  























|

Minori
e
carcere Il
problema
I dati
Un confronto con altri Paesi
Giustizia minorile
Minori fuori e dentro il carcere
Per approfondire
Bibliografia
Il
problema
Molteplici sono i motivi che
possono portare i minori a compiere reati:
- Il sempre maggior sfruttamento da
parte degli adulti
- Le crisi adolescenziali
- Il disadattamento familiare e/o
lavorativo
- Una cattiva e incompiuta
socializzazione
- Un certo tipo di devianza radicata
che può portare a forme di delinquenza "aggregata" (ad
esempio la costituzione di bande giovanili).
La
delinquenza minorile è tutt’altro che un problema marginale. Da un
punto di vista statistico è meno rilevata di quanto sia in realtà (il
"numero oscuro" è molto alto, dal momento che spesso si
preferisce evitare ad un minore la punizione legale).
"Per l’attuale codice penale, c’è una presunzione di
innocenza assoluta per i minori infraquattordicenni tale da non
permettere la punibilità degli stessi: l'unico istituto di carattere
"coercitivo" è l'applicazione di una misura di sicurezza come
il riformatorio giudiziario… basato sulla concezione costituzionale
del fine rieducativo della pena. Al di la degli aspetti penalistici
bisogna però indagare sulle cause sociali che portano alla commissione
di reati, cause che vanno ricercate con oculatezza, evitando inutili
generalizzazioni che comporterebbero un’analisi falsata. Uno studio
approfondito dovrà tenere conto della condizione socio economica del
reo, della sua vita sociale, della famiglia e del luogo in cui ha
vissuto e in cui è cresciuto, e qui occorrerà comunque un giudizio
specializzante per ogni singolo caso in fase processuale". Criminal.it
Diritto
& Diritti
Minori
a rischio a Catania
Sempre
Minori
Progetto Phonix
Ministero dell’Interno, Minori a rischio di criminalità
SdpIpomodoro
I
dati
I
dati sulla criminalità minorile in Italia indicano una diminuzione del
numero complessivo dei minori denunciati (nel 1999, 22.132 –10,8%)
nonostante l’aumento dei reati più gravi commessi dai giovanissimi
(+61,1% di denunce per rapine, +65,4% per produzione e commercio di
stupefacenti negli ultimi 5 anni). Preoccupante il fenomeno
dell’abbassamento dell’età media di ingresso nei circuiti criminali
(fatto che porta il 30% degli italiani a dichiararsi favorevole a
portare da 14 a 12 anni l’età minima della punibilità). (Fonte:
Censis, Prevenire per non peggiorare. Un manuale europeo per la
prevenzione della criminalità giovanile, in "Censis note
& Commenti", n 629, 2002, pp. 72-73).
I dati sulle carcerazioni minorili in Italia segnalano una
sostanziale stabilità (dal 1991 al 1998 si è verificata una
diminuzione dei minori negli istituti penali (-66) ed un lieve aumento
nei centri di prima accoglienza (+150).
|
Ingressi negli
Istituti penali minorili
|
|
1991
|
Tot. 1.954
|
|
1998
|
Tot. 1.888
-66
|
|
Ingressi nei
centri di prima accoglienza
|
|
1991
|
Tot. 4.072
|
|
1998
|
Tot. 4.222
+150
|
(fonte:
elaborazione Ufficio centrale per la giustizia minorile – Ministero
della Giustizia)
In
particolare:
Minorenni entrati nei Centri di prima accoglienza - Anno 1998
|
RIPARTIZIONI
TERRITORIALI
|
TOTALE ENTRATI
|
|
|
Totale
|
Di cui stranieri
|
|
MASCHI E FEMMINE
|
|
Nord
|
1.491
|
1.174
|
|
Centro
|
1.156
|
869
|
|
Mezzogiorno
|
1.575
|
262
|
|
ITALIA
|
4.222
|
2.305
|
|
FEMMINE
|
|
Nord
|
390
|
368
|
|
Centro
|
442
|
425
|
|
Mezzogiorno
|
157
|
127
|
|
ITALIA
|
989
|
920
|
Analizzando
le imputazioni per i singoli reati risulta che il maggior numero di esse
ha riguardato, per i minori italiani, reati contro il patrimonio: 63,7%
del totale, seguite dalle violazioni della legge sugli stupefacenti
(20,5%) e da quelle relative a reati contro la persona (5,9%). Per i
minorenni stranieri la stragrande maggioranza delle imputazioni ha
riguardato reati contro il patrimonio: il 77,5% del totale, che
sale addirittura al 97,3% se ci riferiamo alla sola componente
femminile.
Cfr. anche: Gruppo Abele, Annuario Sociale 2000,
Feltrinelli, Milano, 2000, pp. 256 – 261.
Istat Statistiche giudiziarie
Un
confronto con altri Paesi
La
rilevazione di dati statistici dei minorenni in carcere negli Stati
Uniti risulta più complessa per le caratteristiche legislative che
presentano i Tribunali dei minori: "Il tribunale dei minori ha
trattato nel 1995 più di 1,7 milioni di casi di delinquenza minorile.
Circa la metà (45%) non ha subito alcun perseguimento penale. I casi
che hanno invece riguardato minori al di sotto dei 13 anni ossia il 73%
non hanno subito alcuna sanzione penale…"
Delinquents or Criminals: Policy Options for Young Offenders
Nel decennio 1989-1998 i casi di detenzione carceraria nei confronti
di minori hanno subito un aumento del 25% (+ 66.100). Mentre nel 1989 il
Tribunale dei Minori ha trattato 1,2 milioni di casi di delinquenza
giovanile, entro il 1998 questo dato è aumentato del 44% avvicinandosi
a 1,8 milioni.
Il cambiamento più rilevante è stato l’aumento dei casi di
carcerazione femminile che nel decennio ‘89-’98 ha subito un aumento
pari al 56% rispetto a quello maschile del 20%. L’incremento del
numero dei carcerati minorenni è stato maggiore nella popolazione
bianca rispetto a quella di colore (33% rispetto al 15%). Nel 1999 il
numero di minori in carcere accusati di reati contro la persona è stato
di 108.931. In tutti gli Stati Uniti su 100 mila giovani ne sono stati
incarcerati 371 (0,37%).
Detention
in Delinquency Cases 1989-1998
Juvenile offenders in residential placement 1997-1999
Situazione
carceraria minori in Inghilterra e Scozia
cfr.
inoltre Organisation Internationale De Police Criminelle, Statistiques
Criminelles Internationales 1999, Interpol
Centri
di riabilitazione negli Stati Uniti:
"Sono chiamati "centri di riabilitazione per giovani
difficili, ma a volte sono peggio di un carcere. Questa è stata
l’esperienza di Joe Medoro un piccolo furfante che dopo 3 giorni nel
campo di lavoro di Paradise Cove, a Samoa, è stato rinchiuso nella
"cella di osservazione". Se un ragazzo viene scoperto fare
qualche cosa di vietato, per esempio fumare una sigaretta, uno dei
castighi inflitti può essere quello di farlo restare seduto in una
cassa di compensato di un metro per un metro e mezzo, a volte per 3
giorni". in: Waters Ethan, Prigionieri per scelta, Internazionale
294/296, 30 luglio 1999, pp. 87-94
(il testo può essere consultato presso il Centro Documentazione Cisf
Il
carcere dei ragazzini in Russia:
"In un reportage giornalistico viene descritta la vita
quotidiana in un riformatorio di Mariinsk (nella Siberia centrale), dove
i piccoli detenuti non si preparano al reinserimento nella società, ma
alle prigioni degli adulti. Generalmente si tratta di ragazzini privi di
istruzione, uniformati nell’aspetto – hanno tutti la testa rasata
– e con regole di vita identiche a quelle dei "campi per
adulti". Subiscono privazioni nel cibo devono lavorare mezza
giornata, le ore rimaste sono occupate dallo studio".
in: Gessen Masha, Il carcere dei ragazzini, Internazionale
389, 8 giugno 2001, pp. 38-42
(il testo può essere consultato presso il Centro Documentazione Cisf)
Giustizia
minorile
Un
po’ di storia
In Europa la storia della giustizia minorile ha inizio nei primi del
Novecento, subito dopo che nel 1899 era sorto negli Stati Uniti il primo
tribunale per i minori. La separazione tra legge giuridica e penale nei
confronti dei minori è sorta in Olanda nel 1905, nel Regno Unito nel
1908. In Francia e in Belgio nel 1912 si è costituita la specifica
"Corte per l’infanzia, che precedentemente era stata sperimentata
in alcune città della Germania nel 1908. Anche in Danimarca e in Italia
una speciale attenzione fu rivolta alla posizione dei minori rispetto
alla giustizia penale.
Confronting in Youth in Europe Juvenile Crime and Juvenile Justice
Giustizia
minorile oggi in Italia
Tribunale per minorenni, Tribunale ordinario sia civile che penale,
giudice tutelare, Pretore, Procuratore Generale della Repubblica,
Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario: nell’attuale
ordinamento giudiziario italiano costituiscono una pluralità di organi
giudiziari che rivestono un ruolo fondamentale nella tutela degli
interessi del minore, ma spesso creando situazioni complesse che creano
alcune difficoltà nell’individuare il giudice competente, o
provvedimenti contrastanti.
Minori
L’emergenza giustizia che si è verificata in questi ultimi tempi, ha
segnato il dibattito politico degli ultimi mesi: la questione del
sovrapporsi di competenze e la necessità di rivedere l’attuale
sistema in materia di giustizia minorile è approdata al Consiglio dei
Ministri. Il 1° marzo 2002 sono stati approvati 2 disegni
di legge, che hanno iniziato il loro iter parlamentare, disegni di legge
destinati a mutare l’assetto strutturale, procedurale e sostanziale
della giustizia minorile nel nostro Paese.
Le ipotesi avanzate dalla proposta di riordino (proposta del Ministro
della Giustizia (Roberto Castelli) riguardano la riunificazione delle
competenze civili su famiglia e minori in sezioni specializzate,
l'innalzamento e l'inasprimento delle pene, l’istituzione di un
"giudice unico" specializzato.
Disegno di legge recante modifiche alla composizione e alle
competenze del Tribunale Penale per Minorenni
Comunicato stampa del Ministero
Su
questa proposta di legge sono sorti numerosi pareri anche contrastanti,
critiche e opinioni che si sono espresse attraverso agenzie di stampa e
mezzi di comunicazione:
Avvenire,
3 marzo
Famiglia Cristiana
Associazione Nazionale dei Magistrati per i Minorenni e la famiglia
Intervista ad Alfredo Carlo Moro e Luigi Fadiga
Punire i colpevoli salva tutti i minori
Tolleranza zero
RS23
Ragazzi
dentro
Oltre
il tribunale per i minorenni: verso dove?
Intervento Francesco Belletti, direttore CISF
Punibilità,
carcere e strutture rieducative
La legge italiana sancisce la non punibilità di soggetti
infraquattordicenni ( art. 97 c.p. nonché quanto prescritto nelle
"Regole di Pechino", Regole minime delle Nazioni Unite per
l'amministrazione della giustizia minorile, approvate a New York nel
1985), per via della loro insufficiente capacità di discernimento e
autodeterminazione.
Diversamente, i soggetti d'età compresa fra i quattordici e i diciotto
anni sono imputabili. Per costoro, ancor più che per gli adulti, le
sanzioni irrogate dovrebbero tendere alla rieducazione (cfr. Cost. art.
27, secondo comma).
Cittadino lex; Minorenni in carcere solo nei casi estremi
Un
quadro più ampio, a livello internazionale, evidenzia, invece come
cambi la soglia di età nell’ambito della responsabilità penale dei
minorenni.
|
Responsabilità
penale dei minorenni: soglia di età nei vari stati
|
|
7 anni
|
8 anni
|
9 anni
|
10 anni
|
12 anni
|
|
Bangladesh
|
Saint Kitts
|
Etiopia
|
Australia
|
Canada
|
|
Barbados
|
Scozia
|
Filippine
|
Fiji
|
Corea del Sud
|
|
Belize
|
Sri Lanka
|
Irak
|
Galles
|
Giamaica
|
|
Cipro
|
|
|
Inghilterra
|
Honduras
|
|
Ghana
|
|
|
Irlanda del Nord
|
Marocco
|
|
Giordania
|
|
|
Nepal
|
Uganda
|
|
Hong Kong
|
|
|
Nicaragua
|
|
|
India
|
|
|
Nuova Zelanda
|
|
|
Iralanda
|
|
|
Sierra Leone
|
|
|
Kuwait
|
|
|
Vanuatu
|
|
|
Libano
|
|
|
|
|
|
Birmania
|
|
|
|
|
|
Namibia
|
|
|
|
|
|
Nigeria
|
|
|
|
|
|
Pakistan
|
|
|
|
|
|
Siria
|
|
|
|
|
|
Stati Uniti
|
|
|
|
|
|
Sudafrica
|
|
|
|
|
|
Sudan
|
|
|
|
|
|
Tasmania
|
|
|
|
|
|
Thailandia
|
|
|
|
|
|
Trinidad e
Tobago
|
|
|
|
|
|
Zimbabwe
|
|
|
|
|
|
13 anni
|
14 anni
|
15 anni
|
16 anni
|
18 anni
|
|
Algeria
|
Bulgaria
|
Danimarca
|
Argentina
|
Belgio
|
|
Benin
|
Camerun
|
Egitto
|
Bolivia
|
Brasile
|
|
Burkina Faso
|
Cina
|
Finlandia
|
Cile
|
Colombia
|
|
Burundi
|
Croazia
|
Islanda
|
Cuba
|
Costa Rica
|
|
Cambogia
|
Fed. Russa
|
Isole Maldive
|
El Salvador
|
Guatemala
|
|
Ciad
|
Germania
|
Laos
|
Indonesia
|
Messico
|
|
Costa d’Avorio
|
Giappone
|
Norvegia
|
Mongolia
|
Panama
|
|
Francia
|
Mauritius
|
Perù
|
Portogallo
|
Uruguay
|
|
Guineda
|
Israele
|
Rep.Ceca
|
Spagna
|
|
|
Madagascar
|
Italia
|
Sudan
|
Ucraina
|
|
|
Mali
|
Libia
|
Svezia
|
|
|
|
Niger
|
Paraguay
|
|
|
|
|
Polonia
|
Romania
|
|
|
|
|
Senegal
|
Ruanda
|
|
|
|
|
Togo
|
Russia
|
|
|
|
|
Tunisia
|
Slovenia
|
|
|
|
| |
Ungheria
|
|
|
|
| |
Vietnam
|
|
|
|
| |
Yemen
|
|
|
|
| Nota:
le età sono indicative, possono differire in determinate
circostanze in caso di gravi infrazioni o quando non può essere
provata la capacità di discernimento del minore. |
Fonte:
Gruppo Abele, Annuario Sociale 2001, Feltrinelli, 2001.
Minori
fuori e dentro il carcere
Le
strutture istituite dall’ordinamento legislativo italiano per il
recupero dei minorenni sono costituite dai centri di Prima accoglienza e
dall’Istituto Penale per minorenni:
I Centri di prima accoglienza:
I C.P.A. ospitano i minori arrestati, fermati o accompagnati fino
all'udienza di convalida, svolgendo nei loro confronti attività di
sostegno e di chiarificazione. Essi inoltre forniscono all'Autorità
Giudiziaria procedente i primi elementi di conoscenza della situazione
che riguarda il minore e cercano di attivare le risorse familiari e
ambientali, coinvolgendo gli altri Servizi dell'Amministrazione della
Giustizia Minorile e quelli del territorio. Preparano le dimissioni del
minore dal Centro o l'eventuale trasferimento ad altri Servizi o
strutture. E’ una struttura non carceraria, collocata in gran parte
presso gli Uffici Giudiziari; pertanto, il periodo di permanenza in
questa struttura, anche se molto breve, permette di evitare l'impatto
con l'istituto penale. Ma, ai sensi dell'art.18 c.2 D.P.R. 448/88, non
tutti i minori arrestati o fermati vengono condotti in C.P.A.
Il centro di prima accoglienza. Aspetti normativi e sociologici
Istituti
penali per minorenni
Gli I.P.M. ospitano i minori sottoposti a provvedimento dell'Autorità
Giudiziaria, che si trovano in custodia cautelare o in espiazione di
pena. Ospitano inoltre i "giovani adulti" che hanno commesso
reato da minorenni e che, come previsto dalla legislazione italiana,
espiano la pena nelle strutture per minorenni fino al compimento del 21°
anno di età. Le finalità proprie dell' I.P.M. sono identificabili
nell'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria, nel
rispetto dei diritti soggettivi dei minori, e nell'attivazione di
processi di responsabilizzazione e di promozione umana del minore. Gli
I.P.M. sono 17, dislocati in quasi tutte le Regioni.
Distribuzione
territoriale Istituti penali minorenni e Centri di Prima accoglienza
Minori in carcere
Prevenzione
e strutture riabilitative
Esistono strutture "alternative" alla reclusione in carcere
dei minori. Occorre tener presente che il contatto con soggetti devianti
potrebbe avere l'eventualità (non recondita) di un aumento del
desiderio di ribellione e di rifiuto verso una società che lo ha
emarginato ancora una volta...
Il problema del recupero dei minori non è di facile soluzione: non si
tratta solo di realizzare strutture idonee, ma di "educare" la
società. Troppo spesso accade che i soggetti (minorenni, ma non solo!)
con esperienze carcerarie alle spalle siano emarginati e quasi
"costretti" a ricadere in errore.
La difficile condizione dei minori in carcere
Le
strutture alternative al carcere hanno lo scopo di favorire e garantire
il reinserimento dei detenuti minori nella società mediante la
creazione di una rete di cooperative, di associazioni, ecc..., che
possano costituire un valido punto di riferimento al momento del
"rientro" in società di questi soggetti.
Come strutture alternative al carcere sono previsti:
gli Uffici di servizio sociale per i minorenni
L’Ussm interviene a favore di minorenni coinvolti nel circuito penale,
concorrendo alla promozione e alla tutela dei diritti degli stessi.
Opera in collaborazione con gli altri Servizi della Giustizia Minorile e
con i Servizi territoriali, attraverso modalità operative integrate.
Gli interventi per applicazione dell'art.28 D.P.R. 448/88 rappresentano
una parte notevole del lavoro svolto dagli uffici di servizio sociale,
preceduti soltanto dagli interventi per applicazione di misure
cautelari. Si consideri però la diversa natura dei due tipi di
intervento: mentre le misure cautelari sono "obbligatorie",
l'art.28 costituisce un istituto giuridico che può considerarsi diverso
dal percorso penale classico e dunque richiede un vero e proprio
investimento di risorse ed energie, sia da parte dei servizi che da
parte dei soggetti interessati.
Ad ogni modo la misura alternativa d'elezione è "l'affidamento in
prova al servizio sociale" (art.47 O.P.), sia per presentazione di
progetti che per applicazione vera e propria. Tra le misure sostitutive
quella che prevale è la libertà controllata.
le
Comunità:
Si tratta di strutture utilizzate per l'esecuzione delle misure
cautelari non detentive e del riformatorio giudiziario, con dimensioni
strutturali e organizzative connotate da una forte apertura al contesto
ambientale. I collocamenti in comunità vengono disposti non soltanto
verso le comunità dell'Amministrazione della Giustizia Minorile, ma
anche verso comunità private, associazioni e cooperative, con cui
l’Ufficio Centrale di Giustizia Minorile stipula convenzioni, al fine
di aumentare le possibilità di accesso dei minori a questo tipo di
struttura.
Le
comunità per minori di tipo familiare
Le
comunità ministeriali sono comunità avviate e gestite direttamente
dall'Amministrazione; esse sono state attivate in alcune realtà come
comunità - filtro, in altre come comunità aventi funzioni di centri
polifunzionali, in altre ancora come comunità vere e proprie. Questa
tipologia di comunità, al momento, è presente soprattutto al Sud (tre
in Campania, tre in Puglia, due in Calabria e due in Sicilia). La
comunità di Trento, operativa fino alla fine del 1999, è stata
attivata in seguito a convenzione tra il Ministero della Giustizia e la
provincia di Trento; costituisce, quindi, un caso particolare di comunità
ministeriale, in gestione mista con l'ente locale.
La decarcerazione minorile
Il carcere i minori e la loro accoglienza
La
migliore e più auspicabile soluzione è l’azione di prevenzione che i
singoli governi possono attuare sul territorio sia attraverso la
promulgazione di leggi che mediante la sensibilizzazione di enti ed
associazioni preposte al recupero dei minori.
Per l’Italia esistono delle leggi guida concernenti la mediazione
penale minorile. L’espressione di questo principio è rappresentata
dal D.P.R.
n. 448 del 22 settembre 1988 che ha raccolto ed elaborato le
indicazioni provenienti da esperienze anche internazionali e anticipando
in alcuni casi l’elaborazione dei principi contenuti in importanti
carte internazionali come la Convenzione
Onu sui diritti del fanciullo firmata a New York nel 1989.
Mediazione e giustizia riparatoria nel sistema penale italiano
Convenzione diritti Infanzia
10th Congress
Delinquenza
giovanile
Più prevenzione meno criminalità
I
gravi delitti dei minori
In questi ultimi mesi la cronaca ha registrato casi di efferati delitti
commessi da parte di minorenni. Tanto è stato detto ed altrettanto
scritto. Una silenziosa e cosciente riflessione da parte di noi tutti
sui fatti accaduti può, forse, senza addurre giustificazioni, aiutarci
a capire.
Una famiglia normale. Il caso di Novi Ligure
CNNItalia.it
Il notiziario di BPS
La Repubblica
La cronaca
Per
approfondire
Qualche
altro sito su "minori e carcere":
Campagna
minori USA
Roma, Caritas on line
La difficile condizione dei minori in carcere
L'altro
diritto
Spettacolo minori detenuti. Progetto dialogo
Focsiv delinquenza minorile
Bibliografia
anno 2001
(i
seguenti testi possono essere consultati presso il Centro documentazione
Cisf)
-
Branco
Mendes Manuel, Caminhos de reeducaçâo, Infância e
Juventude, n. 1, gennaio-marzo, 2001, pp. 101-120
-
CAM-Centro
ausiliario per i problemi minorili (a cura di), Italia-Europa. Alla
ricerca di nuovi modelli di tutela per l'infanzia e l'adolescenza,
Franco Angeli, Milano, 2001, pp. 126
-
Dignan
Jim, Avaliaçao das experiências-piloto na justiça juvenil,
Infância e juventude, n. 4, ottobre-dicembre, 2001, pp.
81-125
-
Dipartimento
giustizia minorile (a cura di), I gruppi di adolescenti devianti.
Un'indagine sui fenomeni di devianza minorile di gruppo in Italia,
Franco Angeli, Milano, 2001, pp. 174
-
Farrington
David P., Prevençào centrada no risco, Infância e
juventude, n. 3, luglio-settembre, 2001, pp. 9-29
-
Ferrari
Laura, Adolescenti in carcere tra pena ed espiazione, Sir,
n. 44, 9 dicembre, 2001, pp. 6-7
-
Figueiredo
Joao (et al.), Rumo a uma estratégia de prevencao da
criminalidade baseada no conhecimento, Infância e Juventude,
n. 2, aprile-giugno, 2001, pp. 8-136
-
Figueiredo
Joao, A justiça de menores na Europa, Infância e
Juventude, n. 1, gennaio-marzo, 2001, pp. 9-20
-
Forza
Antonio, Michelin Paolo, Sergio Gustavo (a cura di), Difendere,
valutare e giudicare il minore. Il processo penale minorile, manuale
per avvocati, psicologi e magistrati, Giuffrè, Milano, 2001,
pp. XII-925
-
Gessen
Masha, Il carcere dei ragazzini, Internazionale 398, 8
giugno 2001, pp. 38-42
-
Gruppo
Abele, Annuario sociale 2001. Cronologie su tutti i fatti
dell'anno. Rapporto su dati, ricerche, statistiche, leggi, nomi,
cifre in Italia, in Europa e nel mondo, Feltrinelli, 2001, pp.
955
-
Imprudente
Alba, La devianza minorile nella società multietnica e
multiculturale, Il diritto di famiglia e delle persone,
n. 4, ottobre-dicembre, 2001, pp. 1769-1786
-
Istituto
Nazionale di Statistica, Statistiche giudiziarie penali. Anno
1999, Istat, Roma, 2001, pp. 521
-
Leote
de Carvalho Maria Joao, Imagens da delinquência juvenil na
imprensa, Infância e juventude, n. 3, luglio-settembre,
2001, pp. 65-130
-
Lo
Curto Alessandra, La devianza minorile nell'interazione complessa
con l'ambiente, Esperienze sociali, n. 1, gennaio, 2001,
pp. 55-71
-
Milan
Giuseppe, Disagio giovanile e strategie educative, Città
Nuova, Roma, 2001, pp. 180
-
Moia
Luciano, Violenza giovanile, Missione salute, n. 3,
2001, pp. 24-26
-
Monteiro
Guedes Valente Manuel, Delinquencia juvenil, Infância e
juventude, n. 4, ottobre-dicembre, 2001, pp. 53-79
-
Mustacchi
Claudio (a cura di), Nel corpo e nello sguardo. L'emozione
estetica nei luoghi della cura e della formazione, Unicopli,
Milano, 2001, pp. 237
-
Pozzoli
Luigi, Pomodoro Livia, La sfida della responsabilità, Vivereoggi,
n. 1, febbraio, 2001, pp. 6-9
-
Robbins
Michael S., Alexander James F., Turner Charles W., Disrupting
Defensive Family Interactions in Family Therapy with Delinquent
Adolescents, Journal of Family Psychology, vol. 14, n. 4,
dicembre, 2000, pp. 688-701
-
Simons
Ronald L. (et al.), Quality of Parenting as Mediator of the
Effect of Childhood Defiance on Adolescent Friendship Choices and
Delinquency: A Growth Curve Analysis, Journal of Marriage and
Family, vol. 63, n. 1, febbraio, 2001, pp. 63-79
-
Water
Ethan, Prigionieri per scelta, Internazionale 294/296,
30 luglio 1999, pp. 87-94
Cisf - Codice fisc/P.
Iva 05023630964
Modificato
mercoledì 24 novembre 2010
Sito gestito dalla Società
Apostolato San Paolo
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Il Centro Documentazione del CISF è dotato di oltre 6.000 volumi, più di 100 testate di riviste specializzate, suddivise cinque aree d'interesse:
pastorale familiare
formazione e
dinamica
della coppia
età evolutiva
problematiche
collegate alla 3a età
bioetica
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aggiornamento per chi è interessato a conoscere quanto di rilevante viene pubblicato sulla famiglia

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