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... per approfondire.
   

Minori e carcere

Il problema
I dati
Un confronto con altri Paesi
Giustizia minorile
Minori fuori e dentro il carcere
Per approfondire
Bibliografia

    
Il problema
Molteplici sono i motivi che possono portare i minori a compiere reati:

  • Il sempre maggior sfruttamento da parte degli adulti
  • Le crisi adolescenziali
  • Il disadattamento familiare e/o lavorativo
  • Una cattiva e incompiuta socializzazione
  • Un certo tipo di devianza radicata che può portare a forme di delinquenza "aggregata" (ad esempio la costituzione di bande giovanili).

La delinquenza minorile è tutt’altro che un problema marginale. Da un punto di vista statistico è meno rilevata di quanto sia in realtà (il "numero oscuro" è molto alto, dal momento che spesso si preferisce evitare ad un minore la punizione legale).
"Per l’attuale codice penale, c’è una presunzione di innocenza assoluta per i minori  infraquattordicenni tale da non permettere la punibilità degli stessi: l'unico istituto di carattere "coercitivo" è l'applicazione di una misura di sicurezza come il riformatorio giudiziario… basato sulla concezione costituzionale del fine rieducativo della pena. Al di la degli aspetti penalistici bisogna però indagare sulle cause sociali che portano alla commissione di reati, cause che vanno ricercate con oculatezza, evitando inutili generalizzazioni che comporterebbero un’analisi falsata. Uno studio approfondito dovrà tenere conto della condizione socio economica del reo, della sua vita sociale, della famiglia e del luogo in cui ha vissuto e in cui è cresciuto, e qui occorrerà comunque un giudizio specializzante per ogni singolo caso in fase processuale".

Criminal.it
Diritto & Diritti
Minori a rischio a Catania 
Sempre
 
Minori
 
Progetto Phonix
 
Ministero dell’Interno, Minori a rischio di criminalità
 
SdpIpomodoro
 
   

I dati

I dati sulla criminalità minorile in Italia indicano una diminuzione del numero complessivo dei minori denunciati (nel 1999, 22.132 –10,8%) nonostante l’aumento dei reati più gravi commessi dai giovanissimi (+61,1% di denunce per rapine, +65,4% per produzione e commercio di stupefacenti negli ultimi 5 anni). Preoccupante il fenomeno dell’abbassamento dell’età media di ingresso nei circuiti criminali (fatto che porta il 30% degli italiani a dichiararsi favorevole a portare da 14 a 12 anni l’età minima della punibilità). (Fonte: Censis, Prevenire per non peggiorare. Un manuale europeo per la prevenzione della criminalità giovanile, in "Censis note & Commenti", n 629, 2002, pp. 72-73).
I dati sulle carcerazioni minorili in Italia  segnalano una sostanziale stabilità (dal 1991 al 1998 si è verificata una diminuzione dei minori negli istituti penali (-66) ed un lieve aumento  nei centri di prima accoglienza (+150).
    

Ingressi negli Istituti penali minorili

1991

Tot. 1.954

1998

Tot. 1.888          -66

Ingressi nei centri di prima accoglienza

1991

Tot. 4.072

1998

Tot. 4.222          +150

(fonte: elaborazione Ufficio centrale per la giustizia minorile – Ministero della Giustizia)

In particolare:
Minorenni entrati nei Centri di prima accoglienza - Anno 1998
  

RIPARTIZIONI TERRITORIALI

TOTALE ENTRATI

Totale

Di cui stranieri

MASCHI E FEMMINE

Nord

1.491

1.174

Centro

1.156

869

Mezzogiorno

1.575

262

ITALIA

4.222

2.305

FEMMINE

Nord

390

368

Centro

442

425

Mezzogiorno

157

127

ITALIA

989

920

Analizzando le imputazioni per i singoli reati risulta che il maggior numero di esse ha riguardato, per i minori italiani, reati contro il patrimonio: 63,7% del totale, seguite dalle violazioni della legge sugli stupefacenti (20,5%) e da quelle relative a reati contro la persona (5,9%). Per i minorenni stranieri la stragrande maggioranza delle imputazioni ha riguardato reati contro il patrimonio: il 77,5% del totale,  che sale addirittura al 97,3% se ci riferiamo alla sola componente femminile.
Cfr. anche: Gruppo Abele, Annuario Sociale 2000, Feltrinelli, Milano, 2000, pp. 256 – 261.
Istat Statistiche giudiziarie  
   

Un confronto con altri Paesi

La rilevazione di dati statistici dei minorenni in carcere negli Stati Uniti risulta più complessa per le caratteristiche legislative che presentano i Tribunali dei minori: "Il tribunale dei minori ha trattato nel 1995 più di 1,7 milioni di casi di delinquenza minorile. Circa la metà (45%) non ha subito alcun perseguimento penale. I casi che hanno invece riguardato minori al di sotto dei 13 anni ossia il 73% non hanno subito alcuna sanzione penale…"
Delinquents or Criminals: Policy Options for Young Offenders
Nel decennio 1989-1998 i casi di detenzione carceraria nei confronti di minori hanno subito un aumento del 25% (+ 66.100). Mentre nel 1989 il Tribunale dei Minori ha trattato 1,2 milioni di casi di delinquenza giovanile, entro il 1998 questo dato è aumentato del 44% avvicinandosi a 1,8 milioni.
Il cambiamento più rilevante è stato l’aumento dei casi di carcerazione femminile che nel decennio ‘89-’98 ha subito un aumento pari al 56% rispetto a quello maschile del 20%. L’incremento del numero dei carcerati minorenni è stato maggiore nella popolazione bianca rispetto a quella di colore (33% rispetto al 15%). Nel 1999 il numero di minori in carcere accusati di reati contro la persona è stato di 108.931. In tutti gli Stati Uniti su 100 mila giovani ne sono stati incarcerati 371 (0,37%).
Detention in Delinquency Cases 1989-1998  
Juvenile offenders in residential placement 1997-1999
 
Situazione carceraria minori in Inghilterra e Scozia 

cfr. inoltre Organisation Internationale De Police Criminelle, Statistiques Criminelles Internationales 1999, Interpol

Centri di riabilitazione negli Stati Uniti:
"Sono chiamati "centri di riabilitazione per giovani difficili, ma a volte sono peggio di un carcere. Questa è stata l’esperienza di Joe Medoro un piccolo furfante che dopo 3 giorni nel campo di lavoro di Paradise Cove, a Samoa, è stato rinchiuso nella "cella di osservazione". Se un ragazzo viene scoperto fare qualche cosa di vietato, per esempio fumare una sigaretta, uno dei castighi inflitti può essere quello di farlo restare seduto in una cassa di compensato di un metro per un metro e mezzo, a volte per 3 giorni". in: Waters Ethan, Prigionieri per scelta, Internazionale 294/296, 30 luglio 1999, pp. 87-94
(il testo può essere consultato presso il Centro Documentazione Cisf

Il carcere dei ragazzini in Russia:
"In un reportage giornalistico viene descritta la vita quotidiana in un riformatorio di Mariinsk (nella Siberia centrale), dove i piccoli detenuti non si preparano al reinserimento nella società, ma alle prigioni degli adulti. Generalmente si tratta di ragazzini privi di istruzione, uniformati nell’aspetto – hanno tutti la testa rasata – e con regole di vita identiche a quelle dei "campi per adulti". Subiscono privazioni nel cibo devono lavorare mezza giornata, le ore rimaste sono occupate dallo studio".
in: Gessen Masha, Il carcere dei ragazzini, Internazionale 389, 8 giugno 2001, pp. 38-42
(il testo può essere consultato presso il Centro Documentazione Cisf)
  

Giustizia minorile

Un po’ di storia
In Europa la storia della giustizia minorile ha inizio nei primi del Novecento, subito dopo che nel 1899 era sorto negli Stati Uniti il primo tribunale per i minori. La separazione tra legge giuridica e penale nei confronti dei minori è sorta in Olanda nel 1905, nel Regno Unito nel 1908. In Francia e in Belgio nel 1912 si è costituita la specifica "Corte per l’infanzia, che precedentemente era stata sperimentata in alcune città della Germania nel 1908. Anche in Danimarca e in Italia una speciale attenzione fu rivolta alla posizione dei minori rispetto alla giustizia penale.
Confronting in Youth in Europe Juvenile Crime and Juvenile Justice

Giustizia minorile oggi in Italia
Tribunale per minorenni, Tribunale ordinario sia civile che penale, giudice tutelare, Pretore, Procuratore Generale della Repubblica, Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario: nell’attuale ordinamento giudiziario italiano costituiscono una pluralità di organi giudiziari che rivestono un ruolo fondamentale nella tutela degli interessi del minore, ma spesso creando situazioni complesse che creano alcune difficoltà nell’individuare il giudice competente, o provvedimenti contrastanti.
Minori
 
L’emergenza giustizia che si è verificata in questi ultimi tempi, ha segnato il dibattito politico degli ultimi mesi: la questione del sovrapporsi di competenze e la necessità di rivedere l’attuale sistema in materia di giustizia minorile è approdata al Consiglio dei Ministri.  Il 1° marzo 2002 sono stati approvati  2 disegni di legge, che hanno iniziato il loro iter parlamentare, disegni di legge destinati a mutare l’assetto strutturale, procedurale e sostanziale della giustizia minorile nel nostro Paese.
Le ipotesi avanzate dalla proposta di riordino (proposta del Ministro della Giustizia (Roberto Castelli) riguardano la riunificazione delle competenze civili su famiglia e minori in sezioni specializzate, l'innalzamento e l'inasprimento delle pene, l’istituzione di un "giudice unico" specializzato.
Disegno di legge recante modifiche alla composizione e alle competenze del Tribunale Penale per Minorenni
 
Comunicato stampa del Ministero

Su questa proposta di legge sono sorti numerosi pareri anche contrastanti, critiche e opinioni che si sono espresse attraverso agenzie di stampa e mezzi di comunicazione:
Avvenire, 3 marzo  
Famiglia Cristiana
 
Associazione Nazionale dei Magistrati per i Minorenni e la famiglia
 
Intervista ad Alfredo Carlo Moro e Luigi Fadiga

Punire i colpevoli salva tutti i minori
 
Tolleranza zero
 
RS23
 
Ragazzi dentro

Oltre il tribunale per i minorenni: verso dove?
Intervento Francesco Belletti, direttore CISF

Punibilità, carcere e strutture rieducative
La legge italiana sancisce la non punibilità di soggetti infraquattordicenni ( art. 97 c.p. nonché quanto prescritto nelle "Regole di Pechino", Regole minime delle Nazioni Unite per l'amministrazione della giustizia minorile, approvate a New York nel 1985), per via della loro insufficiente capacità di discernimento e autodeterminazione.
Diversamente, i soggetti d'età compresa fra i quattordici e i diciotto anni sono imputabili. Per costoro, ancor più che per gli adulti, le sanzioni irrogate dovrebbero tendere alla rieducazione (cfr. Cost. art. 27, secondo comma).
Cittadino lex; Minorenni in carcere solo nei casi estremi  

Un quadro più ampio, a livello internazionale, evidenzia, invece come cambi la soglia di età nell’ambito della responsabilità penale dei minorenni.
  

Responsabilità penale dei minorenni: soglia di età nei vari stati

 

7 anni

 

8 anni

 

9 anni

 

10 anni

 

12 anni

Bangladesh

Saint Kitts

Etiopia

Australia

Canada

Barbados

Scozia

Filippine

Fiji

Corea del Sud

Belize

Sri Lanka

Irak

Galles

Giamaica

Cipro

   

Inghilterra

Honduras

Ghana

   

Irlanda del Nord

Marocco

Giordania

   

Nepal

Uganda

Hong Kong

   

Nicaragua

 

India

   

Nuova Zelanda

 

Iralanda

   

Sierra Leone

 

Kuwait

   

Vanuatu

 

Libano

       

Birmania

       

Namibia

       

Nigeria

       

Pakistan

       

Siria

       

Stati Uniti

       

Sudafrica

       

Sudan

       

Tasmania

       

Thailandia

       

Trinidad e Tobago

       

Zimbabwe

       

 

13 anni

 

14 anni

 

15 anni

 

16 anni

 

18 anni

Algeria

Bulgaria

Danimarca

Argentina

Belgio

Benin

Camerun

Egitto

Bolivia

Brasile

Burkina Faso

Cina

Finlandia

Cile

Colombia

Burundi

Croazia

Islanda

Cuba

Costa Rica

Cambogia

Fed. Russa

Isole Maldive

El Salvador

Guatemala

Ciad

Germania

Laos

Indonesia

Messico

Costa d’Avorio

Giappone

Norvegia

Mongolia

Panama

Francia

Mauritius

Perù

Portogallo

Uruguay

Guineda

Israele

Rep.Ceca

Spagna

 

Madagascar

Italia

Sudan

Ucraina

 

Mali

Libia

Svezia

   

Niger

Paraguay

     

Polonia

Romania

     

Senegal

Ruanda

     

Togo

Russia

     

Tunisia

Slovenia

     
 

Ungheria

     
 

Vietnam

     
 

Yemen

     
Nota: le età sono indicative, possono differire in determinate circostanze in caso di gravi infrazioni o quando non può essere provata la capacità di discernimento del minore.

Fonte: Gruppo Abele, Annuario Sociale 2001, Feltrinelli, 2001.
   

Minori fuori e dentro il carcere

Le strutture istituite dall’ordinamento legislativo italiano per il recupero dei minorenni sono costituite dai centri di Prima accoglienza e dall’Istituto Penale per minorenni:
I Centri di prima accoglienza:
I C.P.A. ospitano i minori arrestati, fermati o accompagnati fino all'udienza di convalida, svolgendo nei loro confronti attività di sostegno e di chiarificazione. Essi inoltre forniscono all'Autorità Giudiziaria procedente i primi elementi di conoscenza della situazione che riguarda il minore e cercano di attivare le risorse familiari e ambientali, coinvolgendo gli altri Servizi dell'Amministrazione della Giustizia Minorile e quelli del territorio. Preparano le dimissioni del minore dal Centro o l'eventuale trasferimento ad altri Servizi o strutture. E’ una struttura non carceraria, collocata in gran parte presso gli Uffici Giudiziari; pertanto, il periodo di permanenza in questa struttura, anche se molto breve, permette di evitare l'impatto con l'istituto penale. Ma, ai sensi dell'art.18 c.2 D.P.R. 448/88, non tutti i minori arrestati o fermati vengono condotti in C.P.A.
Il centro di prima accoglienza. Aspetti normativi e sociologici

Istituti penali per minorenni
Gli I.P.M. ospitano i minori sottoposti a provvedimento dell'Autorità Giudiziaria, che si trovano in custodia cautelare o in espiazione di pena. Ospitano inoltre i "giovani adulti" che hanno commesso reato da minorenni e che, come previsto dalla legislazione italiana, espiano la pena nelle strutture per minorenni fino al compimento del 21° anno di età. Le finalità proprie dell' I.P.M. sono identificabili nell'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria, nel rispetto dei diritti soggettivi dei minori, e nell'attivazione di processi di responsabilizzazione e di promozione umana del minore. Gli I.P.M. sono 17, dislocati in quasi tutte le Regioni.
Distribuzione territoriale Istituti penali minorenni e Centri di Prima accoglienza  
Minori in carcere
 

Prevenzione e strutture riabilitative
Esistono strutture "alternative" alla reclusione in carcere dei minori. Occorre tener presente che il contatto con soggetti devianti potrebbe avere l'eventualità (non recondita) di un aumento del desiderio di ribellione e di rifiuto verso una società che lo ha emarginato ancora una volta...
Il problema del recupero dei minori non è di facile soluzione: non si tratta solo di realizzare strutture idonee, ma di "educare" la società. Troppo spesso accade che i soggetti (minorenni, ma non solo!) con esperienze carcerarie alle spalle siano emarginati e quasi "costretti" a ricadere in errore.
La difficile condizione dei minori in carcere

Le strutture alternative al carcere hanno lo scopo di favorire e garantire il reinserimento dei detenuti minori nella società mediante la creazione di una rete di cooperative, di associazioni, ecc..., che possano costituire un valido punto di riferimento al momento del "rientro" in società di questi soggetti.
Come strutture alternative al carcere sono previsti:
gli Uffici di servizio sociale per i minorenni
L’Ussm interviene a favore di minorenni coinvolti nel circuito penale, concorrendo alla promozione e alla tutela dei diritti degli stessi. Opera in collaborazione con gli altri Servizi della Giustizia Minorile e con i Servizi territoriali, attraverso modalità operative integrate. Gli interventi per applicazione dell'art.28 D.P.R. 448/88 rappresentano una parte notevole del lavoro svolto dagli uffici di servizio sociale, preceduti soltanto dagli interventi per applicazione di misure cautelari. Si consideri però la diversa natura dei due tipi di intervento: mentre le misure cautelari sono "obbligatorie", l'art.28 costituisce un istituto giuridico che può considerarsi diverso dal percorso penale classico e dunque richiede un vero e proprio investimento di risorse ed energie, sia da parte dei servizi che da parte dei soggetti interessati.
Ad ogni modo la misura alternativa d'elezione è "l'affidamento in prova al servizio sociale" (art.47 O.P.), sia per presentazione di progetti che per applicazione vera e propria. Tra le misure sostitutive quella che prevale è la libertà controllata.

le Comunità:
Si tratta di strutture utilizzate per l'esecuzione delle misure cautelari non detentive e del riformatorio giudiziario, con dimensioni strutturali e organizzative connotate da una forte apertura al contesto ambientale. I collocamenti in comunità vengono disposti non soltanto verso le comunità dell'Amministrazione della Giustizia Minorile, ma anche verso comunità private, associazioni e cooperative, con cui l’Ufficio Centrale di Giustizia Minorile stipula convenzioni, al fine di aumentare le possibilità di accesso dei minori a questo tipo di struttura.
Le comunità per minori di tipo familiare  

Le comunità ministeriali sono comunità avviate e gestite direttamente dall'Amministrazione; esse sono state attivate in alcune realtà come comunità - filtro, in altre come comunità aventi funzioni di centri polifunzionali, in altre ancora come comunità vere e proprie. Questa tipologia di comunità, al momento, è presente soprattutto al Sud (tre in Campania, tre in Puglia, due in Calabria e due in Sicilia). La comunità di Trento, operativa fino alla fine del 1999, è stata attivata in seguito a convenzione tra il Ministero della Giustizia e la provincia di Trento; costituisce, quindi, un caso particolare di comunità ministeriale, in gestione mista con l'ente locale.
La decarcerazione minorile
 
Il carcere i minori e la loro accoglienza

La migliore e più auspicabile soluzione è l’azione di prevenzione che i singoli governi possono attuare sul territorio sia attraverso la promulgazione di leggi che mediante la sensibilizzazione di enti ed associazioni preposte al recupero dei minori.
Per l’Italia esistono delle leggi guida concernenti la mediazione penale minorile. L’espressione di questo principio è rappresentata dal D.P.R. n. 448 del 22 settembre 1988 che ha raccolto ed elaborato le indicazioni provenienti da esperienze anche internazionali e anticipando in alcuni casi l’elaborazione dei principi contenuti in importanti carte internazionali come la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo firmata a New York nel 1989.
Mediazione e giustizia riparatoria nel sistema penale italiano
 
Convenzione diritti Infanzia
 
10th Congress

Delinquenza giovanile  
Più prevenzione meno criminalità

I gravi delitti dei minori
In questi ultimi mesi la cronaca ha registrato casi di efferati delitti commessi da parte di minorenni. Tanto è stato detto ed altrettanto scritto. Una silenziosa e cosciente riflessione da parte di noi tutti sui fatti accaduti può, forse, senza addurre giustificazioni, aiutarci a capire.
Una famiglia normale. Il caso di Novi Ligure

CNNItalia.it

Il notiziario di BPS

La Repubblica
 
La cronaca
 
   

Per approfondire

Qualche altro sito su "minori e carcere":
Campagna minori USA
Roma, Caritas on line

La difficile condizione dei minori in carcere

L'altro diritto
Spettacolo minori detenuti. Progetto dialogo

Focsiv delinquenza minorile
    

Bibliografia anno 2001

(i seguenti testi possono essere consultati presso il Centro documentazione Cisf)

  • Branco Mendes Manuel, Caminhos de reeducaçâo, Infância e Juventude, n. 1, gennaio-marzo, 2001, pp. 101-120

  • CAM-Centro ausiliario per i problemi minorili (a cura di), Italia-Europa. Alla ricerca di nuovi modelli di tutela per l'infanzia e l'adolescenza, Franco Angeli, Milano, 2001, pp. 126

  • Dignan Jim, Avaliaçao das experiências-piloto na justiça juvenil, Infância e juventude, n. 4, ottobre-dicembre, 2001, pp. 81-125

  • Dipartimento giustizia minorile (a cura di), I gruppi di adolescenti devianti. Un'indagine sui fenomeni di devianza minorile di gruppo in Italia, Franco Angeli, Milano, 2001, pp. 174

  • Farrington David P., Prevençào centrada no risco, Infância e juventude, n. 3, luglio-settembre, 2001, pp. 9-29

  • Ferrari Laura, Adolescenti in carcere tra pena ed espiazione, Sir, n. 44, 9 dicembre, 2001, pp. 6-7

  • Figueiredo Joao (et al.), Rumo a uma estratégia de prevencao da criminalidade baseada no conhecimento, Infância e Juventude, n. 2, aprile-giugno, 2001, pp. 8-136

  • Figueiredo Joao, A justiça de menores na Europa, Infância e Juventude, n. 1, gennaio-marzo, 2001, pp. 9-20

  • Forza Antonio, Michelin Paolo, Sergio Gustavo (a cura di), Difendere, valutare e giudicare il minore. Il processo penale minorile, manuale per avvocati, psicologi e magistrati, Giuffrè, Milano, 2001, pp. XII-925

  • Gessen Masha, Il carcere dei ragazzini, Internazionale 398, 8 giugno 2001, pp. 38-42

  • Gruppo Abele, Annuario sociale 2001. Cronologie su tutti i fatti dell'anno. Rapporto su dati, ricerche, statistiche, leggi, nomi, cifre in Italia, in Europa e nel mondo, Feltrinelli, 2001, pp. 955

  • Imprudente Alba, La devianza minorile nella società multietnica e multiculturale, Il diritto di famiglia e delle persone, n. 4, ottobre-dicembre, 2001, pp. 1769-1786

  • Istituto Nazionale di Statistica, Statistiche giudiziarie penali. Anno 1999, Istat, Roma, 2001, pp. 521

  • Leote de Carvalho Maria Joao, Imagens da delinquência juvenil na imprensa, Infância e juventude, n. 3, luglio-settembre, 2001, pp. 65-130

  • Lo Curto Alessandra, La devianza minorile nell'interazione complessa con l'ambiente, Esperienze sociali, n. 1, gennaio, 2001, pp. 55-71

  • Milan Giuseppe, Disagio giovanile e strategie educative, Città Nuova, Roma, 2001, pp. 180

  • Moia Luciano, Violenza giovanile, Missione salute, n. 3, 2001, pp. 24-26

  • Monteiro Guedes Valente Manuel, Delinquencia juvenil, Infância e juventude, n. 4, ottobre-dicembre, 2001, pp. 53-79

  • Mustacchi Claudio (a cura di), Nel corpo e nello sguardo. L'emozione estetica nei luoghi della cura e della formazione, Unicopli, Milano, 2001, pp. 237

  • Pozzoli Luigi, Pomodoro Livia, La sfida della responsabilità, Vivereoggi, n. 1, febbraio, 2001, pp. 6-9

  • Robbins Michael S., Alexander James F., Turner Charles W., Disrupting Defensive Family Interactions in Family Therapy with Delinquent Adolescents, Journal of Family Psychology, vol. 14, n. 4, dicembre, 2000, pp. 688-701

  • Simons Ronald L. (et al.), Quality of Parenting as Mediator of the Effect of Childhood Defiance on Adolescent Friendship Choices and Delinquency: A Growth Curve Analysis, Journal of Marriage and Family, vol. 63, n. 1, febbraio, 2001, pp. 63-79

  • Water Ethan, Prigionieri per scelta, Internazionale 294/296, 30 luglio 1999, pp. 87-94


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Modificato mercoledì 24 novembre 2010
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