Sommario

1 Gli inizi (1938-47)
2 La nascita e sviluppo 16 mm (1947-49);
3 Il catechismo in immagini (1949-54);
4 La "nuova" San Paolo Film (1955-62);
5 La grande Bibbia in immagini (1962-64) ;
6 La nascita e sviluppo dell'8 mm (1966-70);
7 San Paolo e RAI e il "Pinocchio" (1970);
8 Nuove realtà cinematografiche (1978-85);
 9 L'Audiovisivi e l'Home Video (1985-90);
10 Il "Videocatechismo" (1990);
11 Le storie della Bibbia (1993- )

 

1.Gli inizi (1938-47)

Il 18 marzo 1938 può essere ricordato come la data ufficiale dell'ingresso nel mondo del cinema della Società San Paolo, che fino ad allora aveva limitato il suo campo d'azione apostolica nella carta stampata. Fu proprio in quel giorno che don Giacomo Alberione incaricò due sacerdoti della Società San Paolo di iniziare l'attività cinematografica.
In quell'anno in Italia le sale cinematografiche erano 4049 e i cattolici ne gestivano quasi la metà. Tuttavia le organizzazioni cattoliche italiane avevano fatto ben poco per crearsi un proprio spazio in un ambito di importanza strategica come quello della produzione e distribuzione del film, riservando la maggior parte dello loro energie a fare interventi censori e moralistici sulla nuova arte che stava sempre più diventando un fenomeno di massa.
La parola d'ordine dell'Alberione fu: deporre le forbici della censura e prendere in mano la macchina da presa.
Nel giro di qualche mese venne fondata la società REF (Romana Editrice Film) per realizzare il primo film, intitolato "Abuna Messias", che uscì l'anno seguente. Girato dal noto regista Goffredo Alessandrini quasi interamente nell'Africa Orientale con l'aiuto dell'esercito italiano, il film vinse il primo premio alla Mostra di Venezia del 1939 con la Coppa Mussolini per il miglior film italiano.
Il film narrava in modo epico e un po' trionfalistico le gesta del grande missionario piemontese Cardinale Massaia, che tornava in Etiopia dopo vent'anni di apostolato in quella regione.
Lo scoppio della guerra fermò la neonata attività produttrice della REF, che tuttavia si rimise in moto appena le condizioni disastrose del dopoguerra lo permisero.
Fu così che nel mese di maggio del 1946 uscì il secondo film della REF, "Il piccolo ribelle", un lungometraggio che affrontava il tema del rapporto educativo genitori-figli; poco dopo usciva il terzo film, "Inquietudine", che narrava con toni drammatici la storia di una vocazione sacerdotale mancata.

 

 

2. La nascita e sviluppo del passo ridotto - 16 mm (1947-49)

Il 1947 va ricordato per due fatti: inizia la produzione di documentari (il primo titolo in assoluto fu "Missionari della metropoli", che illustrava l'attività apostolica della Famiglia Paolina) e nasce la distribuzione a 16mm (cinema a passo ridotto), la nuova e originale via aperta dai Paolini in campo cinematografico, destinata a durare fino alla metà degli anni '80 e a lasciare un segno profondo nella storia della cultura cinematografica italiana.
L'idea consisteva nell'acquisire dalle Case cinematografiche di produzione i diritti di riduzione a passo 16mm della pellicola originale a 35mm già sfruttata nei normali circuiti delle sale cinematografiche; in questa maniera si proponeva al mercato uno strumento più duttile e snello rispetto alla pellicola in 35mm, ottenendo un forte e capillare sfruttamento del film e un notevole allungamento della sua vita.
In quel momento il numero delle sale attrezzate per il passo ridotto in Italia non raggiungeva il migliaio. La nuova iniziativa poté affermarsi poiché fu pianificata in maniera meticolosa e razionale.
Accanto alla distribuzione del nuovo supporto, fu organizzata la vendita di proiettori a passo ridotto per facilitare l'allestimento di nuove sale cinematografiche. Contemporaneamente le 70 Librerie delle Edizioni Paoline furono attrezzate per diventare luogo di distribuzione delle pellicole ma anche centri di consulenza, di assistenza tecnica e di irradiazione sul territorio della nuova proposta. I media a disposizione della Società San Paolo - soprattutto la rivista "Vita Pastorale" - scatenarono una formidabile campagna di convincimento sulle parrocchie e su tutte le altre organizzazioni cattoliche perché appoggiassero in modo concreto la nuova via paolina al cinema.
I primi film ad entrare nel catalogo del passo ridotto furono proprio "Abuna Messias", "Il piccolo ribelle" e "Inquietudine"; ma intanto la REF concludeva il primo importante accordo con la Casa cinematografica Jupiter, col quale si cedevano alla società dei Paolini i diritti di riduzione a 16mm di un pacchetto di 50 film.
Nel mese di novembre del 1947 fu aperta a Roma la prima agenzia dedicata alla distribuzione delle pellicole a 16mm.
Il 19 dicembre del 1947 venne costituita una nuova società, la Parva Film, che aveva tra i suoi scopi, oltre alla produzione, acquisto, vendita e sfruttamento dei film, anche quello di realizzare e gestire "stabilimenti per la produzione e riduzione di film da passo normale a passo ridotto". Si era infatti constatato fin dall'inizio che la qualità delle copie a 16mm che uscivano dagli stabilimenti allora funzionanti non era per nulla soddisfacente. In questa maniera si intendeva eliminare alla radice una difficoltà che stava mettendo in pericolo la nuova distribuzione. Uno stabilimento tutto proprio entrò in funzione a Roma qualche anno dopo, nell'estate del 1952. Intanto il 15 novembre del 1948 la REF fu messa in liquidazione.
Nell'arco dell'anno 1948 la Parva Film, con un catalogo di 40 film, era già diventata leader del mercato, tanto che la rivista "Vita Pastorale" nel numero di gennaio del 1949 poteva scrivere che la società aveva approntato "il gruppo di film più numeroso, più buono moralmente ed artisticamente che esista in Italia... e l'organizzazione di noleggio più vasta, più comoda, più economica, più comprensiva".
La citazione evidenzia direttamente quali erano i criteri-guida della Parva Film - che sono ancora quelli adottati oggi dagli Audiovisivi San Paolo - per la scelta dei film da introdurre nel proprio circuito distributivo: la preoccupazione per i valori morali e la valenza artistica del prodotto. Gia nel catalogo dell'anno 1949 sono presenti titoli di grande fascino spettacolare, come "La conquista del west" , "Pinocchio", "Il conte di Montecristo", e capolavori della storia del cinema, come "Roma città aperta". L'anno seguente entrano in catalogo opere di Renoir, Blasetti, De Sica, Soldati.

 

3. Il catechismo in immagini (1949-54)

Nello stesso 1949, avviato con successo il passo ridotto, la Parva Film riprende la produzione dei documentari, con tre cortometraggi a 16mm di carattere catechistico: "Che cos'è la preghiera", "Come pregare", "Necessità della preghiera". E' solo la prima parte di un ambizioso e vasto progetto di trasferire in immagini l'intero Catechismo della dottrina cristiana. Il piano editoriale prevedeva 50 documentari e fu portato a termine solo nel 1954.
Il prodotto catechistico paolino costituì una grossa novità per la Chiesa italiana e fu accolto con grande entusiasmo dagli operatori del settore. Distribuiti e venduti attraverso il proprio circuito, i documentari ressero bene all'usura del tempo, rimanendo in distribuzione fino alle soglie del Concilio Vaticano II.
La Parva Film individuò ben presto l'ambito della sua missione produttiva nel settore del cinema religioso. Fu così che nel 1950 venne prodotto, in associazione alla Incar Cine, il film "Mater Dei", lungometraggio che proponeva con un linguaggio popolare la narrazione della vita della Madonna.
"Mater Dei" fu il primo lungometraggio di fiction girato a colori in Italia (infatti le copie furono stampate a New York, dal momento che non esisteva ancora in Italia nessun stabilimento attrezzato per la stampa dell'Ansco). L'opera suscitò reazioni e pareri contrastanti. Mentre negli Stati Uniti l'associazione "Lega della Decenza" lo giudicò il miglior film religioso realizzato fino ad allora, "dove poesia, soprannaturale, storia e didattica si fondono in un poema che attrae e commuove", alcuni settori della critica italiana liquidò il film, la cui regia era firmata dal sacerdote paolino don Emilio Cordero, come un'opera da cui "non traspare nulla dell'ansia di umanità nel cercare la Madre divina...".
Tuttavia il film, distribuito a colori in 16mm e "gonfiato" a 35mm in bianco e nero per il passo normale, ottenne un notevole successo nel circuito della distribuzione paolina. L'esperienza piuttosto deludente dei risultati ottenuti nell'uso del colore con il precedente film suggerirono forse alla Parva Film, che nel 1952 adotta la ragione sociale Parva-San Paolo Film, di girare in bianco e nero i due successivi film, "Il Figlio dell'Uomo" (1953), un dignitoso lungometraggio sulla vita di Gesù di Nazareth e "Ho ritrovato mio figlio" (1954), la storia di un dramma familiare. Entrambi furono distribuiti sia in 16mm che in 35.
In questi medesimi anni trova finalmente una soluzione positiva la profonda aspirazione che da sempre avevano portato nel cuore i dirigenti della Parva-San Paolo Film: fare qualcosa di specifico e di significativo per ampliare l'offerta del cinema per ragazzi.
Poiché era chiaro che non erano sufficienti a coprire le esigenze di questo settore ritenuto strategico né i titoli autoprodotti, da "Ho ritrovato mio figlio" a "Il piccolo ribelle", né quelli che si potevano reperire sul mercato della distribuzione a passo normale, nel 1953 la Parva-San Paolo Film acquistò dalla Rank Film, società inglese specializzata nella produzione di film per ragazzi, un primo pacchetto di 15 film per la loro distribuzione sia in 16 che in 35mm. Per la prima volta, così, fu messo a disposizione degli esercenti un esteso repertorio cinematografico di genere assolutamente nuovo per l'Italia.
Il 16 aprile 1953, nel cinema Centrale di Roma, alla presenza dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione Antonio Segni, del Sottosegretario Giulio Andreotti, dell'on. Pia Colini Lombardi, del Presidente dell'AGIS Italo Gemini, don Emilio Cordero, Direttore della società cinematografica cattolica, presentò ufficialmente la nuova iniziativa della Parva-San Paolo Film per i ragazzi, proiettando il film "Il dragone del castello" che faceva parte del gruppo Rank.
Intanto l'attività di riduzione e distribuzione di pellicole a 16mm continua a espandersi sempre di più. Nel giugno del 1954 don Emilio Cordero può scrivere: "Il nostro stabilimento è ora il primo in Europa per quantità e qualità di lavoro".

 

 

4. La "nuova" San Paolo Film (1955-62)

L'11 gennaio del 1955 la Parva-San Paolo Film veniva messa in liquidazione e sostituita con l'ente morale San Paolo Film. Nello stesso anno entrava in funzione un nuovo stabilimento e una nuova sede centrale, sulla Via Portuense a Roma.
Al termine del 1955 la rete di distribuzione paolina del passo ridotto era costituita da 27 agenzie e 51 sub-agenzie.
Un po' alla volta, dietro la forte spinta della leadership carismatica del Fondatore della Società San Paolo, che affermava: "La macchina, il microfono, lo schermo sono nostro pulpito; la tipografia, la sala di produzione, di proiezione, di trasmissione è come nostra Chiesa", la San Paolo Film era diventata la più grande organizzazione cattolica esistente al mondo per il cinema a passo ridotto.
In ogni edizione del Festival Internazionale del Cinema a formato ridotto di Salerno veniva premiato per meriti artistici e educativi almeno un film 16mm della casa cattolica.
Il grande successo dell'attività apostolica e culturale della San Paolo Film ricevette il definitivo certificato di garanzia il 2 giugno 1957, quando il Presidente della Repubblica Italiana, On. Giovanni Gronchi, conferì a don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina e della San Paolo Film, il diploma di prima classe quale benemerito della Scuola, della Cultura e dell'Arte, col diritto di fregiarsi della Medaglia d'Oro.
Sotto il profilo della produzione, gli anni1955-1957 videro la realizzazione di pochi documentari a carattere religioso ("Stato Città Vaticano", 1955; "Manto azzurro", 1956; "Roma nel mondo", "Guardiamoci attorno", "Il porto della speranza", "Codice B", 1955-1957). Però la San Paolo Film tentò un'altra soluzione innovativa per imporre sul mercato il cinema educativo e di qualità: l'organizzazione di una propria distribuzione a 35mm. Scriveva don Emilio Cordero, nel gennaio del 1956: "...(essa) permette alla nostra organizzazione di entrare nel grande circuito industriale e di metterci alla pari con tutte le più importanti distribuzioni". La distribuzione a passo normale iniziò con un pacchetto di 9 film acquistati e di 2 di proprietà della San Paolo Film.

Ma il tentativo di ritagliarsi uno spazio nella grande distribuzione non portò i risultati sperati. E la San Paolo Film, ad un anno dal lancio della nuova attività, fu costretta a considerare interrotta la via verso la distribuzione a 35mm.
L'abbandono del sogno della grande distribuzione portò, quasi per reazione, ad un nuovo e più incisivo impegno nell'ambito del passo ridotto. Il 16 aprile del 1958 la San Paolo Film mise a segno un colpo magistrale acquistando per il mercato italiano del 16mm un pacchetto di 47 film dalla Ceiad-Columbia, tutti prodotti di grande successo (da "Eterna illusione" a "L'ultimo dei Mohicani") che le diedero una posizione di quasi monopolio all'interno del segmento.


Fu in questo periodo che nacque la "scheda filmografica", uno strumento che ben presto divenne indispensabile per la presentazione, soprattutto in sede di cineforum e di pubblico dibattito, dei film di una certa levatura artistica. La scheda, realizzata da un centro studi interno alla San Paolo Film, oltre a contenere tutti i dati tecnici della pellicola e il giudizio del Centro Cinematografico Cattolico, forniva chiavi di lettura a livello morale, estetico e di linguaggio cinematografico, necessari per una più profonda comprensione del film.
Durante il 1958 riprese la produzione. Quasi a confermare la costante attenzione della San Paolo Film per la cinematografia educativa per i più giovani, fu realizzato il film "Avventura nell'arcipelago". Girato nell'isola della Maddalena, il film fu giudicato dalla stampa "una notevole affermazione nel campo italiano della cinematografia per ragazzi". L'anno seguente uscì "Un giorno tra i Paolini", un lungometraggio in b/n che faceva conoscere la vita e le attività della Pia Società San Paolo.
Il 1960 si apre con l'acquisto di un "gruppo" di 43 film della Universal per la distribuzione esclusiva a 16mm. A questa grande vivacità di presenza sul mercato la San Paolo Film aggiunse l'anno seguente un importante accordo di collaborazione con l'A.C.E.C. (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) per unire sempre più tra di loro le sale cinematografiche cattoliche e per guidarle alla pianificazione della programmazione presso le Agenzie San Paolo Film.

 

5. La grande Bibbia in immagini (1962-64)

Ma intanto si stava schiudendo un'altra importante stagione per la San Paolo Film. Con il Concilio Ecumenico alle porte, la Chiesa era percorsa da un nuovo clima di fervore religioso. Nel campo del cinema i cattolici avvertivano in modo più chiaro l'urgenza di "intraprendere un'attività ordinata di produzione per togliersi dall'isolamento, per entrare nel vivo del problema, per non sentirsi più passivi in un settore che influenza così profondamente il pensiero e il costume".
La San Paolo Film seppe leggere questi segni dei tempi, ormai maturi per impegnare la società in un gigantesco piano di produzione che prevedeva di tradurre tutta la Bibbia in immagini. Fu così che verso la fine del mese di maggio del 1962 si diede il primo giro di manovella al film "I Patriarchi della Bibbia" negli studi di Cinecittà.

Tre ore di grande spettacolo che valorizzava negli esterni gli scenari più suggestivi e selvaggi della Sardegna. Ma l'attenzione ai contenuti del testo sacro ne faceva contemporaneamente un'opera di divulgazione religiosa del tutto nuova e stimolante.
Il film dei Paolini preoccupò non poco il produttore De Laurentiis, che nel frattempo, come è noto, era impegnato con gli americani per la produzione di una "Bibbia". Cercò in tutti i modi di bloccare l'uscita del film. Alla fine si arrivò a un compromesso, su cui pesò molto lo strapotere che aveva allora De Laurentiis sul mercato del cinema italiano: la San Paolo Film fu costretta a cedere, per un congruo periodo di tempo, al produttore italiano "I Patriarchi della Bibbia", la cui distribuzione fu "congelata" perché non andasse a disturbare l'uscita della sua "Bibbia".
Nonostante la disavventura distributiva toccata al primo film della serie biblica, la San Paolo Film decise di continuare la realizzazione del piano previsto. Nel febbraio del 1964 iniziò contemporaneamente la produzione di altri due film: "Saul e David" e "I Grandi Condottieri". Gli esterni furono girati in Spagna, esattamente nella regione desertica di Almeria, negli stessi luoghi dove Sergio Leone stava realizzando un "filmetto" western intitolato "Per un pugno di dollari".
I due film, che uscirono l'uno a febbraio e l'altro a novembre del 1965, riscossero un certo successo oltre che di critica anche di pubblico. "Saul e David" fu dato in distribuzione alla Titanus e "I grandi Condottieri" alla Metro Goldwin Mayer. Entrambi i film furono girati in inglese, in vista di una possibile distribuzione anche fuori dall'Italia.
Qui terminò il piano produttivo della San Paolo Film relativo alla trasposizione "spettacolare" del testo biblico, realizzato col chiaro intento di introdurre nel circuito del grande consumo cinematografico alcuni prodotti squisitamente religiosi. L'indiscussa caratura religiosa dei tre film è confermata dal fatto che ancora oggi essi vengono distribuiti in Italia e in alcune nazioni estere nella versione home video.
Durante la lavorazione dei film biblici fu anche realizzato "Cristo in India", uno splendido documentario a colori su momenti più suggestivi del 38° Congresso Eucaristico Internazionale svoltosi a Bombay in India il 18 ottobre 1964, alla presenza di Paolo VI.
Nel corso del 1965 il catalogo della distribuzione a 16mm fece un altro notevole passo in avanti: la San Paolo Film acquistò dal mercato americano. Per anni fu l'unico strumento didattico per avvicinare i ragazzi di età scolare al mondo magico dell'immagine.

CONTINUA

 

Modificato giovedì 22 aprile 2010
Edited by ©Multimedia San Paolo srl (Milano) S.r.l. P.iva 02712540042
Sito gestito dalla Società Apostolato San Paolo © S.A.S.P. srl, Via A. Severo 56 - Rome - Italy