel lungo periodo, senza politiche (culturali, sociali, economiche e anche religiose) adeguate, la forza della famiglia come capitale sociale originario è destinata a diminuire.
  

4.  QUALE FAMIGLIA PRODUCE PIÙ CAPITALE SOCIALE?

Il Rapporto dimostra che la famiglia produce tanto maggiore capitale sociale quanto più è stabile, durevole nella sua tenuta e capace di far valere obblighi e gerarchie nelle relazioni di reciprocità. La famiglia aperta e democratica che genera capitale sociale non è quella aperta a tutte le possibilità e senza regole, tantomeno la famiglia incerta e instabile. Al contrario, proprio laddove le famiglie formano delle comunità integrate culturalmente, lì si crea più capitale sociale.
  

5. CHE COSA SI PUÒ FARE PER SOSTENERE LA FAMIGLIA COME CAPITALE SOCIALE?

Gli interventi per le famiglie italiane devono promuovere una mutualità attiva fra le famiglie stesse, di carattere imprenditoriale, basata su un patto associativo tra famiglie, mirando al loro empowerment. Alle famiglie debbono certamente essere dati sussidi e riconoscimenti, ma è soprattutto importante il modo in cui tali aiuti sono dati: questo modo deve essere tale da sostenere una dinamica relazionale fatta di fiducia, collaborazione e reciprocità fra i membri della famiglia e tra famiglie, perché solo in questa maniera si aumenta o almeno si rigenera il capitale sociale.
Lo Stato deve apprendere a valorizzare il capitale sociale familiare anziché sostituirsi alla famiglia o semplicemente "lasciarla andare".
Anche il mercato, in altro modo, usa il capitale sociale familiare, ma non lo crea. Anzi, sempre più il mercato si rivolge agli individui senza passare attraverso la rete familiare, e quindi depaupera il capitale sociale familiare.
Il terzo settore o privato sociale è il più vicino alla famiglia, ma deve ancora apprendere a ragionare nell’ottica della valorizzazione del capitale sociale familiare. Il più delle volte rivendica dei diritti e svolge funzioni di tutela delle famiglie, ma non opera ancora pienamente come attivatore e promotore del loro capitale sociale.
  

6. IN CONCLUSIONE.

Il Rapporto dimostra che la famiglia è il capitale sociale primario della società. È dalla famiglia che nascono la fiducia, lo spirito di collaborazione e la reciprocità verso gli altri. Ciò riguarda innanzitutto i figli, ma anche gli adulti. Senza la famiglia non ci sarebbe neppure il capitale sociale di una comunità locale. Bisogna dunque affermare che la famiglia è il capitale sociale più importante della società per almeno due ordini di motivi: primo, perché è a partire dalla famiglia che si genera la coesione del tessuto sociale nella sfera del lavoro, della partecipazione civica, dell’impegno pro-sociale, e non viceversa; e, secondo, perché la famiglia diventa sempre più decisiva agli effetti della felicità delle singole persone, perché il benessere degli individui dipende sempre di più dal loro capitale sociale familiare.
  

   


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Modificato mercoledì 24 novembre 2010
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